Il Paris Saint Germain non gioca a calcio. La disfatta in casa del Barcellona per 6-1 nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League 2017 resterà nella storia. Casualmente, il PSG perse 1-6 anche contro la Juventus in Supercoppa Europea nel 1997. All’epoca i giornali francesi titolarono “Ridicule“. Oggi, 20 anni dopo, siamo a “Inqualifiable“. Inqualificabile. Chissà, magari vogliono intendere che da quando il Qatar è entrato nel club il PSG non ha mai superato gli ottavi di final. E hanno ragione. Perché al netto delle sceneggiate in campo come quella di Luis Suarez e degli errori grossolani dell’arbitro, il tedesco Deniz Aytekin, il Paris Saint Germain deve incolpare solo sé stesso.
IL PARIS SAINT GERMAIN? SCARSO, SENZA TECNICA
Il rigore del 5-1 su Luis Suarez non c’era, checché possa dirne Graziano Cesari. Allo stesso tempo i due rigori negati al Paris Saint Germain rispettivamente per fallo di mano in area di Javier Mascherano e abbattimento di Angel Di Maria in area sono palesi. Ma non basta. Perché il sesto gol di Sergi Roberto è roba che fosse accaduto a una squadra giovanile avrebbero fatto tutti 15 giri di campo a fine partita per ricordarsi che il portatore di palla si pressa sempre. Poi c’è l’autogol di Kurzawa, la prestazione indegna di Thiago Silva e il mistero Marquinhos, 35 milioni di euro per uno che fa fatica coi fondamentali. Questo è il Paris Saint Germain. Ed è anche la sconfitta di Unay Emery, tecnico ex Siviglia dimostratosi impotente, incapace di cambiare l’inerzia dell’incontro.
BARCELLONA – PARIS SAINT GERMAIN, I GOL
Barcellona-Paris Saint Germain è stata una sfida d’altri tempi tra una squadra logorata ma “vecchia maniera” e 11 sacchi di soldi messi a caso in campo. Il primo gol è frutto di un’indegna giocata con palla che balla in aria. La difesa si scorda Suarez e Trapp esce alla disperata. Il secondo gol a pensare male potrebbe anche puzzare di calcioscommesse per come il difensore del Paris Saint Germain si fa superare in velocità da Iniesta. Il terzo gol è un rigore generoso ma che nasce da un’ingenuità di Meunier che trova il contatto con un giocatore del Barcellona in una zona totalmente inutile del campo. Per il quarto gol Trapp dovrebbe tornare a Parigi a piedi. Del rigore abbiamo detto. Il gol di Sergi Roberto è qualcosa di inspiegabile. Nessuno tiene la posizione.
PARIS SAINT GERMAIN: ECCO COME SI DIFENDE
Insomma, il Paris Saint Germain non sa giocare a calcio. La squadra più pagata del mondo pecca nei fondamentali. Una vergogna per questo sport. Il Barcellona ha fatto il suo, il PSG no. E dire che nelle scuole calcio in certe situazioni s’insegna il pressing asfissiante per impedire all’avversario di ragionare. Si spazza il più possibile, si entra aggressivi. Si intimorisce la controparte. Ricordate l’Inter di José Mourinho? Ecco. Oppure si fa come ha sempre chiesto Silvio Berlusconi al Milan. Ricordate il “nascondere la palla agli avversari”. Il Cavaliere da allenatore dell’Edilnord disse che faceva fare ai suoi anche 17 tocchi di palla per sfiancare gli avversari. Si chiama “torello”. Roba da scuola calcio. E il Paris Saint Germain non ha fatto niente di questo in tutta la partita.
PARIS SAINT GERMAIN-BARCELLONA 4-0, UN INCIDENTE?
I critici potrebbero rispondere: e allora il 4-0 dell’andata tra PSG e Barcellona? Significa poco o niente. Nei 180 minuti è finita 6-5 per i blaugrana. Ha vinto il migliore. L’aiuto dell’arbitro? Certo è stato evidente. Allo stesso tempo Unay Emery e Marco Verratti non hanno voluto cercare alibi. Perché certe cose non si vedono neanche nei campetti di periferia.



