Dj Fabo, il testamento di Fabiano Antoniani, morto con la pratica del suicidio assistito in Svizzera, è stato diffuso dall’Associazione Luca Coscioni. Questa ha seguito il percorso dell’uomo che ha scelto di morire perché imprigionato da un corpo danneggiato da un incidente stradale nel 2014. Cieco e tetraplegico, questo era Dj Fabo negli ultimi anni della sua vita. Ha provato a lottare ma la medicina non è riuscita a migliorare la sua condizione. Per questo ha deciso di farla finita, in Svizzera, Paese dove il suicidio assistito è legale.
DJ FABO, L’INCIDENTE CHE HA CAMBIATO LA SUA VITA
Il testamento di Fabiano Antoniani, Dj Fabo, è il percorso della vita di un uomo di 40 anni entusiasta della vita e desideroso di trovare sempre nuove sfide. Un desiderio interrotto il 13 giugno 2014, giorno di un violento incidente stradale che cambiò la sua vita. Dj Fabo era di ritorno da un dj set a Milano. Mentre guidava il telefonino gli cadde dalle mani. Si chinò per prenderlo. Si rialzò e finì contro un’automobile. Venne sbalzato fuori dall’abitacolo. E da lì iniziò il suo calvario. Non a caso le sue ultime parole rivolte agli amici prima di morire hanno riguardato proprio le cinture di sicurezza: “Mettetele”.
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DJ FABO, IL TESTAMENTO
E questo è il testo riportato dall’associazione Luca Coscioni:
“Io, Fabiano Antoniani, Dj Fabo, nato a Milano il 9 febbraio 1977, all’età di sette anni, frequento la scuola di musica per imparare a suonare la chitarra. Da bambino spesso suono come primo chitarrista e partecipo a numerosi saggi. Visto il talento, i miei genitori mi costringono a frequentare il Conservatorio di Milano, villa Simonetta, ma a causa del mio comportamento ribelle vengo espulso […] Da sempre lavoratore, appena diplomato da geometra, inizio a lavorare per svariate aziende. Per otto anni lavoro con la mia seconda passione, il moto cross, e mi occupo del reparto commerciale del team supermotard Daverio (durante le competizioni più importanti, mondiale ed italiano) e contemporaneamente lo pratico come sport. A causa di un incidente durante una gara, sono costretto ad abbandonare il mondo del motocross. In questi anni mi trasferisco, nei periodi estivi, ad Ibiza per un periodo di studi in cui ricomincio a lavorare con la musica più moderna. Forse a causa della magica influenza dell’isola, forse per vocazione subito mi rendo conto che il mio unico e vero posto è dietro la consolle! E’ così che in un momento, ringraziando gli studi di musica del passato, la mia musicalità e le numerose conoscenze di dj set, in poco tempo inizio a suonare un po’ ovunque. Mi licenzio da un contratto a tempo indeterminato a Milano, ma ormai capisco che il mio posto è altrove. Per lavoro, passione e amore negli ultimi anni riesco a dividermi tra l’Italia e Goa, dove lavoro e vivo mantenendomi con la musica, scoperta per caso in uno dei viaggi più indimenticabili della mia vita (India) capisco che il mio posto e il mio futuro sarebbero stati in quel Paese. Mi trasferisco per otto mesi l’anno con la mia fidanzata e riconosco finalmente me stesso, dopo aver indossato numerosi abiti che mi andavano stretti. Inizio ad avere un nome e successo, mi cercano spesso per suonare nei locali più importanti. Dopo aver suonato una sera in un locale di Milano, tornando a casa, un rovinoso incidente mi spezza i sogni e la mia vita. Non riesco a fare a meno degli amici per esserne al centro trascinandoli con me. Generoso forse un po’ insicuro quando si tratta di scelte importanti da fare da solo. Vittima spesso della mia stessa vivacità, facilmente mi annoio, pronto a gettarmi per primo nelle situazioni più disparate. Un trascinatore. Incapace di sopportare il dolore sia fisico che mentale. Preferisco stare solo ora che non poter vivere come prima. Vivo oggi a casa di mia madre a Milano con una persona che ci aiuta e la mia fidanzata che passa più tempo possibile con me. Mi portano fuori ma spesso non ne ho voglia. Le mie giornate sono intrise di sofferenza e disperazione non trovando più il senso della mia vita ora. Fermamente deciso trovo più dignitoso e coerente, per la persona che sono, terminare questa mia agonia. Grazie. Fabiano Antoniani”



