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Roberto Benigni, ma la Costituzione è la più bella del mondo o no?

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Roberto Benigni, ma se la Costituzione è la più bella del mondo, in che senso una vittoria del No sarebbe peggio della Brexit? Detto che è ancora presto per valutare gli effetti chiari e a lungo termine della consultazione che ha sancito l’uscita dell’UE dal Regno Unito, non è un po’ eccessivo scomodare tali paragoni? Del resto “La più bella del mondo”, la serata dedicata alla Costituzione andata in onda su Raiuno il 17 dicembre 2012 aveva dato ben altri segnali. O meglio. La Costituzione è bella nei suoi primi 12 articoli. Il resto? Si può cambiare. Questo dice Roberto Benigni.

ROBERTO BENIGNI E LA COSTITUZIONE RIDOTTA AI 12 ARTICOLI FONDAMENTALI

Roberto Benigni intervistato da Le Iene ha detto una cosa che fino a questo momento era sfuggita ai più: “i primi 12 principi della Costituzione sono intoccabili e la prima parte, diritti e doveri, sono straordinariamente belli e intoccabili […] Per la seconda parte, però, già i costituenti auspicavano un miglioramento”. Una ricostruzione che da un lato lo protegge dalle critiche, perché in fondo il suo programma televisivo riguardava i primi 12 articoli, ma che dall’altra non convince. Si perché i primi 12 articoli, i cosiddetti principi fondamentali, non sono oggetto di modifica costituzionale. Stanno lì. Appare quindi difficile toccare qualcosa che di per sé è intoccabile. Se si volesse far tornare la monarchia non sarebbe così semplice. Anzi, sarebbe impossibile con questa Carta.

COME TOCCARE QUALCOSA DI INTOCCABILE?

Quale sarebbe la seconda parte citata da Roberto Benigni? Quella prevista dalla Carta relativa ai diritti e ai doveri dei cittadini, articoli dal 13 al 54, definita prima parte? No. Allora si parla della Seconda parte, quella dell’Ordinamento della Repubblica. Il che è come dire tutto e niente perché per stessa volontà dei padri costituenti, questi articoli possono essere modificati alla bisogna. Insomma, la parte più bella è quella che non può comunque essere toccata. Il resto? Si può fare. La posizione di Roberto Benigni è andata via via radicalizzandosi come dimostra un’intervista rilasciata a Repubblica lo scorso giugno, intervista a firma di Ezio Mauro, un dettaglio che spiegheremo più avanti.

 

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“LE RIFORME? MEGLIO DEL NULLA”

Roberto Benigni parlò così delle sue scelte:

Ho dato una risposta frettolosa, dicendo che se c’è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il “no”. Ma con la mente scelgo il “sì”. E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il “no”, voterò “sì”. Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il “sì”, con l’altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile

Che poi sono gli argomenti del fronte del Si. Piuttosto che niente, meglio piuttosto.

LA DELUSIONE DI DARIO FO

Queste parole hanno scatenato la risposta rabbiosa di Dario Fo:

Sono rimasto sconvolto. Avevo letto qualche tempo fa che in un incontro, rispondendo a una domanda, aveva detto che avrebbe sicuramente votato contro. Guardi, la questione non è votare questo o quello, ma lasciarsi andare alla deriva. C’è qualcosa del ‘dare e avere’. Non c’è dubbio che questa posizione favorisce il governo e il potere. Sarà ripagato. Però mi stupisce terribilmente. Lo vedo cedere davanti alle lusinghe. Ero convinto avesse ormai scelto come si deve e, soprattutto, secondo la storia della sua vita. Io penso stia tradendo se stesso

IL RUOLO DI EZIO MAURO SECONDO STEFANO RODOTÀ

Parole forti da persona molto delusa. Quello che c’è tra Dario Fo e Roberto Benigni va lasciato a loro ma certo non può non far riflettere tale posizione. E qui torniamo a Ezio Mauro. Il nome dell’ex direttore di Repubblica ritorna su Il Giornale. Il quotidiano di Via Negri riporta, e questa è una fedele trascrizione, le parole di Stefano Rodotà datate 4 giugno 2016:

Alcuni giorni fa Alfiero Grandi e Alfonso Giannim, attivissimi nel Comitato per il No, mi dissero che Roberto Benigni voleva parlarmi. Benigni mi ha chiamato tre volte. Mi disse che non se la sentiva di esprimersi per il Sì o per il No”.

Secondo Stefano Rodotà a spingere Roberto Benigni sul fronte del si dopo una chiacchierata sarebbe stato proprio Ezio Mauro: “Riforma pasticciata? Vero. Scritta male? Sottoscrivo. Ma meglio di nulla

ROBERTO BENIGNI E LA COSTITUZIONE, COME IL CALCIO MA SUL PARQUET

Roberto Benigni ha quindi svelato l’arcano. La Costituzione è la più bella del mondo ma solo per quanto riguarda i primi 12 articoli. Il problema però è relativo gli altri. Perché i principi fondamentali rappresentano l’architrave della Repubblica Italiana. Gli altri però sono i mattoni, le piastrelle, i pavimenti della casa che è il nostro Paese. Dire che la Costituzione è meravigliosa limitandosi ai principi fondamentali è come esaltare il gioco del calcio per poi lamentarsi della dimensione delle porte o del manto erboso.  Se si giocasse a calcio sul parquet avremmo un altro sport, non calcio. Allo stesso modo se avessimo una riforma pasticciata, questa ricadrebbe sul valore delle regole fondamentali.

I DUBBI FINALI

Per Roberto Benigni quindi la Costituzione più bella del mondo resta tale anche con una riforma pasticciata perché non tocca i principi fondamentali anche se ha ripercussioni sul resto. I casi sono due. O gli articoli dal 13 in poi non servono o forse la questione legata al Referendum Costituzionale non sembra poi così importante. Ricordatevelo la prossima volta che manderanno in onda “La più bella del mondo”.

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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