Multe in bicicletta. Un argomento tabù e spesso ignorato dai ciclisti che, merito anche di una diversa politica nella mobilità delle principali città italiane, inforcano la propria due ruote incuranti degli obblighi da tenere. Si perché il codice della strada prevede sanzioni anche per i ciclisti indisciplinati. Le multe in bicicletta arrivano perché le due ruote sono a tutti gli effetti dei veicoli, anche se non a motore. Guidarle senza rispettare il codice porta a delle conseguenze.
LA BICICLETTA? A TUTTI GLI EFFETTI UN VEICOLO
Le multe in bicicletta sono molteplici e mettono a rischio sanzione tutti coloro che pedalano senza essere consci delle conseguenze delle proprie manchevolezze. Il sentire comune vuole che la bicicletta sia accomunata a un pedone. Non mancano quindi persone che pedalano sui marciapiedi, che attraversano le strisce in sella al loro mezzo, che camminano contromano, che non dispongono dei più elementari apparati di sicurezza come faretti e campanello. Bene, tutti questi comportamenti sono passibili di sanzioni da parte dei vigili.
MULTE IN BICICLETTA: TUTTI IN FILA INDIANA, ALTRIMENTI…
Le multe in bicicletta riguardano in realtà i “velocipedi”, termine con cui vengono identificate le due ruote. Tale termine ritorna nell’articolo 182 del Codice della Strada che prova a dipanare i dubbi legati ad eventuali comportamenti autorizzati o non autorizzati. Intanto mettiamo in chiaro un passaggio fondamentale e spesso dimenticato dai ciclisti, sopratutto quelli amatoriali. In strada si va in fila indiana. Niente assembramenti laterali. Lo dice il comma 1:
I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.
A meno che non abbiate un bambino a fianco quindi i ciclisti devono rimanere in fila indiana o al massimo devono essere accoppiati. Se si pedala fuori città si deve andare uno dietro l’altro se non si vogliono rischiare delle multe.
LE BICICLETTE NON POSSONO ESSERE TRAINATE
Il comma 2 ricorda che per evitare multe in bicicletta i ciclisti devono tenere il manubrio con almeno una mano. Questi devono inoltre avere la visuale libera e priva di impedimenti. I ciclisti poi non possono essere trainati da altri veicoli o da animali. Si tratta di un comma importante dedicato sopratutto a coloro che si fanno tirare dal proprio animale più per pigrizia che per altro.
MULTE IN BICICLETTA, IL NODO STRISCE PEDONALI
Un altro modo per evitare multe in bicicletta è quello di rispettare il comma 4 che prevede la conduzione del velocipede a mano se è in una zona con dei pedoni:
I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.
Nei fatti non si parla apertamente di strisce pedonali. La norma quindi è passibile di interpretazioni, almeno in apparenza. Invece no. L’Asaps, l’associazione amici e sostenitori della Polizia Stradale, spiega in un documento dedicato che il ciclista deve condurre a mano il mezzo solo quando ci sono altri pedoni. Se non ci sono può attraversare le strisce in “sella” ma nel caso di un incontro con un mezzo a motore per il ciclista non vale più l’articolo 191 del Codice della Strada che impone ai conducenti di frenare quando ci sono pedoni sulle strisce.
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COSA CAMBIA SE SI ATTRAVERSA A MANO O “IN SELLA”
No, in questo caso per il ciclista vale l’articolo 141 comma 4 che gli impone di fermarsi qualora sia malagevole l’incrocio con altri veicoli perché il conducente del veicolo a motore non ha l’obbligo di fermarsi a meno di un pericolo. Quindi è opportuno stare attenti per evitare rischi. Allo stesso modo i ciclisti devono obbligatoriamente usare le piste ciclabili quando disponibili se vogliono evitare stupide multe in bicicletta.
VAI CONTROMANO? RISCHI FINO A 646 EURO DI MULTA
E a proposito di stupide multe in bicicletta. L’articolo 143 del Codice della Strada al comma 11 punisce chiunque vada contromano con una sanzione amministrativa che va da 162 a 646 euro. Ancora più severo il comma 12 che punisce con una sanzione che va da 318 a 1.272 euro coloro che vanno contromano in situazioni di visibilità limitata. Il comma 2 prevede invece che tutti i veicoli non a motore debbano essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata pena una sanzione che va da 41 a 168 euro.
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LA NORMA PER I BAMBINI
Parlando di soldi, tutte le sanzioni afferenti all’articolo 182 del Codice della Strada sono sottoposte al pagamento di una somma compresa tra 25 e 99 euro. Non va meglio a coloro che portano i bambini con sé. L’articolo 182 comma 5 prevede che insieme al conducente qualora non si tratti di un tandem possa andare solo un bambino dall’età massima di otto anni ma solo se è assicurato ad un seggiolino omologato. Se non viene soddisfatta questa norma s’incorre in una multa compresa tra 23 e 92 euro.
ANCHE LE BICICLETTE POSSONO ESSERE IN DIVIETO DI SOSTA
E poi eccoci a una delle multe in bicicletta più temute e mal sopportate: il divieto di sosta. L’articolo 158 è chiarissimo. Il velocipede è un veicolo e come tutti i veicoli non può stare sul marciapiede. Non può neanche essere lasciata sulle piste ciclabili fuori dalle aree di sosta, nei pressi dei passaggi pedonali, davanti ai cartelli stradali, nelle aree pedonali. In sostanza, se non si lascia la bicicletta nelle aree deputate si rischia una multa che va da 40 a 163 euro.
Il campo delle multe in bicicletta appare quindi irto di ostacoli. Perché in fondo anche il velocipede è un veicolo e bisogna saperlo condurre. (Photocredit copertina Hans – Pixabay)



