Un sito di sport, cultura, notizie dalla rete e dal mondo

francesco totti dino viola

Cosa avrebbe pensato Dino Viola di Francesco Totti?

in Sport Da

Francesco Totti non parla. Tace. Osserva. Non tradisce alcuna emozione. Impermeabile alle polemiche, alle grida, alla reazione della stampa, alle parole di Luciano Spalletti che, ha ribadito, se potesse non allenerebbe la Roma. Nonostante si sapesse che questo sarebbe stato l’ultimo contratto Totti ha continuato nel gioco del silenzio e dei messaggi come quello dello scorso novembre: “Se sto bene perché smettere? Ognuno è libero di esprimere ciò che pensa, ma io sono convinto che posso ancora dare tanto alla mia squadra“. Intanto, a tre giornate dalla fine della Serie A 2016-2017, Francesco Totti ha giocato 112 minuti. 112.

FRANCESCO TOTTI, IL SILENZIO CHE SPACCA LA ROMA IN DUE

Invece no. Monchi glielo avrebbe detto chiaro e tondo. Roma-Genoa per te sarà l’ultima. I tifosi iniziano a cercare i biglietti per il saluto finale al Capitano. Francesco Totti però non parla. Non dice nulla. Anche dopo il saluto della Curva Sud Milano, gli applausi di San Siro e le accuse rivolte a tecnico e società giallorossa colpevoli di “mancare di rispetto” al grande campione. Il suo silenzio è assordante. Si tratta del rumore di chi assiste da lontano l’evolvere della situazione, che percepisce lo sgretolamento del fronte che sta combattendo. Perché Totti non si vuole ritirare, forte di una situazione per cui nonostante una Roma vittoriosa a San Siro contro il Milan per 1-4 i tifosi arrabbiati. Perché Francesco Totti non c’è.

FRANCESCO TOTTI: COSA AVREBBE PENSATO DINO VIOLA?

“Mettiamoci d’accordo. Si fa la formazione in cooperativa e ci mettiamo anche Francesco Totti”. Così Luciano Spalletti ha risposto a chi gli chiedeva del mancato ingresso del Capitano negli ultimi minuti di Milan-Roma. I tifosi sono arrabbiati e delusi perché il numero 10 giallorosso, a 41 anni, non è più protagonista. E sono una minoranza coloro che ricordano come il bene più assoluto sia la Roma. Un principio, questo, diventato il mantra della presidenza di Dino Viola, il più grande numero uno nella storia giallorossa. Presidente dal 1979 al 1991, fu l’uomo che condusse i giallorossi in finale di Coppa dei Campioni all’Olimpico nel 1985. Solo il destino, e Bruce Grobelaar, dissero no alla Roma. Di quel giorno Dino Viola disse:

“La Roma non ha mai pianto e mai non piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai”.

Ma sopratutto, riferendosi ai giocatori che vestirono negli anni della sua presidenza la maglia giallorossa, Viola disse:

“La bandiera è la maglia della Roma, è il simbolo, è l’unica cosa da onorare perché rappresenta la città. Un giocatore non dev’essere divinizzato, di chiunque si tratti, quella che tiene il sudore è la maglia”.

La maglia è sopra ogni cosa. La Roma è un bene di tutti. Sempre. Come dimostrano le parole riferite dalla moglie Flora Viola datate 1976, anno in cui un’ulcera perforante ha rischiato di portarsi via il Presidente:

“Flora, mi sarebbe dispiaciuto morire. Non ho ancora fatto nulla per la Roma”

FRANCESCO TOTTI NON PUO’ ESSERE PIÙ IMPORTANTE DELLA ROMA

Oggi la Roma è divisa tra coloro che festeggiano la vittoria a San Siro contro il Milan e coloro che attaccano tecnico e società per la gestione di Francesco Totti. Nel mentre lui non parla. Non dice nulla. Assiste e guarda una tifoseria spaccata e una società costretta a lottare per rimanere unita. Il tutto solo per ribadire un’ovvietà. Che la squadra viene prima di ogni cosa e che gli obiettivi hanno la massima importanza. Dino Viola probabilmente non avrebbe permesso che si arrivasse a tutto questo. Avrebbe impedito una tale divinizzazione della figura di Francesco Totti. Parole come quelle di Zdenek Zeman, che pensa come sia Totti a dover dire di smettere, fanno male alla Roma e al giocatore. Perché così sembra che il club sia ostaggio di un giocatore convinto di poter dire la sua nonostante abbia giocato 112 minuti in 35 partite.

LA ROMA? UN PATRIMONIO DI TUTTI E NON DI UN SINGOLO

La Roma così si cancella, si logora, sparisce. Il tutto con Francesco Totti che osserva quanto accade senza parlare con la consapevolezza che il suo silenzio, al momento, rappresenta la voce più forte di una Roma ancora, tecnicamente, in corsa per lo scudetto prima dello scontro diretto contro la Juventus. Dino Viola probabilmente non avrebbe permesso tutto questo. Perché la Roma è la Roma, patrimonio di tutti e non di una sola persona. (Photocredit copertina Stadio della Roma)

Tags:

Maghdi Abo Abia ci riprova su Ultimometro. Si tratta del suo esperimento nato a seguito della conclusione del suo lavoro all'interno di Giornalettismo. Punta alla qualità, non al click. Sogna nel Seo. Un dilettante che si diletta. Per scrivergli: maghdi.aboabia@www.ultimometro.it

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Torna SU