Uber è fuorilegge in Italia e per questo chiude. Il 17 aprile sarà l’ultimo giorno in cui l’app che permette la prenotazione di auto NCC, noleggio con conducente, potrà funzionare. Altrimenti l’azienda sarà costretta a pagare una sanzione di 10.000 euro per ogni giorno in cui sarà operativa. La decisione è stata presa dalla nona sezione civile del Tribunale di Roma che ha giudicato come “concorrenza sleale” l’attività dell’app a seguito di un ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti. La sentenza del Tribunale di Roma va contro la decisione presa nel decreto Milleproroghe che eliminava per gli autisti NCC l’obbligo del rientro in rimessa a ogni fine servizio.
UBER CHIUDE IN ITALIA
Uber quindi non potrà più operare in Italia. Il Tribunale di Milano nel 2015 aveva già messo fuorilegge l’app “Uberpop” che consentiva a privati cittadini di poter trasportare passeggeri dietro compenso senza alcuna licenza. Tale bando è stato poi confermato dal Tribunale di Torino. Ora invece tocca alle altre app della galassia Uber: Uber-Black, Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van. Il Tribunale di Roma ha stabilito che la condotta di Uber va inquadrata come concorrenza sleale e ha vietato all’azienda di “porre in essere il servizio di trasporto pubblico non di linea con l’app”. In sostanza per il Tribunale di Roma l’attività di Uber in Italia è considerata in contrasto con il diritto nazionale e in concorrenza sleale con gli altri operatori del settore.
UBER, PARLA GASPARRI: “ORA SI MUOVA L’ANTITRUST”
Il Senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri a proposito di Uber ha chiesto un intervento da parte dell’Antitrust invitandola a regolamentare ogni attività in territorio italiano: “La recente decisione della magistratura che proclama l’illegalità dei servizi Uber dovrebbe indurre a una riflessione anche l’Autorità antitrust […] Bisogna prendere atto una volta per tutte che quello che appare un progresso è soltanto un incoraggiamento ad attività illegali, senza alcuna garanzia per i consumatori, con un rischio di evasione fiscale sistematica e generalizzata. Basta descrivere come sviluppo ciò che appare solo come concorrenza sleale. La recente sentenza della magistratura tutela l’attività dei tassisti e deve indurre l’Autorità per la concorrenza a cambiare strada“.
“I NOSTRI AUTISTI PERDERANNO FINO A 3.000 EURO AL MESE”
Carlo Tursi, general manager di Uber Italia, ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera che i clienti Uber potranno continuare a usare l’app all’estero mentre in Italia non sarà più visibile alcuna automobile mentre i profili dei 1000 autisti saranno bloccati. “Alcuni di loro -ha spiegato Tursi- perderanno la loro primaria fonte di guadagno. Parliamo di gente che ha raccolto anche 2.500 – 3.000 euro al mese e due terzi dei driver, indipendenti con Partita Iva, possiedono auto con meno di tre anni“. Per quanto riguarda i 20 dipendenti di Uber, questi si focalizzeranno su Uber Eats, l’app che consente la consegna a domicilio dei cibi. Ricorso? I tempi, preannuncia Tursi, sono molto lunghi.
UBER CHIUDE IN ITALIA E IN DANIMARCA. DA NOI RESTA ATTIVO SOLO “EATS”
La situazione di Uber in Italia è molto simile a quanto sta accadendo in Danimarca. Il 18 aprile l’app diventerà inutilizzabile in tutto il Paese per via di una legge che impone i servizi di taxi o assimilabili a essere dotati di sensori inseriti nei sedili per rilevare la presenza di passeggeri o di un tassametro.



