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Serie A: il paracadute per la retrocessione in Serie B come funziona?

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Il calcio torna a parlare del paracadute per la retrocessione in Serie B. La “salvezza” per le squadre che lasciano la Serie A di calcio e si ritrovano l’anno dopo in cadetteria alle prese con un campionato più lungo, più difficile e molto meno soddisfacente dal punto di vista economico. Almeno per i tifosi. Per le società invece la retrocessione rappresenta un dramma sportivo ed economico senza pari. Il paracadute non sarebbe altro che un sollievo più che una cura. Perché il calcio costa e non è detto che le elargizioni della Lega Serie A possano bastare per un sereno campionato di Serie B.

PARACADUTE PER LA RETROCESSIONE IN SERIE B, COME FUNZIONA?

Il tema del paracadute finanziario per la retrocessione in Serie A è tornato improvvisamente d’attualità dopo la scelta di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, di mandare la squadra in ritiro per due settimane allo scopo di compattare l’ambiente ed evitare la Serie B. Il girone di ritorno dei grifoni è stato qualcosa di allucinante con soli sette punti raccolti in 15 partite. La sconfitta in casa contro un Chievo apparso tutto fuorché arrembante ha fatto sospettare i tifosi che dietro l’azione della curva che al minuto 53 ha festeggiato con una fumogenata il ritorno dei diffidati colpiti da Daspo nel 2012 per i fatti di Genoa-Siena ci fosse la volontà di fiaccare la squadra per una retrocessione programmata dalla società.

PARACADUTE PER LA RETROCESSIONE IN SERIE B, ENRICO PREZIOSI: “CI PERDO 70 MILIONI, SCHERZIAMO?”

Un’ipotesi che ha fatto arrabbiare non poco Enrico Preziosi:

«Se il Genoa andasse in B sarebbe un danno enorme. Ci rimetterei dai 60 ai 70 milioni come minimo. Ma stiamo scherzando? Chi dice queste cose è ignorante e non sa leggere i bilanci. Il paracadute mi fa ridere, è solo una forma di salvagente, ma con 65 milioni di spese all’anno a noi non servirebbe. Chi fa ragionamenti così è in malafede».

PARACADUTE RETROCESSIONE IN SERIE B: COME VIENE DIVISO

Il Genoa ha 65 milioni di euro l’anno di spese. Soldi che non verrebbero coperti neanche lontanamente dal paracadute per la retrocessione in Serie B. La Lega Serie A prevede che a fine stagione le tre squadre retrocesse possano beneficiare di un “salvagente” complessivo di 60 milioni di euro per evitare di annegare in Serie B. Questo è suddiviso come segue:

  •  25 milioni di euro per squadre che sono da 3 anni in serie A
  •  15 milioni di euro per squadre che sono da 2 anni in serie A
  •  10 milioni di euro per squadre che sono da 1 anno in serie A

L’eventuale quota residuale di questi 60 milioni viene data alla squadra con almeno tre anni di anzianità in Serie A a patto che non venga promossa nuovamente la stagione successiva. A oggi le tre squadre che godrebbero del paracadute sarebbero le neopromosse Crotone e Pescara, con 10 milioni di euro a testa, e il Palermo, in Serie A da oltre 3 anni, con 25 milioni. Va da sé che nel conto avanzino 15 milioni di euro per arrivare a 60. Questi soldi verrebbero dati ai rosanero in caso di mancata promozione l’anno successivo. Se invece dovessero retrocedere due squadre con almeno tre anni di permanenza in Serie A, ad esempio Genoa e Palermo insieme al Pescara, Le prime due raccoglierebbero 25 milioni di euro, la terza 10. E si arriverebbe così a 60.

PARACADUTE RETROCESSIONE IN SERIE B: IL GENOA IN A HA GUADAGNATO 36,8 MILIONI DI EURO NEL 2016

Il Genoa vuole quindi i 25 milioni di euro di paracadute per la retrocessione in Serie A? No. Il perché è spiegato dai conti. Nel 2016 la società rossoblu coi soli diritti televisivi ha portato a casa 36,8 milioni di euro compresi i 18,6 milioni di euro di parte fissa. Determinante anche il piazzamento a fine stagione. Le prime 10 portano a casa una cifra che va da 10,38 a 3,46 milioni di euro mentre dall’undicesimo al sedicesimo posto si matura un milione di euro. Questi dati sono relativi alla stagione 2015-2016 mentre la Serie A per il 2017 ha commissariato sé stessa a causa del mancato accordo nella definizione della spartizione dei diritti tv con le “piccole” che hanno fatto muro contro le grandi.

PARACADUTE RETROCESSIONE IN SERIE B: SVALUTAZIONE DEL PARCO GIOCATORI E SPESE IN AUMENTO

Le squadre che finiscono in Serie B, inoltre, non hanno una loro quota dei diritti tv. «Il paracadute è sufficiente», ha sentenziato Andrea Abodi che dal canto suo è riuscito a garantire poco più di un milione di euro a ogni squadra del torneo. In più è recentemente cambiata la politica di mutualità generale della Serie A nei confronti di Serie B, Lega Pro e Figc. Il governo con un emendamento al decreto fiscale ha cambiato la destinazione del 10 per cento dei proventi tv destinati alla Serie A, pari a 120 milioni di euro. Questi soldi ora saranno gestiti dalla Figc che darà alle squadre di Serie B solo il 6 per cento di tale somma, pari a 72 milioni di euro, per il miglioramento delle infrastrutture. Probabilmente la norma cambierà a breve anche perché in passato alla Serie B spettavano circa 1,9 milioni di euro a squadra per la gestione ordinaria.

PARACADUTE RETROCESSIONE IN SERIE B: UN SALVAGENTE, POCO ALTRO

Si capisce quindi dai numeri che il paracadute per la retrocessione in B non è altro che un salvagente. Inoltre un club avrebbe meno potere negoziale in caso di una cessione con conseguente deupaperamento della cifra tecnica di una squadra. In più bisogna incrementare i costi per una pronta risalita in Serie A. E sono altri denari che l’azionista versa. Questa è la realtà del paracadute per la retrocessione in Serie B. Ci si fa spesso ingannare dai milioni ma la realtà è ben diversa e, per certi aspetti, peggiore di quello che ogni tifoso può solo immaginare.

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