Marco Cappato indagato con l’accusa di aiuto al suicidio per la morte di Dj Fabo. La decisione è del pubblico ministero Tiziana Siciliano che ha iscritto nel registro degli indagati l’esponente dei Radicali. L’uomo rischia una condanna fino a 15 anni di carcere. L’atto è conseguente alla scelta di Cappato di autodenunciarsi ai Carabinieri di Milano di ritorno dalla Svizzera, Paese in cui ha accompagnato Fabiano Antoniani, Dj Fabo, morto con la pratica del suicidio assistito.

DJ FABO, MARCO CAPPATO INDAGATO PER AIUTO AL SUICIDIO
Secondo quanto riportato da Repubblica Marco Cappato è indagato per la morte di Dj Fabo. Ad aggravare il quadro il fatto secondo cui Fabiano Antoniani non era in grado di di decidere per le sue condizioni di salute. Ricordiamo che Fabo era cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un incidente stradale. Cappato a sua volta aveva deciso di autodenunciarsi per “svegliare” lo Stato: “Sarà suo compito decidere se girare la testa dall’altra parte o consentirmi di difendere le mie ragioni nell’aula di un tribunale. Credo che lo Stato si debba assumere la responsabilità, di far sì che solo chi ha 10mila euro e la condizione di trasportabilità possa andare in Svizzera o altrimenti debba subire il suicidio nelle condizioni più terribili o una tortura di vita che non vorrebbe“.
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MARCO CAPPATO INDAGATO: “DIFENDERÒ CIÒ CHE HO FATTO DAVANTI A UN GIUDICE”
“Se ci sarà l’occasione di difendere davanti a un giudice quello che ho fatto –ha continuato Marco Cappato– lo potrò fare in nome dei principi costituzionali di libertà e responsabilità fondamentali che sono più forti di un codice penale scritto in epoca fascista, dove ancora non si fa differenza tra aiutare un malato che muore per sofferenza e invece sbarazzarsi in prima persona di chi ci si vuole liberare. Il codice penale non fa questa differenza, la Costituzione invece sì“. Ora è arrivato il momento dell’indagine da parte della Procura di Milano. Probabilmente l’esponente radicale verrà convocato per un interrogatorio e si stabilirà cosa è accaduto e quale sia stata la catena che ha portato Dj Fabo a morire in Svizzera con la pratica del suicidio assistito.
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MARCO CAPPATO INDAGATO, COSA DICE LA LEGGE
Il reato di istigazione o aiuto al suicidio per cui è stato indagato Marco Cappato è regolato dall’articolo 580 del Codice di Procedura Penale che recita:
Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima.
Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1 e 2 dell’articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità d’intendere o di volere, si applicano le disposizioni relative all’omicidio.
L’articolo 579, “omicidio del consenziente” invece prevede:
Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui è punito con la reclusione da sei a quindici anni.
Non si applicano le aggravanti indicate nell’articolo 61.
Si applicano le disposizioni relative all’omicidio se il fatto è commesso
1) contro una persona minore degli anni diciotto;
2) contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
3) contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno



