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Panchine traballanti

Non siamo neanche arrivati alla decima giornata di Serie A eppure, per alcuni allenatori, è già tempo di verdetti. Sarà perchè il campionato italiano è diventato più appassionante e combattuto, sarà perchè alcuni di loro non sono riusciti ad ambientarsi, ma ci sono alcune panchine che stanno traballando paurosamente.

Stiamo parlando, per chi non lo avesse ancora capito, di Marco Giampaolo, Eusebio Di Francesco e Igor Tudor.

MARCO GIAMPAOLO: Il tecnico rossonero ha rimediato 3 sconfitte e 3 vittorie nelle prime 6 partite, troppo poco per un Milan che quest’anno partiva con ambizioni da 4° posto. Nonostante la vittoria di Genova sul Genoa (1-2 in rimonta), il tecnico ex Sampdoria rimane in forte dubbio con l’accusa di non riuscire a dare un’identità alla squadra. Tra i vari profili sondati per sostituirlo troviamo un clamoroso possibile ritorno di Gattuso e, da una parte, la più defilata ipotesi Pioli.

EUSEBIO DI FRANCESCO: Il tecnico blucerchiato sta battendo ogni record negativo che si possa battere in quel di Genova. Sei sconfitte in sette partite, peggior attacco e peggior difesa. Ranieri, Iachini e Pioli i candidati per sostituirlo perchè sì, pare che la Sampdoria abbia già deciso di rescindere il suo contratto. L’ex Fiorentina, cercato anche in estate, starebbe prendendo tempo perchè sa di essere tra i candidati del Milan, e vorrebbe un attimo aspettare gli sviluppi in casa rossonera. Ma rimane comunque la prima scelta dei blucerchiati.

IGOR TUDOR: La sconfitta contro la Fiorentina (1-0) non aiuta e l’Udinese, nonostante dimostri una certa solidità, non mostra qualità tecniche così favolose. Se l’allenatore dovesse saltare, e pare che anche in questo caso ci siamo vicini, anche qui i sostituti sarebbero o Stefano Pioli o Claudio Ranieri. Il ritorno di Iachini è stato escluso a priori.

Crisi milan: quattro chiacchiere con Pietro balzano prota

Il Milan è partito tutt’altro che bene in campionato ottenendo un bottino non molto invidiabile che parla chiaro: 4 sconfitte in 6 partite di Serie A, che tradotto significa appena 6 punti raccolti. Troppo pochi, e un ritmo troppo basso, per una squadra partita con grandi ambizioni (il quarto posto) sotto la guida di Marco Giampaolo.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con chi di Milan se ne intende, ovvero con Pietro Balzano Prota, direttore di Radio Rossonera.

Prima dell’inizio del campionato si pensava che il Milan potesse fare una stagione migliore di quella scorsa. Cosa è andato storto?

E’ una bella domanda, anche se bisogna dire che innanzitutto siamo ancora a inizio stagione, abbiamo giocato appena sei partite e c’è tutto il tempo di recuperare. Certamente un inizio cosi era inaspettato e sicuramente non contemplato, io penso che si siano sottovalutati determinati aspetti. Sia nella costruzione della squadra che nella scelta dell’allenatore che, evidentemente, pensava di poter fare cose semplici che invece non è riuscito a fare. Generalmente, comunque, secondo me ci sono colpe a tutti i livelli.

Rebic, Leao, Bennacer sono stati reputati da tutti degli ottimi acquisti. Riusciranno ad imporsi?

Sono tutti e tre giocatori molto interessanti, ma quello che mi ha colpito di più è senz’altro Rafael Leao, per l’età e per il fatto che è un giocatore intelligente, si vede dalle giocate che fa e dalle movenze che adotta in campo. Bennacer invece mi incuriosisce, dobbiamo ancora scoprire quanto sia un diamante grezzo o no. Sono buoni acquisti, piano piano riusciranno ad imporsi ma perchè ciò avvenga hanno bisogno di un impianto di squadra che funzioni, altrimenti diventa difficile fare bene se la squadra gira male.

