Google rallenta lo sviluppo dei chipset Tensor personalizzati

Google ha debuttato nel mondo dei chipset per smartphone di recente, con il lancio del suo primo chipset, il Tensor, progettato internamente per il Google Pixel 6. L’obiettivo di Google è quello di migliorare le prestazioni dell’intelligenza artificiale e del machine learning dei propri dispositivi Pixel attraverso componenti hardware su misura.

Tuttavia, il percorso verso l’indipendenza nello sviluppo dei chip Tensor sta incontrando delle difficoltà. Secondo quanto riportato da The Information, Google ha dovuto rivedere i suoi piani per il Tensor G4, il chipset di punta destinato alla serie Pixel 9 del prossimo anno. A causa di ritardi nello sviluppo, il progetto del chip personalizzato, noto come “Redondo”, non sarà pronto in tempo per il lancio dei Pixel 9.

Google ha quindi optato per una soluzione temporanea: una versione potenziata del Tensor G3, chiamata “Zuma Pro”, che sarà utilizzata per i Pixel 8 in uscita a breve. Questo chip sarà ancora sviluppato in collaborazione con Samsung, senza rivoluzioni significative.

Nonostante i ritardi, Google sta proseguendo i lavori sul progetto Redondo. Questo chip sarà la base di partenza per il Tensor G5 del 2025, chiamato “Laguna Beach”. Alla fine, Google spera di completare la transizione verso i chipset Tensor completamente sviluppati e prodotti internamente.

Perché Google continua a puntare sui chipset proprietari? Inizialmente, il team interno di Google per lo sviluppo dei chipset era ridotto e aveva poca esperienza. Per accelerare il processo, Google ha collaborato con Samsung, che ha fornito know-how e tecnologie, oltre a occuparsi della produzione fisica dei chip.

Negli anni, Google ha ampliato il proprio organico e acquisito ulteriori competenze. Il controllo totale della progettazione consentirà di spingere sull’intelligenza artificiale, fornendo soluzioni personalizzate per la serie di dispositivi Pixel. Inoltre, la produzione interna consentirà a Google di scegliere i fornitori, passando da Samsung a TSMC, che garantisce prestazioni ed efficienza superiori.

La strada verso i chip Tensor completamente interni sarà lunga, ma Google non sembra voler demordere. La sfida ai principali produttori come Qualcomm e MediaTek è appena iniziata e potrebbero arrivare nuove sorprese nei prossimi anni. Tuttavia, sarà necessario vedere se Google riuscirà a raggiungere una piena maturità nello sviluppo hardware nel contesto dell’industria tecnologica.