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Tre talenti che potrebbero sbarcare in Serie A in estate

Questo è l’anno dei talenti. La ribalta dei giovani è cominciata e nei vari paesi europei stiamo assistendo ad una e vera propria rinascita dei settori giovanili, che stanno sfornando promesse a più non posso. In Austria troviamo Erling Halaand del Salisburgo, in Croazia Dani Olmo in forza alla Dinamo Zagabria, in Olanda la macchina da gol Myron Boadu dell’AZ Alkmaar o più semplicemente in Spagna, sponda Real Madrid, il diciottenne Rodrygo.

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Turchia, un silenzio preoccupante

L’attacco della Turchia nei confronti dei Curdi ha schockkato il mondo, ma è ancor più preoccupante il silenzio delle istituzioni.

L’attacco della Turchia nei confronti del popolo turco è ignobile e offensivo nei confronti di un popolo che ha perso centinaia di vite umane per combattere l’ISIS.

RESPECT: Il rispetto nei confronti del prossimo, nel calcio, così come nella vita, deve essere uno dei valori fondamentali che nessuno dovrebbe mai violare. “Respect” è uno dei punti su cui si sono battute Uefa e Fifa negli ultimi anni, con la lotta ai buu razzisti perché offensivi nei confronti di chi ha un colore di pelle diverso dal nostro. In passato sono stati condannati, giustamente, gesti come il saluto romano perché simbolo di un regime totalitarista che ha leso la dignità e la liberta di tanti popoli; quindi, mi chiedo, perché non condannare anche il saluto militare dei giocatori turchi? La speranza è che il motivo di questo silenzio da parte della massima istituzione calcistica non sia la prossima finale di Champions League che si disputerà ad Istanbul.

MOTIVI ECONOMICI: In Serie A ci sono tre giocatori turchi: Under, Demiral e Calhanoglu, tutti e tre si sono espressi pubblicamente appoggiando l’offensiva turca nei confronti del popolo curdo.Se il silenzio della Roma è più o meno giustificabile dal fatto di essere la prossima avversaria dell’Istanbul Basaksehir, la partita si giocherà in Turchia e una eventuale condanna potrebbe creare problemi di sicurezza; non lo è affatto quello di Juventus e Milan. I due club dovrebbero prendere come esempio il Saint Pauli che ha licenziato Cenk per aver difeso l’attacco dei turchi, perché il rispetto, la pace e le vite umane vengono prima di tutto.

Milan, che errore prendere Pioli

Il Milan è in confusione, l’arrivo di Pioli è l’ennesimo errore

Il Milan è in un grave stato confusionale, i rossoneri stanno rischiando di gettare alle ortiche l’ennesima stagione a causa di alcune scelte societarie poco comprensibili. Se la scelta di Giampaolo si è rivelata un errore solamente con l’inizio del campionato – il Milan ha espresso un buon calcio durante la tournee estiva – quella di Pioli si è rivelata un errore senza averlo nemmeno mai visto per la prima volta sulla panchina del Diavolo.

IL CURRICULUM: Basterebbe il curriculum di Pioli a far capire ai dirigenti rossoneri che la sua scelta è un grave errore. Il suo passato è pressocchè simile a quello del tecnico di Giulianova, tanta gavetta in giro per il paese ma anche tanti esoneri; l’ex tecnico viola è riuscito anche a farsi esonerare da Suning per non aver portato l’Inter in Europa League.

L’UNICA SCELTA: Il Diavolo aveva una sola scelta, richiamare in panchina l’uomo che ha guidato la squadra rossonera nell’ultimo anno e mezzo, colui che, dopo Allegri, è stato il miglior allenatore rossonero degli ultimi dieci anni, cioè Gennaro Gattuso. La sua squadra non era certamente bella da vedere, ma portava sempre a casa punti importanti.

Milan, cercasi disperatamente dirigenti validi

AD E PRESIDENTE BOCCIATI: La loro poca presenza davanti alle telecamere è sinonimo anche di poca autorevolezza all’interno della dirigenza del Milan. Una dirigenza dove ci sono troppi galli che a turno chiedono pieni poteri; l’ultimo a chiedere pieni poteri è stato Boban,  richiesta già fatta da Maldini. Troppe correnti all’interno di una società non fanno bene, ci vorrebbe più autorevolezza da parte di chi deve governare la società.

La situazione del Milan è disastrosa, tutta colpa dell’attuale dirigenza rossonera che sta rischiando seriamente di rovinare l’ambiente

TROPPE TESTE PENSANTI: In tutte le più grandi società del nostro calcio ci sono massimo tre dirigenti, nel Milan ce ne sono quattro. Oltre al presidente Scaroni, ci deve essere sicuramente un AD, ruolo ricoperto da Gazidis, poi un Direttore Sportivo e una bandiera che rappresenti il passato della società rossonera.

MALDINI: L’essere stato un grande calciatore non significa avere una preparazione adeguata per poter ricoprire altri ruoli nel mondo del calcio, soprattutto nel Milan. Guidare la società rossonera non è facile, avendo anche il difficile compito di riportarla lì dove merita di stare. Questo vale per tutti, anche per Paolo Maldini. La scelta di dare pieni poteri a Maldini è stata, seconde me, folle fin da subito, ha poca esperienza nel settore dirigenziale del calcio, è sua la scelta di aver nominato Giampaolo.

MERCATO E ALLENATORI: La dirigenza del diavolo ha commesso tanti errori. Il primo errore è stato quello di aver esonerato Gattuso, l’unico che ha saputo tirare fuori il meglio dai giocatori, poi la scelta di Giampaolo e, infine, la nomina di Pioli. L’errore più grande, però, è stato quello di non aver costruito la squadra secondo le idee dell’ex tecnico rossonero, costringendolo a schierare giocatori in ruoli diversi da quelli che preferiscono.