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Marco Cappato

Dj Fabo: Marco Cappato, respinta la richiesta d’archiviazione

in Società Da

Morte di Dj Fabo, respinta la richiesta di archiviazione per Marco Cappato, l’esponente dei Radicali che accompagnò in una clinica in Svizzera Fabiano Antoniani, il Dj morto il 27 febbraio 2017 secondo la legge elvetica che consente l’eutanasia a tutti coloro che esprimono il desiderio di farla finita a causa di una condizione sanitaria insostenibile. Marco Cappato si autodenunciò il 28 febbraio. La procura di Milano aprì un fascicolo con l’accusa di istigazione al suicidio salvo poi chiedere l’archiviazione perché secondo i PM l’esponente radicale non aveva compiuto alcun reato ma si era semplicemente limitato ad aiutare una persona a esercitare un diritto individuale.

MARCO CAPPATO, L’UDIENZA FISSATA PER IL 6 LUGLIO

Il Gip, giudice per le indagini preliminari, Luigi Gargiulo, ha invece respinto la richiesta d’archiviazione fissando un’udienza preliminare il prossimo 6 luglio. Marco Cappato è indagato con l’accusa di istigazione al suicidio per la morte di Dj Fabo, all’anagrafe Fabiano Antoniani, cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale. A questo punto il giudice convocherà le parti e sentirà le versioni. Le alternative sono due: confermare l’archiviazione o decidere per l’imputazione coatta con il rinvio a giudizio di Cappato.

MARCO CAPPATO, DJ FABO E LA RICHIESTA D’ARCHIVIAZIONE DA PARTE DEL PM

La parola ora spetta ai Pm che hanno chiesto l’archiviazione per l’esponente dei Radicali. Secondo l’accusa la condizione di Dj Fabo era compromessa. Il corpo, inerte, era percorso da spasmi dolorosi mentre lui non poteva né muoversi né vedere cosa avesse intorno. La sua condizione clinica irreversibile avrebbe avuto come unica conseguenza la morte. Il paziente si sarebbe potuto rifiutare di proseguire le cure andando verso un percorso destinato a concludersi con il decesso. Questo però avrebbe causato una degradazione peggiore di quella che ha avuto al momento della morte in Svizzera. Per i Pm “le pratiche di suicidio assistito non costituiscono una violazione del diritto alla vita, quando siano connesse a situazioni oggettivamente valutabili di malattia terminale o gravida di sofferenze o ritenuta ‘intollerabile e indegna’ del malato stesso“.

MARCO CAPPATO, PARLA L’AVVOCATO GALLO: “SEGNALE POSITIVO, VUOLE APPROFONDIRE”

Marco Cappato al momento dell’autodenuncia disse che era pronto ad accompagnare altre due persone in Svizzera. Il legale dell’esponente radicale, Filomena Gallo, commenta così la decisione del Gip: “Quella di fissare un’udienza camerale prima di decidere se archiviare o andare avanti era una decisione nelle possibilità del giudice per le indagini preliminari e noi eravamo in attesa. È comunque un segnale positivo, perché significa che vuole approfondire“.

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