La Fiorentina rischia di perdere la famiglia Della Valle. La proprietà, arrivata nel 2002 dopo il fallimento seguito alla gestione di Vittorio Cecchi Gori, ne ha abbastanza delle continue contestazioni da parte della tifoseria. Nonostante il club abbia investito oltre 300 milioni di euro nella squadra in 15 anni non sono mai arrivate vittorie di prestigio, eccezion fatta per il campionato di C2 2002-2003. L’ipotesi ventilata dalla stampa è quella di una restituzione della squadra al sindaco Dario Nardella. E poi? Chi lo sa.
FIORENTINA: DELLA VALLE A UN BIVIO. RESTARE O…?
La Fiorentina con la famiglia Della Valle dopo molti anni è riuscita a definire la costruzione della “Cittadella dello sport“, ovvero il centro che è sempre mancato al club per fare il salto di qualità, almeno secondo Andrea e Diego della Valle. Uno stadio, un albergo, un parco a tema. Uno spazio dove tifosi e appassionati possono vivere la loro passione per la Fiorentina. Questo è il progetto atteso in realtà da molti anni. Le cose però sono cambiate radicalmente nel 2014 quando il Presidente esecutivo del club, Marco Cognigni, aveva parlato dei tifosi definendoli “clienti”. Un termine che mai è stato digerito dalla curva Fiesole, come confermato da un comunicato della Curva Fiesole.
FIORENTINA: 300 MILIONI SPESI E NON AVER VINTO NULLA. QUESTO IL PROBLEMA VERO
Lo scontro è cresciuto con il passare dei mesi. Nonostante i soldi investiti la mancanza di risultati ha incrinato il rapporto tra tifoseria e società. Il 18 gennaio 2016 dopo la sconfitta contro il Milan ai cancelli del Franchi è stato affisso uno striscione chiaro nei contenuti e nei toni: “2002…2016…ora il nome ve lo siete fatto, la pubblicità pure, visto che era questo il vostro progetto ora fateci anche il famoso regalo. Andatevene“. Firmato: “I clienti“. Il regalo probabilmente si riferisce alla frase del 2014 di Andrea Della Valle che parlò della permanenza di Juan Cuadrado alla Fiorentina come un regalo alla città: “Con lui si torna in Champions“.
FIORENTINA: IL RAPPORTO CON I TIFOSI “CLIENTI” CHE VOGLIONO L’ADDIO DEI DELLA VALLE
Cuadrado che poi verrà venduto nella sessione di mercato successiva al Chelsea con l’arrivo di Mohamed Salah come contropartita tecnica. Salah che lascerà la Fiorentina al termine della stagione 2014-2015 grazie a una lettera privata firmata dal club in cui gli si permetteva libertà di andare via qualora lo desiderasse nonostante un contratto pluriennale depositato in Lega. Di questa vicenda si attende ancora la sentenza del TAS per un eventuale risarcimento al club viola.
FIORENTINA: SOGNI, BILANCIO, PERDITE
Marco Cognigni commentando l’ultimo bilancio ha spiegato che l’ultimo esercizio si è chiuso con una perdita di quattro milioni di euro che dovrà essere ripianata dalla proprietà che ha messo 10 milioni di euro per colmare le perdite riferite all’esercizio precedente. Per crescere, secondo il Presidente esecutivo, è importante la valorizzazione del brand e il miglioramento delle infrastrutture oltre all’investimento sulla prima squadra. Per quanto riguarda invece la contestazione dei tifosi, per Cognigni è giusta, con dei distinguo: “non siamo contenti dei risultati che stiamo ottenendo. Però dobbiamo guardare ad un equilibrio, fatto di attività positive e che guardano al futuro, altrimenti finirebbe la questione“.
FIORENTINA: TIFOSI FIDELIZZATI E AMBIENTE FREDDO
I tifosi però vogliono altro. Desiderano sognare e non essere trattati come clienti. Perché per il mondo Viola il problema è questo:
Ormai quelli che una volta venivano chiamati tifosi adesso non devono andare allo stadio per soffrire e gioire per la propria squadra, ‘aiutare’ la squadra a vincere le partite, ma devono andare allo stadio per pranzare o cenare mentre assistono alle partite o essere ‘fidelizzati’ con una promozione o l’altra. Ormai i tifosi sono tenuti lontani dagli allenamenti, dalla vita quotidiana dei giocatori e dalle società di calcio che sono diventate dei forzieri impenetrabili. In tutto e per tutto. Un rapporto che se prima era caloroso, d’affetto, più umano, adesso è diventato sempre a dir poco glaciale.
Non è scarsa riconoscenza. La proprietà ha messo tanti soldi. Ma sono stati spesi male. O meglio, non in maniera ottimale. Con la crescita del monte ingaggi e la riduzione delle “plusvalenze” si è investito in giocatori che non hanno reso come ci si aspettasse. Se poi ci mettiamo anche il rifiuto di rimanere a Firenze da parte di Federico Bernardeschi che avrebbe rifiutato un rinnovo a 2,7 milioni di euro netti a stagione, pari a quasi 5,4 milioni lordi, cifre che appesantiscono non poco il bilancio Viola, allora si capisce che la situazione è difficile. Con 300 milioni di euro in 15 anni non si è vinto nulla. A Firenze sono arrivati grandi giocatori ma sono anche andati via. La migliore stagione resta quella degli ottavi di Finale di Champions League 2009-2010 insieme alla semifinale di Europa League 2014-2015. In Serie A? Cinque quarti posti.
FIORENTINA: NEGLI OTTO ANNI DI CECCHI GORI DUE TERZI POSTI, DUE COPPA ITALIA E UNA SUPERCOPPA
E, peggio del peggio, non c’è nessun compratore all’orizzonte, nonostante si parli di Firenze e ci sia un progetto avviato per il nuovo stadio. Andrea Della Valle è stanco, vuole mollare tutto e va avanti “solo per passione”, scottato dalle proteste dei tifosi. Chissà. Magari sarebbe bastata anche una sola Coppa Italia per cambiare il destino di una storia. Ironia della sorte vuole che questo è proprio l’ultimo trofeo vinto dalla Viola, presidenza Cecchi Gori. A proposito di Vittorio: Dal 1993 al 2001 la Fiorentina è arrivata due volte al terzo posto, ha conquistato la Coppa Italia per due volte e sconfitto il Milan di Fabio Capello nella Supercoppa Italiana 1996. Quella storia si chiuse con un fallimento causato dal passaggio di 127 miliardi di lire dalle casse della società viola a altre due realtà.
Oggi la Fiorentina rischia di tornare al Sindaco senza neanche un trofeo, eccezion fatta per la vittoria del Campionato di C2 nel 2002-2003. Meno male che la Fiorentina femminile è Campione d’Italia 2016/2017.



