Scopri quale protocollo HTTP consuma meno energia per il tuo smartphone

Pisa, 29 gennaio 2024 – Se il tuo telefono si scarica troppo velocemente, potrebbe dipendere dalla versione del protocollo HTTP con cui navighi in rete. Secondo uno studio condotto dall’Università di Pisa e dall’Istituto di Informatica e Telematica del CNR, i protocolli più recenti potrebbero non essere necessariamente i più vantaggiosi dal punto di vista energetico.

Gli esperti hanno valutato il consumo energetico di smartphone e dispositivi IoT in base alle diverse versioni del protocollo HTTP utilizzate per la trasmissione dati sul Web. Contrariamente alla tradizione, in questo studio l’attenzione non era focalizzata sulle prestazioni in termini di velocità, ma sul consumo energetico, che è di particolare importanza nell’Internet delle Cose (IoT), dove molti dispositivi sono alimentati a batteria.

Secondo Alessio Vecchio, uno degli autori dello studio, risparmiare energia è fondamentale per prolungare la durata dei dispositivi e contribuire alla sostenibilità. Il protocollo HTTP, ampiamente utilizzato nelle reti informatiche, compreso il Web e la comunicazione tra dispositivi IoT, ha diverse versioni principali come HTTP/1.1, HTTP/2 e HTTP/3.

Lo studio ha rivelato che, in determinati scenari, HTTP/3, sebbene generalmente più efficiente, può consumare fino al 30% in più rispetto alle altre versioni. Quando si tratta di grandi quantità di dati da trasferire, questo protocollo può risultare più dispendioso in termini energetici, mentre risulta più efficiente quando i dati sono limitati.

I risultati di questo studio hanno implicazioni sia pratiche che scientifiche. Dal punto di vista pratico, chi sviluppa sistemi che utilizzano smartphone e dispositivi IoT può fare scelte consapevoli in base all’aspetto energetico. Dal punto di vista scientifico, si aprono nuove prospettive di ricerca, come lo sviluppo di algoritmi intelligenti in grado di selezionare dinamicamente la versione più efficiente dal punto di vista energetico in base alle specifiche del sistema e delle condizioni di rete.

Lo studio è stato condotto nel contesto del progetto Future-Oriented REsearch LABoratory (FoReLab) del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Gli autori dello studio, oltre ad Alessio Vecchio, includono Chiara Caiazza, Dottore di Ricerca in Smart Computing, e Valerio Luconi, Dottore di Ricerca in Ingegneria dell’Informazione. Tutti e tre gli esperti condividono un interesse comune per l’ambiente e la sostenibilità energetica, quindi lo studio ha rappresentato un’opportunità eccellente per unire ricerca informatica ed ingegneristica con la tematica del risparmio energetico.

Se il tuo telefono si scarica troppo velocemente, potrebbe dipendere dalla versione del protocollo HTTP con cui navighi in rete. Secondo uno studio condotto dall’Università di Pisa e dall’Istituto di Informatica e Telematica del CNR, i protocolli più recenti potrebbero non essere necessariamente i più vantaggiosi dal punto di vista energetico.

Gli esperti hanno valutato il consumo energetico di smartphone e dispositivi IoT in base alle diverse versioni del protocollo HTTP utilizzate per la trasmissione dei dati sul Web. In questo studio, l’attenzione era focalizzata sul consumo energetico anziché sulle prestazioni in termini di velocità. Questo è particolarmente importante nell’Internet delle Cose (IoT), dove molti dispositivi sono alimentati a batteria.

Il protocollo HTTP ha diverse versioni principali come HTTP/1.1, HTTP/2 e HTTP/3. Secondo lo studio, in alcuni scenari, HTTP/3 può consumare fino al 30% in più rispetto alle altre versioni. Risulta più efficiente quando i dati sono limitati, ma meno efficiente quando si tratta di grandi quantità di dati da trasferire.

Risparmiare energia è fondamentale per prolungare la durata dei dispositivi e contribuire alla sostenibilità. Questo studio ha implicazioni pratiche e scientifiche. Dal punto di vista pratico, chi sviluppa sistemi con smartphone e dispositivi IoT può fare scelte consapevoli in base all’aspetto energetico. Dal punto di vista scientifico, si aprono nuove prospettive di ricerca per lo sviluppo di algoritmi intelligenti in grado di selezionare dinamicamente la versione più efficiente dal punto di vista energetico in base alle specifiche del sistema e delle condizioni di rete.

Il progetto FoReLab del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa ha finanziato lo studio. Gli autori includono Alessio Vecchio, Chiara Caiazza e Valerio Luconi. Tutti e tre gli esperti condividono un interesse comune per l’ambiente e la sostenibilità energetica, rendendo lo studio un’opportunità eccellente per unire la ricerca informatica ed ingegneristica con la tematica del risparmio energetico.

Termini chiave: protocollo HTTP, consumo energetico, Internet delle Cose (IoT), HTTP/1.1, HTTP/2, HTTP/3, durata dei dispositivi, sostenibilità energetica, FoReLab.

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CNR
Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)