I delfini hanno mandato le isole Eolie nel caos a causa del pesce. La pesca, la principale industria dell’arcipelago, al momento è ferma a causa di uno sciopero proclamato dai pescatori che chiedono al governo lo stato di calamità naturale. I delfini si mangiano il pescato. E agli esseri umani non lasciano che le briciole. La soluzione? Un aiuto da parte dell’esecutivo. Perché in fondo tutti hanno bisogno di mangiare e il mare delle isole Eolie, molto sfruttato, semplicemente non basta a sfamare umani e cetacei.
I DELFINI SI MANGIANO IL PESCE DELLE ISOLE EOLIE: SU 15 CHILI DI TOTANI RACCOLTI SOLO 3 RESTANO AI PESCATORI
I pescatori delle isole Eolie hanno spiegato che su 15 di totani pescati da ognuna delle 119 barche, 12 finiscono nello stomaco dei delfini. A loro restano solo 3000 grammi, frutto di una notte di lavoro. Il fatturato tra Lipari e Salina è sceso del 70 per cento e oltre alla perdita del pescato vanno messe in conto le spese per la sostituzione delle reti. I delfini aspettano le barche al rientro dalla battuta di pesca e protetti dall’oscurità strappano le reti mangiando tutto ciò che possono. I pescatori non possono far altro che ascoltare e assistere impotenti al furto. Se prima i pescatori portavano a casa 2000 euro al mese ora, a malapena, coprono le spese per il carburante.
I DELFINI MANGIANO IL PESCE DEI PESCATORI DELLE ISOLE EOLIE ROMPENDO LE RETI
Secondo i biologi nel tratto di mare che circonda le isole Eolie non vivono più di 100 delfini. Le due specie reisdenti appartengono alla famiglia Tursiope (42 esemplari) e alla Stenella Striata. I secondi stanno in disparte e non si avvicinano all’uomo mentre sarebbero i primi, abituati a vivere sottocosta, ad attaccare le barche dei pescatori rubando loro il pesce. Per Monica Blasi della Filicudi Wildlife il comportamento dei cetacei è facilmente spiegabile: “Il pesce è diminuito e i delfini seguono le barche per mangiare”.
“MARE DELLE EOLIE SENZA REGOLAMENTAZIONE, IL PESCE? FINITO”
E mangiare mangiano, i delfini. Oltre ai totani si nutrono dei pesci raccolti con le reti a tramaglio. E si permettono anche di fare una selezione lasciando agli esseri umani i pesci meno pregiati come murene e scorfani. Probabilmente la mancata regolamentazione dell’area marina delle isole Eolie con contestuale assenza di una zona protetta e di un piano di gestione della pesca ha fatto si che le risorse siano diminuite. Ora? I pescatori chiedono un aiuto o la possibilità di ottenere contributi per la riconversione delle barche. O al massimo che vengano allontanati i delfini. Nei prossimi mesi verranno testati degli strumenti chiamati “Pingers” che verranno installati sulle barche. Questi dispositivi dovrebbero mandare degli impulsi che potrebbero “spaventare” i cetacei. Il sospetto è che si tratti di un palliativo.
LA SOLUZIONE? NORME A TUTELA DEL MARE E RICONVERSIONE DELL’ECONOMIA DELLE ISOLE EOLIE
Altrimenti? I delfini sono proprietari del mare e a questo punto parte dei 119 pescherecci che impiegano 200 persone su una popolazione di 10.000 abitanti saranno costretti a non solcare più il mare con una riconversione dell’economia locale. Allo stesso tempo una nuova regolamentazione del mare alle isole Eolie dovrebbe portare la pace tra umani e delfini.
(Photocredit copertina Di NASAs – http://mediaarchive.ksc.nasa.gov/detail.cfm?mediaid=21807, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=112006)



