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Milan, che errore prendere Pioli

Il Milan è in confusione, l’arrivo di Pioli è l’ennesimo errore

Il Milan è in un grave stato confusionale, i rossoneri stanno rischiando di gettare alle ortiche l’ennesima stagione a causa di alcune scelte societarie poco comprensibili. Se la scelta di Giampaolo si è rivelata un errore solamente con l’inizio del campionato – il Milan ha espresso un buon calcio durante la tournee estiva – quella di Pioli si è rivelata un errore senza averlo nemmeno mai visto per la prima volta sulla panchina del Diavolo.

IL CURRICULUM: Basterebbe il curriculum di Pioli a far capire ai dirigenti rossoneri che la sua scelta è un grave errore. Il suo passato è pressocchè simile a quello del tecnico di Giulianova, tanta gavetta in giro per il paese ma anche tanti esoneri; l’ex tecnico viola è riuscito anche a farsi esonerare da Suning per non aver portato l’Inter in Europa League.

L’UNICA SCELTA: Il Diavolo aveva una sola scelta, richiamare in panchina l’uomo che ha guidato la squadra rossonera nell’ultimo anno e mezzo, colui che, dopo Allegri, è stato il miglior allenatore rossonero degli ultimi dieci anni, cioè Gennaro Gattuso. La sua squadra non era certamente bella da vedere, ma portava sempre a casa punti importanti.

Il post Gattuso ci sarà (e forse non sarà così spiacevole)

In casa Milan si comincia già a pensare al post Gattuso. Nonostante le rassicurazioni e smentite di Ringhio (“Questa è l’ultima volta che parlo del mio futuro: con Leonardo va tutto benissimo“), i rossoneri non escludono un addio dell’ex centrocampista rossonero a inizio estate.

L’articolo odierno de La Gazzetta dello Sport

In questo caso i nomi sondati sono diversi tra cui, sorpresa, quello di Mauricio Pochettino. L’attuale tecnico del Tottenham è un profilo gradito a Ivan Gazidis, che nella sua lunga esperienza all’Arsenal lo ha visto più da vicino come avversario. Chiaramente tra Gattuso e Pochettino c’è una differenza abissale, e non solo in ambito di stipendio: i due propongono un calcio diverso, e lo vedono in maniera diversa. Ringhio è un allenatore in pieno stile Allegri, per capirci: guarda al risultato finale e non al gioco, sa adattarsi alle varie situazioni e sa “convertire” di ruolo i giocatori nel caso ce ne fosse bisogno. Pochettino invece, a mio parere, sarebbe capace di dare un’identità ai rossoneri nonchè un bel gioco. Senza dimenticare i risultati (basti guardare gli ultimi anni in quel di Londra, sulla panchina del Tottenham).

Post Gattuso: chi in alternativa a Pochettino?

Ma Mauricio Pochettino non è, ovviamente, l’unico papabile per la nomina di allenatore del Milan. Partendo dal presupposto che molto dipenderà dalla qualificazione in Champions (soldi per prendere allenatori top e lo stimolo di giocare la coppa dalle grandi orecchie), i rossoneri stanno vagliando diversi profili come detto nelle prime righe di questo articolo.

Gian Piero Gasperini, Inzaghi e De Zerbi i più abbordabili (attenzione: abbordabile non vuol dire “scarso” o “non da Milan“). Conte, Sarri e Garcia i sogni. Soprattutto i primi due, che senza una qualificazione in Champions League difficilmente accetteranno l’incarico. A meno che non vengano pagati profumatamente, ma perchè ciò avvenga si torna al punto precedente: senza UCL non ci sono soldi.