Turchia, un silenzio preoccupante

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L’attacco della Turchia nei confronti dei Curdi ha schockkato il mondo, ma è ancor più preoccupante il silenzio delle istituzioni.

L’attacco della Turchia nei confronti del popolo turco è ignobile e offensivo nei confronti di un popolo che ha perso centinaia di vite umane per combattere l’ISIS.

RESPECT: Il rispetto nei confronti del prossimo, nel calcio, così come nella vita, deve essere uno dei valori fondamentali che nessuno dovrebbe mai violare. “Respect” è uno dei punti su cui si sono battute Uefa e Fifa negli ultimi anni, con la lotta ai buu razzisti perché offensivi nei confronti di chi ha un colore di pelle diverso dal nostro. In passato sono stati condannati, giustamente, gesti come il saluto romano perché simbolo di un regime totalitarista che ha leso la dignità e la liberta di tanti popoli; quindi, mi chiedo, perché non condannare anche il saluto militare dei giocatori turchi? La speranza è che il motivo di questo silenzio da parte della massima istituzione calcistica non sia la prossima finale di Champions League che si disputerà ad Istanbul.

MOTIVI ECONOMICI: In Serie A ci sono tre giocatori turchi: Under, Demiral e Calhanoglu, tutti e tre si sono espressi pubblicamente appoggiando l’offensiva turca nei confronti del popolo curdo.Se il silenzio della Roma è più o meno giustificabile dal fatto di essere la prossima avversaria dell’Istanbul Basaksehir, la partita si giocherà in Turchia e una eventuale condanna potrebbe creare problemi di sicurezza; non lo è affatto quello di Juventus e Milan. I due club dovrebbero prendere come esempio il Saint Pauli che ha licenziato Cenk per aver difeso l’attacco dei turchi, perché il rispetto, la pace e le vite umane vengono prima di tutto.

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