Qualcosa si è inceppato nel meccanismo Sampdoria

Condividi questo articolo

A grande sorpresa, e nello stupore generale, in questa nuova edizione di Serie A (giunta ormai alla settima giornata) c’è chi ingrana e chi no. E per il secondo caso, ci si aspettava fossero le neopromosse ad avere difficoltà. E invece… Invece no.

Nelle zone basse della classifica – seppur sia ancora presto per parlare di lotta salvezza – troviamo la Sampdoria all’ultima casella in buona compagnia di Spal e Genoa. Delle tre neopromosse – vale a dire Hellas Verona, Brescia e Lecce – nemmeno traccia. Partite alla grande, con la voglia di riscatto, si stanno tenendo lontane dalle zone calde già dalle prime giornate. Ma la sorpresa più grande, appunto, è la Sampdoria di Eusebio Di Francesco.

Abituata da 3 anni a questa parte a terminare tra i primi dieci, quest’anno la formazione blucerchiata è partita malissimo con 5 sconfitte e 1 vittoria (sul Torino) in 6 giornate di campionato. Con numeri su gol fatti e subiti non solo da horror, ma da ritmo retrocessione: 4 reti messe a segno e ben 14 subite. Eppure la rosa, sulla carta, pareva potesse lottare per i primi dieci posti, di nuovo.

La Sampdoria non funziona più

Cosa si è inceppato nel meccanismo Sampdoria? Come può una squadra che negli ultimi anni è diventata regina di scouting e plusvalenze partire così male in Serie A?

I blucerchiati negli ultimi anni, grazie anche a un ottimo mister come Marco Giampaolo, hanno operato molto bene sul mercato mettendo a disposizione una rosa sempre più che sufficiente, che non solo potesse conquistare la salvezza tranquilla ma che potesse anche provare a lottare per qualcosa di più. E quest’anno, cessioni di Andersen e Praet a parte, non è stato fatto di peggio. Il danese è stato sotituito da Jeison Murillo (ex Inter e Barcellona tra le altre), mentre Praet è l’unico giocatore che non è stato sostituito adeguatamente. Ceduto lui al Leicester, la Sampdoria ha preso Mehdi Lèris dal Chievo Verona appena retrocesso. Ceduto Sala, è stato preso Depaoli sempre dal Chievo (qui, come nel caso di Andersen, il partente è stato sostituito in maniera adeguata viste anche le prime uscite dell’ex gialloblù). Senza contare gli arrivi di Emiliano Rigoni e di Gonzalo Maroni, che fanno ben sperare.

Risultati immagini per gonzalo maroni sampdoria
Gonzalo Maroni

Eppure la Sampdoria è lì, ultima in classifica in attesa dello scontro diretto con l’Hellas sabato, ore 18:00. Va considerato anche il fatto che 4 di queste cinque sconfitte sono arrivate contro delle big come Lazio, Inter e Napoli, però gli anni passati i blucerchiati partite così se le giocavano, e talvolta le vincevano. Quest’anno nuovo mister e nuovo modulo, il 4-3-3, che sembrano non funzionare. Ma di chi è la colpa? Di Di Francesco oppure di una dirigenza – contestatissima sia per mercato sia per il caso cessione – che a detta dei tifosi ha fatto un mercato da 4 in pagella?

Sembrano lontani gli anni dei grandi acquisti quasi a zero

Eder, Soriano, Mustafi, Obiang, Torreira e ancora Andersen, Skriniar e Praet per citarne alcuni. La Sampdoria negli ultimi dieci anni ha comprato talenti giovanissimi a basso prezzo per poi rivenderli a peso d’oro, grazie anche a un ottimo scout come Pecini.

Risultati immagini per skriniar sampdoria
Milan Skriniar in azione con la Sampdoria

E’ il caso di Skriniar, acquistato nel 2016 in Albania dallo Zilina per 600 mila euro e rivenduto l’anno dopo all’Inter con Gianluca Caprari come contropartita, per un’operazione da 20 milioni di euro totali. O di Torreira, arrivato dal Pescara per una cifra intorno al milione di euro e rivenduto dopo due stagioni all’Arsenal, per oltre 30 milioni.

Tutte plusvalenze che permettevano alla Sampdoria di tenere sani i conti – ad oggi è ancora una delle società più sane in Serie A – e di reinvestire su altri talenti da lanciare. Quest’anno questo meccanismo non è entrato in funzione (ceduto Andersen si è investito su uno svincolato Murillo che, seppur di esperienza, non è più giovanissimo) e adesso i blucerchiati si ritrovano così, nei bassifondi del campionato.

Sulla carta non siamo di fronte a una squadra da Serie B, ma sul campo servirà invertire la rotta, a partire da domenica.

Condividi questo articolo