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Antonio Di Natale contro il Napoli si è sempre scansato

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Antonio Di Natale ha ammesso che contro il Napoli non giocava di proposito. Una scansopoli in chiave partenopea. Ora che l’ex attaccante dell’Udinese ha lasciato il calcio ha svelato un segreto che tale non era. Tranquillo Totò, tutta Italia si è accorta che facevi di tutto per non sfidare mai i partenopei al San Paolo: “Fare gol a Napoli era come segnare a mio fratello, per questo era meglio evitare“. Una brutta caduta di stile da parte di un calciatore che si è dimostrato poco professionista. Poco professionale. Poco “cattivo”, sportivamente parlando.

ANTONIO DI NATALE: “GOL AL NAPOLI? COME SEGNARE A UN FRATELLO”

Antonio Di Natale non giocava contro il Napoli al San Paolo. Ha saltato le ultime quattro trasferte della sua carriera. Di contro a Udine, al Friuli, ha inflitto due triplette ai partenopei. Era il 2010. Poi ci sono altri due gol. Totale? Otto. Basta questo per redimersi al calcio di tutta Italia? No. Perché un professionista è tale quando prende un impegno nei confronti della società che lo paga e che gli consente di vivere il suo sogno. Di Natale in un’intervista a Radio CRC ha ammesso che l’Udinese gli ha consentito di giocare due Europei, un Mondiale e la Champions League. Non solo. 191 dei suoi 205 gol in Serie A sono stati segnati con la maglia bianconera. Eppure tutto questo non è mai bastato per affrontare il Napoli al San Paolo.

 

ANTONIO DI NATALE: “MAI ANDATO AL NAPOLI PER PAURA DI NON FARCELA”

Allora Antonio Di Natale poteva essere venduto al Napoli. Ma in Campania non ci è andato. “Sono napoletano e amo Napoli, ma se non ho mai giocato là è perché quella maglietta per me era troppo pesante e avevo paura di non fare ciò che invece ho fatto, ma sono un grande tifoso del Napoli“. Calciatori che segnano contro le loro squadre del cuore ce ne sono, e sono tantissimi. Daniele Portanova, tifosissimo della Lazio, ha segnato ai biancocelesti varie volte. Gabriel Batistuta nel 2000 battè la Fiorentina con la maglia della Roma che vinse poi lo scudetto. Anche Di Natale a Udine ha segnato varie volte al Napoli. Ma in Campania non è mai riuscito a giocare da avversario. Perché?

ANTONIO DI NATALE, UN CAMPIONE SENZA SCINTILLA

Forse questo è stato il limite vero di Antonio Di Natale. Gli è sempre mancato quel pizzico di determinazione che gli consentisse di fare il salto di qualità. A lui è andata sempre bene così. Fabio Quagliarella con la maglia del Torino ha segnato al Napoli, al San Paolo, sul rigore. Il giocatore oggi alla Sampdoria ha poi chiesto scusa ai suoi tifosi. Intanto però ha avuto il coraggio di farlo. Sopratutto dopo essere stato accolto da una selva di fischi e insulti da parte degli stessi che poi hanno chiesto scusa, che hanno gettato il sasso e tirato via la mano.

NAPOLI E IL RAPPORTO MORBOSO CON IL CALCIO. COME SE NON ESISTESSE ALTRO.

Antonio di Natale ha fatto di tutto per non giocare contro il Napoli al San Paolo. Questa è la posizione di un giocatore che legittima anche una visione distorta del calcio presente in Campania. Il Napoli è tutto. E i napoletani per questo sono convinti di godere di un legame superiore alla propria città rispetto a ogni altra piazza d’Italia. Bergamo? Genova? Lecce? San Benedetto del Tronto? Bologna? Firenze? Un atteggiamento, il loro, provinciale e superficiale, di autoindulgenza e di autoassoluzione. Un po’ come contro il Real Madrid quando si pensava che bastassero i fischi e l’urlo “The Champions” per intimidire i blancos che se n’è andato dalla città con un 1-3 comodo comodo in saccoccia.

Antonio Di Natale non ha voluto segnare al fratello Napoli a Napoli. Perché il Napoli è più grande della società, l’Udinese, che ha gli ha dato, di fatto, tutto. Questo è stato il limite psicologico del calciatore, questo è il limite della tifoseria. E comunque Totò magna tranquillo che in Italia nessuno se n’è accorto di questo tuo atteggiamento.

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