Giampaolo è reduce da tre ottime stagioni a Genova, però pare che al Milan non riesca a confermarsi. Responsabilità sua o, effettivamente, la rosa non è del calibro che vuole l’allenatore?

Indubbiamente le responsabilità sono a tutti i livelli. Ma penso che a Giampaolo manchino quelle pedine per poter sviluppare al meglio la sua idea di calcio. E non è neanche corretto attaccare Giampaolo con la classica frase “Se hai solo un’idea di calcio sei limitato”. Quando è stato preso si conoscevano le sue idee, si sapeva che ha i suoi capisaldi come il regista basso, il trequartista e gli attaccanti che fanno movimento. Mi viene da pensare a Piatek che, ahimè, non è la punta di Giampaolo. I suoi attaccanti sono altri, vedere Quagliarella o Muriel, che sotto la sua guida alla Sampdoria hanno fatto molto bene. Con questo non voglio dire che il mister non abbia le sue colpe, anzi. Secondo me ha sottovalutato diversi aspetti, e si è incaponito su altri. Ha voluto credere di poter fare determinate cose quando, secondo me, in cuor suo sapeva benissimo di non poterci riuscire. Suso trequartista ne è un esempio.

Genova è Genova, ma Milano è Milano: secondo lei va dato ancora tempo al mister o conviene tagliare la testa al toro e cambiare allenatore per invertire subito la tendenza?

Guarda, molto semplicemente penso che se la società non abbia più fiducia in lui lo dovrebbe cambiarlo subito, idem se pensa che i giocatori non gli vadano più dietro. Però se ai vertici pensano che Giampaolo sia di valore, che i giocatori gli vadano ancora dietro penso che sia giusto tenerlo. La mia sensazione, e ripeto è una sensazione conoscendo certi ambienti, è che comunque Genoa-Milan sia già l’ultima spiaggia per il mister.

C’è qualche giocatore attualmente in rosa che avrebbe voluto cedere a tutti i costi? E uno che avrebbe voluto comprare?

Non c’è nessuno che avrei voluto cedere a tutti i costi. Forse Suso avrei provato a cederlo, e la società effettivamente ci ha provato quando ha capito che non era adatto a un certo tipo di gioco. Anche se poi non sono riusciti a trovare la quadra. Per quanto riguarda gli acquisti sarei stato felicissimo dell’arrivo di Torreira, che secondo me è il regista perfetto per il Milan. Però ti devo confessare che mi sarebbe piaciuto prendere anche uno dei due Correa, Joaquin della Lazio e Angèl dell’Atletico Madrid. Il secondo ultimamente è stato giudicato da molti tifosi per una partita giocata male contro la Juventus, ma secondo me ha delle qualità che possono servire davvero tanto ai rossoneri. Di base, comunque, avrei preso un trequartista puro che sarebbe stato l’ideale per il gioco di Giampaolo.

Inter grande sorpresa quest’anno, ma d’altronde da un allenatore come Conte potevamo aspettarcelo. Riuscirà secondo lei a prendersi il ruolo di Anti Juve?

Hanno un grande allenatore in panchina. Conte è uno che con estrema semplicità riesce a tirare fuori tutto dai giocatori, gli fa buttare l’anima in campo. Certamente l’Inter è una squadra molto interessante e solida, anche se da qui a essere l’anti Juve ce ne passa. Non bisogna sottovalutare il Napoli, che quest’anno ha un reparto offensivo più ampio e una bella difesa con due centrali solidi come Koulibaly e Manolas. A mio avviso lo scudetto se lo giocano loro tre.

Per lo scudetto come detto c’è anche l’Inter. Ma i nerazzurri non hanno la rosa abbastanza lunga per puntare sia quello che la UCL. A un certo punto dovranno scegliere: secondo lei Conte farà all-in sullo scudetto?

La Champions non è iniziata benissimo per i nerazzurri. Penso che se Conte si ritroverà a fare all-in sullo scudetto non sarà tanto una scelta della società, ma delle squadre che ha beccato nel girone.

Un pronostico deciso su Inter-Juventus?

