Un sito di sport, cultura, notizie dalla rete e dal mondo

lungolago como cantiere

Il lungolago di Como verrà liberato dal cantiere che lo copre da 8 anni

in Inchiesta Da

Il lungolago di Como verrà liberato dal cantiere che lo deturpa dal 2009. Dopo otto anni la Regione Lombardia è riuscita a sbloccare una situazione assurda, quasi incredibile, che nasce dall’alluvione che nel 1987 colpì la Valtellina causando 53 morti. Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, insieme alla Giunta ha consegnato le chiavi dei lavori che consentiranno di liberare il lungolago di como dal cantiere delle paratie mobili voluto nel 2008 dall’allora sindaco Stefano Bruni, rinviato a giudizio al termine dell’inchiesta-Bis sulle paratie.

LUNGOLAGO DI COMO, LA RIAPERTURA PREVISTA A GIUGNO

La Regione Lombardia ha rescisso il contratto d’appalto all’impresa Saicam di Venezia, già occupata ai lavori del Mose, revocando al Comune la responsabilità dei lavori al lungolago. In questo modo si è risolta una situazione bloccata fin dal 2009. “Prometto che entro la fine di giugno restituiremo il lungolago ai comaschi”. Così Roberto Maroni. La Regione ha appaltato a una società di Napoli la liberazione del cantiere. Gli operai toglieranno reti, materiale e tutto ciò che è rimasto sul lungolago al prezzo di 400.000 euro. Una volta liberata l’area verranno emessi altri bandi per la revisione del progetto fino alla realizzazione delle opere idrauliche.

LUNGOLAGO DI COMO, LA PARATIA MOBILE DECISA DOPO L’ALLUVIONE IN VALTELLINA DEL 1987

Como riavrà così il suo lungolago dopo la chiusura decisa nel 2008 per la realizzazione di paratie anti-esondazione. Una misura, questa, ritenuta ormai fuori luogo visto che già dal 2003 il capoluogo lariano non veniva allagato dalla tracimazione del bacino. Come detto, la storia del lungolago di Como nasce nel 1987, anno della grande alluvione della Valtellina.

I morti furono 53 mentre i danni vennero calcolati in 4.000 miliardi di lire. I danni maggiori vennero registrati nella Provincia di Sondrio. Il Governo nel 1990 invece emanò la “Legge Valtellina”, la 102/1990 che prevedeva lo stanziamento di 2,400 miliardi di euro nei sei anni compresi tra 1988 e 1994 a favore delle province di Sondrio, Bergamo, Brescia e Como. Per il capoluogo lariano la legge è chiara. I soldi verranno stanziati per

l’esecuzione di opere di protezione con riguardo specifico alla città di Como

I lavori partirono nel secondo mandato del sindaco Stefano Bruni, Forza Italia prima e Popolo della Libertà poi. L’appalto venne vinto dalla Saicam di Venezia che seguì anche il Mose. Nel’agosto 2008 iniziò lo scavo e arrivò l’allarme, lanciato da un pensionato.

LUNGOLAGO DI COMO, IL PENSIONATO CHE VIDE IL MURO E DIEDE L’ALLARME

L’uomo guardò attraverso le grate che proteggevano i lavori e si accorse che l’impresa stava costruendo un muro. Il lungolago sarebbe stato bloccato. Niente più passeggiate, niente più panchine, niente di niente. Il progetto venne stoppato, il muro abbattuto e i lavori fermati. Era il 2010, anno in cui viene ufficializzato un concorso per ridisegnare il lungolago di Como, concorso costato 500.000 euro. Una cifra considerata troppo elevata, tanto che nel 2012 la Procura di Milano decise di vederci chiaro. Passano gli anni, viene stabilito un nuovo concorso, i costi arrivano a 33 milioni di euro. Si scopre che le paratie sono pannelli da spostare a mano o con muletti. I lavori sono stati completati al 20 per cento. E in tutti questi anni Como non è stata colpita neanche da un’esondazione. Fortunatamente, aggiungiamo noi.

LUNGOLAGO DI COMO E QUEI SOLDI STANZIATI DALLA LEGGE VALTELLINA…

Gianluca Zambrotta, ex calciatore originario di Como, ha contribuito a risistemare parte della passeggiata insieme a un gruppo d’imprenditori. Ora l’area è conosciuta come “Lungolago Zambrotta”. Si tratta però di un palliativo. Una soluzione provvisoria prima dell’intervento vero e proprio. Zambrotta era presente con Maroni alla simbolica consegna dei lavori di sgombero del cantiere per le paratie del lungolago di Como. Tutto questo si è reso necessario , a quanto pare, per ottenere i soldi della legge Valtellina. In città sembra che lo sappiano. Lavori inutili con l’ultima esondazione datata 2003, un progetto avverso alla popolazione come la costruzione di un muro a copertura del lungolago, un cantiere fermo dal 2012, le inchieste della magistratura.

LUNGOLAGO DI COMO, RINVIATI A GIUDIZIO L’EX SINDACO STEFANO BRUNI E IL SUO SUCCESSORE MARIO LUCINI

Intanto l’ex sindaco Stefano Bruni, così come il suo successore Mario Lucini, sono stati rinviati a giudizio per l’inchiesta-bis sulle paratie del lungolago di Como. La decisione è dello scorso 6 marzo mentre l’udienza preliminare è prevista per il prossimo 12 aprile. Dovranno rispondere di presunte irregolarità nella gestione del cantiere. La Procura ha concentrato la propria attenzione sul procedimento di approvazione della terza variante del progetto, a carico di Lucini, e su presunti reati paesaggistici ed edilizi, a carico di Bruni. Gli altri indagati sono l’avvocato del Comune Maria Antonietta Marciano, gli imprenditori Gloria Bianchi e Virgilio Anselmo, il direttore del cantiere Graziano Maggio, i dirigenti di Palazzo Cernezzi Antonio Ferro, Pietro Gilardoni, Antonella Petrocelli e Antonio Viola.

Mario Lucini, attuale sindaco di Como, ha spiegato alla stampa locale la sua posizione:

«Ho ricevuto la notifica della richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Como. Ribadisco di essermi impegnato senza risparmio, sin dal primo giorno del mio mandato,  per affrontare e risolvere un grave problema della città, pesante eredità di scelte fatte da chi ci ha preceduto, scelte che io non avevo condiviso. Ho lavorato con lo scopo di concludere nel modo migliore un’opera, che io non avrei neppure iniziato. L’ho fatto con la massima dedizione, in coscienza e nell’esclusivo interesse della città, senza nessuna volontà di ingannare alcuno»

Tags:

Maghdi Abo Abia ci riprova su Ultimometro. Si tratta del suo esperimento nato a seguito della conclusione del suo lavoro all'interno di Giornalettismo. Punta alla qualità, non al click. Sogna nel Seo. Un dilettante che si diletta. Per scrivergli: maghdi.aboabia@www.ultimometro.it

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Torna SU