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Terremoto bufala magnitudo

Terremoto in Centro Italia: la bufala della magnitudo abbassata ha stancato

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Terremoto in Centro Italia, il 30 ottobre una scossa di magnitudo 6,5 con epicentro a Norcia ha sconvolto nuovamente un territorio già piagato dal sisma di Amatrice del 24 agosto e dalla doppia scossa di Visso del 27 ottobre. Mentre i residenti cercano conforto da un evento più grande dell’umanità stessa e rifiutano di abbandonare i propri paesi distrutti per non farvi più ritorno come a Ussita, sono sempre di più coloro che continuano a proporre sui social la bufala della magnitudo abbassata per non pagare i danni. Si tratta di una bufala. Tuttavia in tempi di complottismo in ogni dove ogni tentativo di riportare le folle alla ragione si rivela inutile. Ma ci proviamo.

TERREMOTO, BUFALA DELLA MAGNITUDO ABBASSATA: LE ORIGINI

La bufala della magnitudo abbassata per non pagare i danni ha origine dal terremoto nell’Emilia del 2012. Quell’evento, ben più lieve nella forza e nelle conseguenze rispetto ai terremoti in Centro Italia, ha dato il via ad una serie di speculazioni senza senso circa la possibilità che lo Stato non paghi i danni sotto una certa magnitudo. Come detto, tutto nasce dal decreto legge 59/2012 del 15 maggio 2012, cinque giorni prima del terremoto in Emilia. L’articolo 2 di quel testo parlava della necessità di studiare forme di assicurazione dei fabbricati in risposta a calamità naturali, assicurazione normata da un regolamento che prevedeva “l’esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati“.

TERREMOTO: LA BUFALA DELLA MAGNITUDO ABBASSATA: NO ALLE ASSICURAZIONI

Quindi lo Stato non avrebbe finanziato la ricostruzione ma avrebbe incentivato anche attraverso detrazioni la stipula di assicurazioni private. Perché usiamo passato e condizionale? Semplice. Tale decreto legge venne convertito nella Legge 100/2012 recante provvedimenti per il riordino della Protezione Civile. L’articolo 2 viene stravolto tanto che la parte delle assicurazioni viene completamente cancellata. Non se ne parla più. Il legislatore nella conversione ha tolto quel passaggio dando poteri straordinari alla Protezione Civile in caso di emergenza o di calamità naturali. Tali poteri sono limitati nel tempo e vengono normati dal legislatore stesso.

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TERREMOTO: MARIO MONTI PER L’EMILIA NEL 2012 DIEDE 78.750.000 EURO

Non solo. Se c’è da intervenire, lo stato lo fa. Mario Monti, all’epoca Presidente del Consiglio, il 21 maggio 2012, a meno di 24 ore dal Terremoto in Emilia-Romagna, decretò con decisione ratificata dal Consiglio dei Ministri, lo stanziamento di 78.750.000 euro per la ricostruzione nelle province colpite dal sisma. E parlando di ricostruzione. Come si spera la maggioranza della popolazione sappia, per definire un terremoto vengono utilizzate due “scale”, la Richter e la Mercalli. La prima indica la magnitudo di un sisma, la seconda la sua intensità. Ovvero. Il primo indice rivela la forza di un terremoto, il secondo serve a stimare i danni compiuti. Per fare un esempio. Un sisma del nono grado della scala Richter in pieno deserto avrà un valore nella scala Mercalli pari a zero.

TERREMOTO, BUFALA MAGNITUDO ABBASSATA: GLI ARTICOLI DEL CODICE CIVILE

A questo punto facciamo chiarezza. Non ha senso abbassare la magnitudo per non pagare. Semplicemente tutto dipende dai danni provocati dal sisma. Se un paese dovesse crollare a causa di un terremoto, lo Stato si attiva indipendentemente dalla magnitudo dello stesso. Per chi si diletta in cose giuridiche consigliamo la lettura degli articoli del codice civile che normano la ricostruzione a seguito di calamità naturale. Per ultimo proviamo ad affrontare il tema della discrepanza nei valori di magnitudo tra quelli inizialmente rilevati e quelli che si rivelano effettivi. Qui molta colpa risiede nel giornalismo. Chi dà per primo la notizia vince. Vero, funziona così ma non deve essere una norma assoluta. La magnitudo di un terremoto è determinata da una serie di fattori e basta anche un errore minimo per distruggere un lavoro statistico e di ricerca necessario per prevenire in futuro altri rischi.

TERREMOTO: COME SI DETERMINA LA MAGNITUDO? NON BASTA UN CLICK SUL COMPUTER

L’Ingv, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, spiega chiaramente sul proprio sito internet la difficoltà di determinare una magnitudo. I modi di misurazione sono molti e diversi, questo in risposta a chi pensa che sismografi e computer diano subito un risultato come se parlassimo di una calcolatrice. I dati vengono raccolti attraverso metodi che funzionano su intervalli limitati di magnitudo e su certe distanze epicentrali. L’uso di differenti tipi di sismometri rende il calcolo più accurato ma allo stesso tempo più complesso. Alcuni metodi sono basati su onde di volume, altri su onde superficiali e alcuni su metodi diversi.

E qui arriva il punto determinante che si spera riesca a spegnere le polemiche sulle differenze di magnitudo emerse anche in occasione del Terremoto di Norcia del 30 ottobre 2016. 7,1, 6,1, 6,5. Calma, fermi tutti. Esistono i valori preliminari di magnitudo basati su dati incompleti ma disponibili a poche decine di secondi dal terremoto. Questi possono differire in maniera notevole, anche di 0,5 gradi. Un’enormità. Servono però per avere un’idea di massima di cosa accaduto. Questo per dare un’idea delle difficoltà legate al determinare di una specifica magnitudo.

TERREMOTO. ARQUATA DEL TRONTO PERSA PER SEMPRE. E VOI CONDIVIDETE BUFALE?

Quando parlate di terremoto quindi ricordate che sono molte le variabili ad esso legate. Inoltre non fate l’errore di prendere per oro colato tutto ciò che passa la rete e non condividete le bufale sul risarcimento. Quella è una materia da avvocati e da legislatori. Infine. Guardate la foto di copertina. Un’immagine presa da Twitter di cosa è diventata Arquata del Tronto. Questo è il terremoto.

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