Suicidio assistito in Svizzera. Il video della morte di Michèle Causse, scrittrice e traduttrice francese. La donna è morta il 29 luglio 2010 alla clinica Dignitas di Zurigo. Era il suo compleanno: 74 anni. Era leader del lesbismo radicale in Francia e fu traduttrice di Cesare Pavese, Ignazio Silone, Dacia Maraini, Luigi Malerba, Primo Levi. La sua morte è stata ripresa dalle telecamere ed è diventata un documentario. Il video è crudo, violento e per qualcuno sicuramente insostenibile. Si vede il processo di morte, o suicidio assistito, alla Dignitas. Il momento della bevuta della soluzione letale, il sonno, la morte.

SUICIDIO ASSISTITO IN SVIZZERA: IL VIDEO DELLA MORTE DI MICHELE CAUSSE
Il suicidio assistito ripreso in video con la morte di Michèle Causse. Per sua stessa ammissione ha scelto di “de-nascere” nel 2010, due anni dopo il collega belga Hugo Claus. Era malata, si. Ma la sua non era una condizione terminale. Inoltre la patologia di cui era affetta era curabile. Invece ha scelto di andarsene via. Nel video diventato un documentario la si vede vestita di bianco con in mano un mazzo di fiori. Accompagnata al letto di morte da una collaboratrice di Dignitas andata a prendere il pentobarbital per il suicidio assistito, si dichiara pronta e consapevole della scelta che sta facendo. Una volta ingerito l’antiemetico ha bevuto la soluzione di acqua e pentobarbital. Ultimo atto della sua vita, ingerire un pezzo di cioccolato per lavare via il gusto amaro della pozione.
SUICIDIO ASSISTITO, IL VIDEO DELLA MORTE DI MICHELE CAUSSE. ATTENZIONE. IMMAGINI CHE POSSONO URTARE GLI SPETTATORI. PRESTARE MOLTA CAUTELA
SUICIDIO ASSISTITO IN SVIZZERA: ORA SI DEVE AGIRE
Le telecamere della televisione svizzera hanno ripreso gli ultimi istanti di vita di Michèle Causse mentre si addormentava prima del blocco respiratorio. Questo documentario, crudo e violento, è destinato a persone forti abbastanza per poterlo vedere. Non è indicato a coloro che si ritengono sensibili. E portano alla luce domande importanti. La Dignitas costa almeno 8.000 euro a suicidio assistito. Il corpo viene cremato e le ceneri restituite. Si parla di incontri con medici e psicologi ma l’ultima parola resta al paziente. Tutto questo è etico? Non sarebbe arrivato il momento di una legislazione chiara che impedisca tutto questo? Nel giorno della morte di Dj Fabo, cieco e tetraplegico, è opportuno prendere una posizione netta.



