Parliamone Sabato è stato chiuso. La Rai ha deciso lo stop del programma dopo le polemiche relative alla lista sul perché le donne dell’est fossero migliori delle italiane. Sul tema è intervenuta anche il Presidente della Camera Laura Boldrini con un post su Facebook. Il Presidente della Camera ha usato parole durissime per definire quanto accaduto in trasmissione: “Inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione”. Due giorni dopo la messa in onda.
PARLIAMONE SABATO, LAURA BOLDRINI E LA LISTA
Il video della puntata incriminata di “Parliamone Sabato” è disponibile online per tutti coloro che vogliono vederlo. i Si tratta di un passo necessario per definire al meglio il perimetro delle polemiche partendo dai contenuti. Il discorso è partito dalle agenzie online che offrono possibilità di contatti tra uomini italiani e ragazze dell’est Europa. Da quel momento il discorso ha visto la comparsa di una lista in cui si cercava di spiegare perché le ragazze dell’est fossero migliori delle donne italiane. Ed è stato questo a turbare il Presidente della Camera Laura Boldrini.
PARLIAMONE SABATO CHIUSO, LAURA BOLDRINI SU FACEBOOK
Così la Boldrini:
Questa vergognosa lista – trasmessa durante la trasmissione ‘Parliamone sabato’, in onda su Rai Uno – è offensiva sicuramente nei confronti delle donne: quelle italiane che non sarebbero sufficientemente brave con i propri compagni e quelle dell’est descritte come dei peluche. Ma offende anche gli uomini, che risulterebbero esseri incapaci di relazionarsi alle donne in modo paritario Insomma, guardando questo programma la società sembra avere fatto un passo indietro di un secolo.
Ed è ancor più grave che ciò sia avvenuto in un programma del servizio pubblico, condotto da una donna e in una fascia oraria pomeridiana. Così si rischia di vanificare i tanti sforzi che la Rai stessa sta facendo per dare un’immagine della donna dignitosa e contemporanea. Per questo mi auguro che siano fatte le dovute verifiche e siano presi adeguati provvedimenti.
Con una lista del genere non si fa altro che proporre stereotipi sorpassati da decenni: si rende la donna un oggetto, e da questo alla violenza il passo è breve. In un tempo in cui, nel nostro Paese, una donna ogni tre giorni viene ammazzata dall’uomo che dovrebbe amarla, dobbiamo impegnarci tutti per contrastare lo squallore di certe rappresentazioni e dare alle donne la dignità e il rispetto che meritano.



