I motori di ricerca e i social media: un ruolo controverso nella democrazia globale

Il 2024 si prospetta come un anno cruciale per la democrazia globale, con elezioni che coinvolgono quasi la metà della popolazione mondiale. Ma c’è un aspetto che preoccupa gli esperti: la diffusione incontrollata di informazioni ingannevoli e disinformazione. Questa sfida solleva interrogativi sul ruolo fondamentale dei motori di ricerca e dei social media nel plasmare l’opinione pubblica.

Il dibattito politico è da sempre un pilastro delle società democratiche. Le diverse forze politiche cercano l’approvazione dei cittadini, sottoponendo le proprie politiche al giudizio pubblico. Tuttavia, l’avvento di Internet e dei social media ha portato a un cambiamento radicale, permettendo la diffusione quasi illimitata di affermazioni e contro-affermazioni.

Un recente studio pubblicato su Nature evidenzia un aspetto spesso trascurato di questa problematica: gli “spazi informativi vuoti” o “data voids”. Questi sono spazi in cui le informazioni mancano o sono insufficienti, rendendo difficile la verifica dell’accuratezza di argomenti controversi. Il lavoro suggerisce che le campagne di alfabetizzazione mediatica debbano andare oltre la semplice ricerca online.

La diffusione di informazioni errate o ingannevoli è un tema di ricerca da tempo. Gli esperti hanno evidenziato che l’utilizzo di motori di ricerca come Google può portare a un aumento della fiducia in notizie inaccurate, secondo l’effetto della “verità illusoria”. Google ha spiegato di classificare gli articoli di notizie sulla base di misure di qualità come l’allineamento con il consenso delle fonti esperte. Tuttavia, questo approccio non sembra essere sufficiente per evitare che le persone cadano nelle “data voids” della disinformazione.

È quindi necessaria un’integrazione tra metodi automatizzati e contributi umani, specialmente su argomenti in cui mancano informazioni affidabili. Gli esperti suggeriscono un approccio più pratico nell’insegnamento dei metodi di ricerca, coinvolgendo influencer e figure di rilievo per estendere l’alfabetizzazione mediatica alle loro reti.

La lotta contro la disinformazione richiede un’azione concertata da parte di diversi attori, tra cui fornitori di motori di ricerca, istituzioni educative, media e società civile. In un’era di intelligenza artificiale e grandi modelli linguistici, diventa sempre più urgente agire. Nel crucialissimo anno elettorale del 2024, è essenziale fornire agli elettori gli strumenti necessari per riconoscere e ignorare le notizie provenienti da fonti inaffidabili.

Bibliografia:
– “How online misinformation exploits ‘information voids’ – and what to do about it” – Nature, Jan 2024, PMID: 38195876.

Sezione delle domande frequenti:

1. Che cosa sono gli “spazi informativi vuoti” o “data voids”?
Gli “spazi informativi vuoti” o “data voids” sono aree in cui le informazioni sono mancanti o insufficienti, rendendo difficile verificare l’accuratezza degli argomenti controversi.

2. Qual è l’effetto della “verità illusoria” legato all’utilizzo dei motori di ricerca?
L’effetto della “verità illusoria” è un fenomeno secondo cui l’utilizzo dei motori di ricerca, come Google, può aumentare la fiducia nelle notizie inaccurate. Ciò avviene perché i motori di ricerca possono classificare gli articoli di notizie in base a misure di qualità, ma questo non è sufficiente a evitare che le persone cadano nelle “data voids” della disinformazione.

3. Qual è l’approccio suggerito dagli esperti per combattere la disinformazione?
Gli esperti suggeriscono un approccio che integri metodi automatizzati e contributi umani, soprattutto su argomenti in cui mancano informazioni affidabili. Inoltre, si raccomanda un approccio più pratico nell’insegnamento dei metodi di ricerca, coinvolgendo influencer e figure di rilievo per estendere l’alfabetizzazione mediatica alle loro reti.

4. Chi sono gli attori coinvolti nella lotta contro la disinformazione?
La lotta contro la disinformazione richiede un’azione concertata da parte di diversi attori, tra cui fornitori di motori di ricerca, istituzioni educative, media e società civile.

Link correlati suggeriti:
Nature
Google