Pareggio.

Ringraziamo Pietro Balzano Prota per la sua grande disponibilità.

Milan, avvio da incubo: chi è il responsabile?

Il campionato del Milan è un disastro, sul banco degli imputati ci sono tutti, dall’allenatore ai dirigenti, ma di chi è la colpa?

I rossoneri non stanno vivendo un bel momento, il campionato del Milan è stato un completo disastro in questa prima parte di stagione; ma la corsa al quarto posto non è ancora compromessa, il diavolo può ancora centrare l’obiettivo se riesce a trovare subito la strada giusta. Come sempre, quando la stagione è fallimentare, c’è sempre un colpevole. In questo caso, però, la colpa non è e non può essere solo di una persona.

Giampaolo: L’allenatore, in queste situazioni, ha sempre le sue colpe, ma non è l’unico colpevole della situazione. Il mister rossonero sta cercando di imporre le sue idee alla squadra, idee che prevedono il dominio del campo con un possesso palla e le verticalizzazioni. Le sue scelte sono state a dir poco criticate, a cominciare da Suso trequartista. Lo spagnolo non è un trequartista puro, in quella zona del campo serve velocità di pensiero e continui movimenti, invece lui preferisce continuare a spostarsi sulla parte destra del campo.

Dirigenti: Se il campionato del Milan è un disastro, la colpa è anche della dirigenza rossonera. Il mercato del diavolo non è stato sicuramente soddisfacente, la politica del comprare dei giocatori pagandoli poco non sta dando i suoi frutti. La scelta dell’allenatore è stata criticata da tutto il tifo rossonero, ma la società aveva deciso di dare un taglio netto con il recente passato. Giampaolo godeva della loro fiducia e ne goderà ancora.

4 sconfitte in 6 partite per il Milan

La squadra: Quando la stagione è un disastro, grandi colpe le hanno anche i giocatori. Certo, non è facile passare dal modo di giocare che aveva Gattuso a quello con Giampaolo, ma i giocatori sono parsi spenti e senza idee in più di qualche occasione, se il derby è finito solo 0-2 è merito di Donnarumma.

Soluzioni elementari per il Milan di Giampaolo

La stagione del Milan comincia male e, alla luce del derby perso ieri sera, prosegue ancora peggio. I rossoneri targati Marco Giampaolo perdono malamente il terzo derby consecutivo contro un’Inter che quest’anno è lanciatissima, arrivata alla quarta giornata di campionato a pieno punteggio.

La cosa che più si è notata ieri sera, aldilà della sconfitta e dei due gol subiti, è la totale assenza di gioco negli schemi rossoneri. E i due soli tiri in porta della gara lo dimostrano. Piatek mai realmente pericoloso, Suso incommentabile da trequartista quanto da ala, difesa che ha fatto acqua da tutte le parti. Chiaramente diverse colpe vanno attribuite all’allenatore, che già sotto la Lanterna aveva il vizio di schierare giocatori in ruoli diversi dai loro, ma non tutta la colpa è di Giampaolo. Perchè alla fine, chi va in campo, sono i giocatori non l’allenatore.

Artiglieria pesante dal primo minuto: Milan, basta esperimenti

Il 4-3-3 chiaramente non produce gioco e, a fatica, produce gol. Suso trequartista a falso nueve e Kessiè sulla fascia sinistra al suo posto è stata una scelta spaventosa, oltre che scellerata visti i risultati.

Eppure uno come Giampaolo, che ama appunto gli esperimenti, potrebbe testarlo un modulo con 3 difensori, 4 centrocampisti 1 trequartista e due attaccanti. Una sorta di 3-4-1-2. La difesa a 3 la si compone facilmente, le alternative non mancano. A centrocampo Bennacer e Kessiè in cabina di regia, Suso a destra e Calhanoglu a sinistra. Paquetà titolarissimo dietro a Rafael Leao (buonissimi spunti nel derby) e Ante Rebic. Con Piatek pronto a subentrare.

Soluzioni elementari, ma che evidentemente dalle parti di Casa Milan non vogliono prendere in considerazione.