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Perché Claudio Ranieri è stato esonerato dal Leicester?

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Perché Claudio Ranieri è stato esonerato dal Leicester? Il tecnico romano con la vittoria della Premier League e la conquista del titolo di “allenatore dell’anno” da parte della Fifa sembrava pronto a passare all’incasso dopo decenni di esperienze positive poi migliorate dai suoi successori. Invece dopo la sconfitta nell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Siviglia per 2-1 la scelta. Via. Addio. Saluti. Resta un contratto da 5 milioni di euro l’anno fino al 2020 e il ricordo di ciò che è stato. Ma poi? Poco alto.

CLAUDIO RANIERI ESONERATO DAL LEICESTER, PERCHÉ?

Perché Claudio Ranieri è stato esonerato? In genere a questa domanda si deve rispondere non in maniera semplice. Serve analizzare i dettagli, capire i malumori dello spogliatoio, interpretare i piccoli segnali da parte dei giocatori. Prendiamo ad esempio Jamie Vardy, bomber nonché stella del Leicester. Questa è la sua reazione dopo il gol dell’2-1 a Siviglia. Ricordiamo che al ritorno alle foxes basterà vincere con un goal di scarto per passare ai quarti di finale:

Drinkwater scende sulla fascia e trova Vardy libero in area. Il tocco è preciso oltre che forte. Eppure l’esultanza è minima. Nessuno accorre verso il giocatore. E lui stesso si limita a un piccolo gesto. Nervosismo? Probabile. Certo in Premier League nel 2017 il Leicester non ha ancora segnato. Si tratta di un gol importante. Ma non viene festeggiato. Perché?

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LEONARDO ULLOA: QUATTRO OFFERTE PER ANDARSENE, BLOCCATE DA RANIERI

Secondo indizio sul perché Claudio Ranieri è stato esonerato dal Leicester. Torniamo indietro di qualche settimana in pieno calciomercato e parliamo di Leonardo Ulloa. Il giocatore, per bocca del suo agente, ha fatto sapere che non avrebbe più giocato per il Leicester se in panchina ci fosse stato ancora Ranieri. “Si è sentito tradito dal tecnico e deluso dal club“. L’ex Roma e Juventus riteneva il giocatore incedibile perché avrebbe avuto un ruolo cruciale nella stagione. Anche se così non è stato. Questo ha portato la società a respingere le offerte arrivate da Swansea, West Bromwich Albion, Alaves e Sunderland. “Leonardo non ha voglia di giocare per gente che l’ha ferito così tanto“.

KASPER SCHMEICHEL AL LIVERPOOL? CLAUDIO RANIERI DICE NO

Il secondo caso è quello di Kasper Schmeichel. Il portiere danese figlio del leggendario Peter era nel radar del Liverpool. Lo voleva Jurgen Klopp, scontento sia di Simon Mignolet sia di Loris Karius. E anche in questo caso, spiega il Sun, il no al trasferimento sarebbe arrivato direttamente da Claudio Ranieri: “Il Leicester non è una squadra che ha bisogno di soldi“. Riyad Mahrez si pensava potesse andare all’Arsenal al termine della scorsa stagione. Invece ha rinnovato con il Leicester per quattro anni a 100.000 sterline a settimana con tanto di clausola rescissoria a 50 milioni di sterline. E dire che il giocatore aveva detto la scorsa estate che solo due-tre squadre di Premier lo avrebbero spinto a lasciare le Foxes. E quante volevano essere? Arsenal che sarebbe la casa di Jamie Vardy prima del no a Arsene Wenger.

DANNY DRINKWATER AL MANCHESTER UNITED? UN ALTRO NO

E poi c’è Danny Drinkwater. Il giocatore poteva passare al Manchester City ma anche qui è intervenuto Claudio Ranieri che ha spiegato che non c’era alcun motivo per vederlo partire: “Drinkwater ha rinnovato recentemente e non abbiamo bisogno di vendere. L’unico a essere andato via è stato Ngolo Kanté perché aveva una clausola. Gli altri no, e sono rimasti tutti”. Ed ecco forse l’indizio principale che spiega perché Claudio Ranieri è stato esonerato dal Leicester: “Prima nessuno chiedeva i nostri giocatori. Ora sono sulla bocca di tutti e devono mantenere questo livello“.

CLAUDIO RANIERI ESONERATO DAL LEICESTER A CAUSA DEI GIOCATORI DELUSI DALLA LORO PERMANENZA ALLE FOXES?

Ed ecco, probabilmente, il motivo dello scontro nello spogliatoio. Dopo una stagione così irripetibile sono mancati gli stimoli. La Champions League è rimasta come obiettivo primario ma in Premier League ora le cose sono diverse. Con un punto sulla zona retrocessione il valore, anche sportivo, dei giocatori si è dissipato. La favola del Leicester è rimasta, appunto, una favola. Ora sono tornati tutti alla propria dimensione. Difficilmente le grandi squadre potranno ancora dare loro possibilità. Il calcio è veloce, anche nei trasferimenti. Il treno che passa oggi non è detto che ritorni domani. Chissà, forse quelle che erano le stelle “Foxes” ora sono prigioniere di un club ricco, che non ha bisogno di vendere e che ha trattenuto tutti nella speranza che il miracolo accadesse di nuovo.

Non è successo. E il primo responsabile per il gruppo è stato Claudio Ranieri. Forse sarebbe stato meglio lasciar partire tutti e ricominciare da capo. (Photocredit copertina Youtube – 101 Great Goals)

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