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Romania: in piazza contro il decreto salva corruzione

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Romania, la corruzione è un problema. Il governo social democratico ha varato un decreto che prevede la depenalizzazione di questo reato per coloro che hanno causato un danno all’erario inferiore ai 44.000 euro. I cittadini non ci stanno e sono scesi in piazza a protestare contro il condono. 180.000 persone da giorni fanno sentire la propria voce nelle città più improntati del Paese. Si tratta della più grande mobilitazione popolare dai tempi della caduta di Nicolae Ceaucescu.

ROMANIA, CORRUZIONE: 180.000 PERSONE IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO

La Romania è scesa in piazza contro la corruzione. Letteralmente. A Bucarest 60.000 persone hanno affollato Piazza Vittoria davanti alla sede del governo. Cluj-Napoca ha visto la mobilitazione di 30.000 persone mentre a Timisoara in 25.000 hanno detto no al decreto salva corruzione. Altre migliaia sono le persone che hanno invaso strade e piazze a Sibiu, Brasov, Iasi. I manifestanti sono in piazza dallo scorso 31 gennaio, ovvero da quando il governo social democratico ha deciso di depenalizzare la corruzione nel Paese fino a un valore di 44.000 euro, o 200.000 Leu, la moneta nazionale. La piazza vuole che il governo faccia marcia indietro e che si continui una vera lotta alla corruzione.

ROMANIA, CORRUZIONE: LE FOTO DELLE PROTESTE

ROMANIA, CORRUZIONE: I SOSPETTI DI UNA SALVEZZA PER LIVIU DRAGNEA

Il Times of Malta riporta la decisione dell’Ombudsman della Romania di ricorrere alla Corte Costituzionale contro il decreto salva corruzione. La piazza rumoreggia anche perché tra i beneficiari del decreto ci sarebbe Liviu Dragnea, segretario del Partito Democratico locale, attualmente al potere. Con lui si”salverebbero” anche numerosi funzionari pubblici. Il governo dal canto suo si difende affermando che il provvedimento rappresenta una risposta all’Europa che vorrebbe da ogni stato membro il consolidamento della presunzione d’innocenza e il diritto ad essere presenti a un processo.

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ROMANIA, CORRUZIONE: LE PREOCCUPAZIONI STRANIERE E LA PIAZZA AGITATA

Victor Ciorbea, Ombudsman del Paese, critica la giustificazione anche perché il decreto salva corruzione in Romania è stato votato con una procedura d’urgenza nonostante Bruxelles abbia dato tempo fino al prossimo aprile per legiferare in tal senso. In piazza le proteste aumentano giorno dopo giorno tra slogan di difesa dell’unità nazionale e volontà di ristabilire l’ordine. La Gendarmeria ha inoltre sventato un attacco con bottiglie molotov ai danni del palazzo del Parlamento, a dimostrazione di quanto la situazione sia pericolosa. Germania e Stati Uniti si sono definiti preoccupati dal decreto e dalla piega che sta prendendo il governo di Bucarest che ha specificato di aver voluto svuotare le carceri al momento sovra popolate.

La parola ora passa alla Corte Costituzionale. Se il decreto verrà respinto il Paese potrà tornare a respirare. In caso contrario la piazza ha promesso battaglia.

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