La spianata delle moschee è un simbolo solo musulmano. Non ha alcun legame né con il cristianesimo né con l’ebraismo che definisce l’area “Monte del Tempio”. Allo stesso modo il muro del pianto non è un simbolo ebraico. L’Unesco ha adottato la risoluzione su Gerusalemme Est votata il 14 ottobre su proposta della Palestina. D’ora in poi l’Unesco si riferirà all’area chiamandola “Moschea di Al-Aqsa”.
SPIANATA DELLE MOSCHEE, IL VOTO DEL 14 OTTOBRE
Israele dopo il voto del 14 ottobre reagì con durezza sospendendo ogni rapporto con l’Unesco. Ci si attendono reazioni ancora più rabbiose da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il Messico nelle ultime ore prima della decisione finale aveva provato a richiedere una nuova votazione della risoluzione ma è stato tutto inutile. Il testo peraltro parla della “Palestina occupata” oltre a ignorare la definizione “Monte del Tempio”.
SPIANATA DELLE MOSCHEE, LA RABBIA DI ISRAELE
La Abc aggiunge che il voto decisivo è avvenuto a Parigi la mattina del 18 ottobre. Il testo non dovrebbe avere un’influenza decisiva nella questione israelo-palestinese ma certo rischia di complicare i rapporti tra Tel Aviv e i suoi vicini di casa. Israele ha sospeso i suoi contributi in favore dell’Unesco a seguito della decisione di approvare l’entrata nell’organizzazione della Palestina nel 2011. A seguire Israele in questa politica anche gli Stati Uniti.
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SPIANATA DELLE MOSCHEE, UNA SERIE DI RIPICCHE
La questione assume contorni più complicati se consideriamo che Israele ha rifiutato di garantire appositi visti ai rappresentanti dell’Unesco impegnati a conservare i reperti archeologici del Paese. Questa serie di ripicche ha portato alla situazione attuale. Le parti sono sempre più distanti, come ha confermato l’ambasciatore di Israele all’Unesco Carmel Shama-Hacohen: “Non c’è posto per tali giochi nell’Unesco. Questa nobile organizzazione è nata per preservare la storia, non per riscriverla”.
SPIANATA DELLE MOSCHEE, UN BRUTTO PRECEDENTE PER ISRAELE
Per l’Unesco quindi il Monte del Tempio ed il muro del pianto non esistono più sotto questa accezione. Per Israele si tratta di un’importante sconfitta politica, una delle più gravi dall’inizio della sua storia. Certo i fatti non cambiano lo status quo ma allo stesso tempo indeboliscono Israele nello scacchiere internazionale. Cosa accadrà adesso?

