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Dj Fabo come Eluana Englaro? “No, questo è un reato”. Parola di Beppino Englaro

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Dj Fabo come Eluana Englaro? No. Lo dice con forza Beppino Englaro, papà della ragazza protagonista ormai 8 anni da di una lunga battaglia conclusasi con la morte della figlia alla clinica La Quiete di Udine dopo 17 anni di coma vegetativo: “Eluana aveva chiesto ‘lasciate che la morte accada’. Questo ragazzo chiede: ‘Uccidetemi’. Quello di mia figlia era diritto all’autodeterminazione, questa è eutanasia. È molto diverso“.

DJ FABO ELUANA ENGLARO: “DJ FABO HA AVUTO BISOGNO DI UNA MEDICINA PER MORIRE. ELUANA? IL SUO UN DIRITTO COSTITUZIONALMENTE RICONOSCIUTO”.

Dj Fabo è morto in Svizzera accompagnato da Marco Cappato, Eluana Englaro è morta per disidratazione nel 2009, diciassette anni dopo un incidente stradale che la ridusse in stato vegetativo. Beppino Englaro, padre della donna nata a Lecco nel 1970, rimarca con forza la differenza tra il caso di sua figlia e quella di Fabiano Antoniani. Per Beppino quello della figlia Eluana “era un diritto costituzionalmente riconosciuto, la libertà di dire ‘no’ all’offerta terapeutica. Lui ha bisogno di una medicina per morire. Questo è un reato“.

DJ FABO ELUANA ENGLARO: “QUELLA DI DJ FABO? EUTANASIA. IO HO FATTO LA MIA BATTAGLIA”

Beppino Englaro ha ribadito le differenze tra il caso di sua figlia e quello di Dj Fabo anche, come ripreso dal Corriere della Sera, a Marco Cappato: “Non ho mai voluto fare da cavallo di Troia per l’eutanasia. E non lo farò ora. L’ho detto a Cappato. Io ho fatto la mia battaglia. Voi, che siete bravi, fate la vostra. Mia moglie si è ammalata di cancro ed è morta due anni dopo Eluana, per questo“.

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DJ FABO ELUANA ENGLARO, LA STORIA DI ELUANA

Sono passati 8 anni dalla morte di Eluana Englaro, avvenuta alla clinica “La Quiete” di Udine attraverso la sospensione del trattamento d’idratazione ed alimentazione forzata che manteneva in vita Eluana per “mancanza della benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno”, decisione presa dalla Corte d’Appello civile di Milano il 9 luglio 2008. Questa sentenza fu una vittoria per la famiglia Englaro che chiese la sospensione dei trattamenti per la figlia dopo che ebbero la conferma dai medici che la sua condizione di stato vegetativo sarebbe stata irreversibile.

BEPPINO ENGLARO: ELUANA, UN PUROSANGUE DELLA LIBERTÀ

Beppino Englaro dopo questo tempo non ha ripensamenti: “Mi sento sollevato. Ho difeso la volontà di Eluana. La chiamavamo ‘Purosangue della libertà’, tanto sentiva forte il concetto che nessuno potesse disporre di lei. A 10 anni disse a me e mia moglie: ‘Cosa c’entrate voi con la mia vita?’. Sarebbe stato un crimine negarle quella volontà che aveva espresso, chiarissima, quando un suo amico, Alessandro detto “Furia”, finì in coma. Eluana non aveva il tabù della morte ma della profanazione del corpo“.

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