Soluzioni elementari per il Milan di Giampaolo

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La stagione del Milan comincia male e, alla luce del derby perso ieri sera, prosegue ancora peggio. I rossoneri targati Marco Giampaolo perdono malamente il terzo derby consecutivo contro un’Inter che quest’anno è lanciatissima, arrivata alla quarta giornata di campionato a pieno punteggio.

La cosa che più si è notata ieri sera, aldilà della sconfitta e dei due gol subiti, è la totale assenza di gioco negli schemi rossoneri. E i due soli tiri in porta della gara lo dimostrano. Piatek mai realmente pericoloso, Suso incommentabile da trequartista quanto da ala, difesa che ha fatto acqua da tutte le parti. Chiaramente diverse colpe vanno attribuite all’allenatore, che già sotto la Lanterna aveva il vizio di schierare giocatori in ruoli diversi dai loro, ma non tutta la colpa è di Giampaolo. Perchè alla fine, chi va in campo, sono i giocatori non l’allenatore.

Artiglieria pesante dal primo minuto: Milan, basta esperimenti

Il 4-3-3 chiaramente non produce gioco e, a fatica, produce gol. Suso trequartista a falso nueve e Kessiè sulla fascia sinistra al suo posto è stata una scelta spaventosa, oltre che scellerata visti i risultati.

Eppure uno come Giampaolo, che ama appunto gli esperimenti, potrebbe testarlo un modulo con 3 difensori, 4 centrocampisti 1 trequartista e due attaccanti. Una sorta di 3-4-1-2. La difesa a 3 la si compone facilmente, le alternative non mancano. A centrocampo Bennacer e Kessiè in cabina di regia, Suso a destra e Calhanoglu a sinistra. Paquetà titolarissimo dietro a Rafael Leao (buonissimi spunti nel derby) e Ante Rebic. Con Piatek pronto a subentrare.

Soluzioni elementari, ma che evidentemente dalle parti di Casa Milan non vogliono prendere in considerazione.

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