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Serie A, gli attaccanti più prolifici fuori casa

Ci sono bomber che segnano di più in casa, bomber che amano le trasferte e poi ci sono quelli capaci di segnare una tripletta per poi rimanere a secco per diverse partite. Ma in questa speciale classifica, riportata da gianlucadimarzio.com, andremo a vedere quali sono gli attaccanti più prolifici in trasferta.

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Crisi milan: quattro chiacchiere con Pietro balzano prota

Il Milan è partito tutt’altro che bene in campionato ottenendo un bottino non molto invidiabile che parla chiaro: 4 sconfitte in 6 partite di Serie A, che tradotto significa appena 6 punti raccolti. Troppo pochi, e un ritmo troppo basso, per una squadra partita con grandi ambizioni (il quarto posto) sotto la guida di Marco Giampaolo.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con chi di Milan se ne intende, ovvero con Pietro Balzano Prota, direttore di Radio Rossonera.

Prima dell’inizio del campionato si pensava che il Milan potesse fare una stagione migliore di quella scorsa. Cosa è andato storto?

E’ una bella domanda, anche se bisogna dire che innanzitutto siamo ancora a inizio stagione, abbiamo giocato appena sei partite e c’è tutto il tempo di recuperare. Certamente un inizio cosi era inaspettato e sicuramente non contemplato, io penso che si siano sottovalutati determinati aspetti. Sia nella costruzione della squadra che nella scelta dell’allenatore che, evidentemente, pensava di poter fare cose semplici che invece non è riuscito a fare. Generalmente, comunque, secondo me ci sono colpe a tutti i livelli.

Rebic, Leao, Bennacer sono stati reputati da tutti degli ottimi acquisti. Riusciranno ad imporsi?

Sono tutti e tre giocatori molto interessanti, ma quello che mi ha colpito di più è senz’altro Rafael Leao, per l’età e per il fatto che è un giocatore intelligente, si vede dalle giocate che fa e dalle movenze che adotta in campo. Bennacer invece mi incuriosisce, dobbiamo ancora scoprire quanto sia un diamante grezzo o no. Sono buoni acquisti, piano piano riusciranno ad imporsi ma perchè ciò avvenga hanno bisogno di un impianto di squadra che funzioni, altrimenti diventa difficile fare bene se la squadra gira male.

Giampaolo è reduce da tre ottime stagioni a Genova, però pare che al Milan non riesca a confermarsi. Responsabilità sua o, effettivamente, la rosa non è del calibro che vuole l’allenatore?

Indubbiamente le responsabilità sono a tutti i livelli. Ma penso che a Giampaolo manchino quelle pedine per poter sviluppare al meglio la sua idea di calcio. E non è neanche corretto attaccare Giampaolo con la classica frase “Se hai solo un’idea di calcio sei limitato”. Quando è stato preso si conoscevano le sue idee, si sapeva che ha i suoi capisaldi come il regista basso, il trequartista e gli attaccanti che fanno movimento. Mi viene da pensare a Piatek che, ahimè, non è la punta di Giampaolo. I suoi attaccanti sono altri, vedere Quagliarella o Muriel, che sotto la sua guida alla Sampdoria hanno fatto molto bene. Con questo non voglio dire che il mister non abbia le sue colpe, anzi. Secondo me ha sottovalutato diversi aspetti, e si è incaponito su altri. Ha voluto credere di poter fare determinate cose quando, secondo me, in cuor suo sapeva benissimo di non poterci riuscire. Suso trequartista ne è un esempio.

Genova è Genova, ma Milano è Milano: secondo lei va dato ancora tempo al mister o conviene tagliare la testa al toro e cambiare allenatore per invertire subito la tendenza?

Guarda, molto semplicemente penso che se la società non abbia più fiducia in lui lo dovrebbe cambiarlo subito, idem se pensa che i giocatori non gli vadano più dietro. Però se ai vertici pensano che Giampaolo sia di valore, che i giocatori gli vadano ancora dietro penso che sia giusto tenerlo. La mia sensazione, e ripeto è una sensazione conoscendo certi ambienti, è che comunque Genoa-Milan sia già l’ultima spiaggia per il mister.

C’è qualche giocatore attualmente in rosa che avrebbe voluto cedere a tutti i costi? E uno che avrebbe voluto comprare?

Non c’è nessuno che avrei voluto cedere a tutti i costi. Forse Suso avrei provato a cederlo, e la società effettivamente ci ha provato quando ha capito che non era adatto a un certo tipo di gioco. Anche se poi non sono riusciti a trovare la quadra. Per quanto riguarda gli acquisti sarei stato felicissimo dell’arrivo di Torreira, che secondo me è il regista perfetto per il Milan. Però ti devo confessare che mi sarebbe piaciuto prendere anche uno dei due Correa, Joaquin della Lazio e Angèl dell’Atletico Madrid. Il secondo ultimamente è stato giudicato da molti tifosi per una partita giocata male contro la Juventus, ma secondo me ha delle qualità che possono servire davvero tanto ai rossoneri. Di base, comunque, avrei preso un trequartista puro che sarebbe stato l’ideale per il gioco di Giampaolo.

