Dj Fabo, cieco e tetraplegico dal 2014, è morto in Svizzera in una clinica per il suicidio assistito. Ha morso un bottone e la soluzione letale è entrata nel suo corpo. Della sua morte ha parlato Mina Welby, moglie di Piergiorgio, deceduto nel 2006 al termine di una lunga battaglia per la sospensione dei trattamenti che lo tenevano in vita contro la sua volontà. Il messaggio è rivolto sopratutto a Valeria, compagna di Fabiano Antoniani, con lui fino all’ultimo momento: “Dico che deve prendere in mano la sua vita, di vivere come Fabo vorrebbe che lei vivesse“.
DJ FABO MINA WELBY E LE PAROLE PER VALERIA
Mina Welby, intervistata da Radio Cusano Campus a proposito della decisione di Dj Fabo di farla finita in Svizzera, ha puntato il dito contro il Parlamento, incapace di produrre una legge sul fine vita: “Ogni cittadino vorrebbe morire accanto ai suoi affetti, nel suo Paese, a lui questo non è stato concesso. Ancora una volta c’è stata un’assenza dello Stato italiano. La cosa che mi dà molto da pensare è che anche la proposta di legge che doveva uscire ed entrare oggi in Parlamento, nell’aula della Camera per la discussione e per il voto, è stata fermata di nuovo. Questo non aiuta gli italiani a poter scegliere per se stessi legalmente come poter essere curati o non essere curati“.
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DJ FABO MINA WELBY E LA SCELTA DI VIVERE COME SE CI FOSSE PIERGIORGIO
Rivolgendosi ancora a Valeria, Mina Welby parlando di Dj Fabo ha aggiunto: “Io ho scelto questa vita di andare in giro per l’Italia, tutte le volte che vedo e vivo delle cose belle, sento come se fosse Pier Giorgio a farmele vivere. Mi farebbe tanto piacere stringerla forte e ringraziarla per essere stata vicina a lui perché non poteva fare di meglio, non poteva fare diversamente. Questo è un grandissimo dolore, ma credo che anche da questo grandissimo dolore spunteranno speranze, fiori, anche per la sua vita”.
DJ FABO MINA WELBY: “GIORGIO NON VOLEVA ANDARE IN SVIZZERA”
Mina Welby ha ammesso di aver chiesto a Piergiorgio di andare in Svizzera per porre fine alle sue sofferenze ma che lui si è sempre opposto: “A volte scherzava e chiedeva ‘se cade l’aereo?’ lui voleva portare avanti un’azione politica in Italia“. Piergiorgio Welby, nato nel 1945, fu affetto da una distrofia muscolare progressiva che si manifestò a 16 anni. Negli anni ’60 trovò sollievo nella droga e fu in questo periodo che trovò Mina Welby, al secolo Wilhelmine Schett, nata a San Candido nel 1937. Negli anni ’80 le sue condizioni peggiorarono e perse l’uso delle gambe. Nel luglio 1997 a causa di una crisi respiratoria fu attaccato a un respiratore automatico anche se non era favorevole. Venne poi sottoposto a una tracheotomia. Negli ultimi anni della sua vita chiese più volte che venisse staccata la spina. Nel 2006 chiese ufficialmente di morire. Il 20 dicembre di quell’anno l’uomo fu sedato e fu staccato il respiratore.