Inter grande sorpresa quest’anno, ma d’altronde da un allenatore come Conte potevamo aspettarcelo. Riuscirà secondo lei a prendersi il ruolo di Anti Juve?

Hanno un grande allenatore in panchina. Conte è uno che con estrema semplicità riesce a tirare fuori tutto dai giocatori, gli fa buttare l’anima in campo. Certamente l’Inter è una squadra molto interessante e solida, anche se da qui a essere l’anti Juve ce ne passa. Non bisogna sottovalutare il Napoli, che quest’anno ha un reparto offensivo più ampio e una bella difesa con due centrali solidi come Koulibaly e Manolas. A mio avviso lo scudetto se lo giocano loro tre.

Per lo scudetto come detto c’è anche l’Inter. Ma i nerazzurri non hanno la rosa abbastanza lunga per puntare sia quello che la UCL. A un certo punto dovranno scegliere: secondo lei Conte farà all-in sullo scudetto?

La Champions non è iniziata benissimo per i nerazzurri. Penso che se Conte si ritroverà a fare all-in sullo scudetto non sarà tanto una scelta della società, ma delle squadre che ha beccato nel girone.

Un pronostico deciso su Inter-Juventus?

Pareggio.

Ringraziamo Pietro Balzano Prota per la sua grande disponibilità.

L’esterno perfetto per l’Inter

ts
La prima di “Tuttosport”

Pare che l’Inter sia vicina alla chiusura dell’affare per portare Steven Bergwijn a Milano. L’ala sinistra del PSV, seguita da mezza Europa, dovrebbe andare a sostituire un sempre più incostante Ivan Perisic, ormai sulla soglia dei 30 anni e prossimo alla cessione (l’interesse del Manchester United è sempre vivo).

Bergwijn è seguito da tempo dai nerazzurri, e sarebbe un vero e proprio colpaccio sia su lunga scala (è uno dei più talentuosi nel suo ruolo) che in ambito di prestazioni. Chiedere agli addetti ai lavori del PSV Eindoven, dove quest’anno ha realizzato 12 gol e 12 assist in 28 partite con la casacca biancorossa. Numeri straordinari per un giocatore che gioca sì nella zona offensiva del campo, ma come ala non come attaccante.

L’Inter sta trattando con il club olandese per il suo cartellino, e pare servano circa 30 milioni di euro. Cifra che si finanzierebbe con la cessione di Perisic, e soprattutto non galattica. I nerazzurri stanno tentando di anticipare la folta concorrenza, e chiudere l’affare in anticipo (come avvenne con Lautaro Martinez) equivarrebbe a vincere alla lotteria.

Adesso l’Inter scelga tra Icardi e Spalletti

In casi come quello di Mauro Icardi, Spalletti e l’Inter – seppur apparentemente risolti – il classico “è tutto bene quel che finisce bene” non va usato. Per nessun motivo al mondo.

Maurito è stato reintegrato in rosa dopo 40 giorni di conflitto ma non ha fatto tempo a rientrare che nemmeno è stato convocato per Inter-Lazio, match fondamentale per la corsa Champions dei nerazzurri (poi perso 0-1). Il motivo? Non si sarebbe scusato con i compagni per tutto il putiferio causato nell’ultimo periodo, ha spiegato Luciano Spalletti. Ma prima di andare avanti, apro una breve parentesi.

Spalletti a livello tecnico-tattico è un ottimo allenatore, un allenatore perfetto per l’Inter. E lo dimostrano i numeri: al primo anno con i nerazzurri ha centrato la Champions con la stessa identica squadra che non era riuscita a centrarla gli anni prima. Basta questo per far capire che tipo di allenatore ha sottomano Zhang e compagnia.

Aperta e chiusa questa breve parentesi, va però anche analizzato il lato umano dell’allenatore. E qui il gioco è facile: non è in grado di gestire uno spogliatoio. Totti docet.

Anche perché i problemi in casa nerazzurra sono sempre stati tra Icardi e compagni, non tra Icardi e Spalletti. Quelli sono arrivati dopo, sono solo un effetto collaterale. Abbiamo da una parte un giocatore buono, anche forte se vogliamo (personalmente non il mio genere di attaccante ideale, ma sono opinioni), e dall’altra un presuntuoso che pensa di sapere tutto. Chiunque capirebbe che due personalità così non potranno mai convivere assieme. Attenzione: presuntuoso non è per forza un difetto.

L’Inter si trova dunque a un bivio: cedere Icardi (e i soldi della sua cessione farebbero comodo in ambito di FFP) o mandare via Spalletti a fine stagione? Non so cosa abbia in mente Zhang ma io ad occhio, numeri alla mano, opterei per la prima opzione. Soprattutto perché Spalletti non chiede un rinnovo con adeguamento ogni sei mesi come qualcun altro in rosa (tanto per non fare nomi, ehm ehm…).