Ben Idrissa Dermé si aggiunge alla lista di calciatori morti in campo a causa di una crisi cardiaca. Il giocatore, 34 anni e già impegnato quattro volte con la Nazionale del Burkina Faso, è morto domenica 11 settembre in Corsica durante la sfida di Coppa di Francia tra la sua squadra, l’Ac Biguglia, ed il Furiani. Il giocatore si è accasciato a terra all’inizio del secondo tempo con il Furiani in vantaggio per 4-1 ed è morto nonostante l’intervento tempestivo dei medici presenti allo stadio Paul Tamburini di Biguglia.
IL RICORDO DEL BASTIA
Ben Idrissa Dermé in passato ha giocato per quattro stagioni con il Bastia. La sua ex società ha voluto ricordarlo sul proprio profilo Twitter celebrandone il carattere e l’attaccamento alla maglia. La morte di Ben Idrissa Dermé non è che l’ultima di una serie di decessi che hanno sconvolto il calcio mondiale. Sono circa 369 i giocatori professionisti morti in campo a causa di problemi cardiaci a volte mai rilevati dai medici. Per restare in Italia, eloquente il caso di Piermario Morosini, morto allo stadio Adriatico di Pescara il 14 aprile del 2012 durante la sfida tra i biancoazzurri ed il Livorno, società in cui militava l’ex Nazionale. L’autopsia determinò come Piermario Morosini morì a causa di una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena.
BEN IDRISSA DERMÉ E LA STORIA DI MARC VIVIEN FOÉ
In Francia la storia di Ben Idrissa Dermé ricorda quella di Marc Vivien Foe, centrocampista del Manchester City e della Nazionale del Camerun, morto a Lione il 26 giugno 2003 durante la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia. Il giocatore, già due volte campione continentale, si accasciò a terra al minuto 72. Il giocatore non si riprese nonostante l’intervento dei medici. Si scoprì che Marc Vivien Foe morì a causa di un attacco di cuore causato da un ventricolo sinistro sproporzionato rispetto alla media, una cardiopatia diffusa in tutta l’Africa.
LA MORTE IN DIRETTA DI MIKLOS FEHER
Il nome specifico della patologia che uccise Marc Vivien Foé è “Cardiopatia Ipertrofica”, la stessa che uccise Miklos Feher, calciatore ungherese del Benfica morto in campo il 25 gennaio 2004 nel corso della sfida tra i biancorossi di Lisbona ed il Vitoria Guimaraes, valida per il campionato portoghese. La morte del calciatore andò in onda in diretta televisiva. Feher, ammonito dall’arbitro durante i minuti di recupero, si accascio improvvisamente sulle ginocchia per poi cadere violentemente all’indietro. Le immagini, drammatiche sia per la morte in diretta del giocatore sia per le reazioni scomposte dei giocatori in campo, sono sconsigliate ad un pubblico impressionabile. Il Benfica in suo ricordo ritirò la maglia numero 29.
ANTONIO PUERTA, UNA MORTE EVITABILE
La causa della morte di Miklos Feher fu un’aritmia cardiaca scatenato dalla fibrillazione ventricolare. Una morte simile fu quella di Antonio Puerta, nazionale spagnolo e stella del Siviglia morto a 22 anni il 28 agosto 2007 a seguito di un malore occorsogli il 25 agosto durante la sfida di Liga spagnola tra i biancorossi ed il Getafe. Puerta crollò in campo a causa di un arresto cardiaco. I suoi compagni di squadra, Ivica Dragutinovic e Andres Palop, gli impedirono di soffocare estraendogli la lingua ritiratasi in gola. Il giocatore si riprese e si diresse verso gli spogliatoi tra gli applausi del Ramon Sanchez Pizjuan. Il giocatore negli spogliatoi venne colpito da altri arresti cardiaci fino alla morte avvenuta in ospedale tre giorni dopo a causa di un’encefalopatia post anossica scatenata da una displasia ventricolare destra aritmogena.
BEN IDRISSA DERMÉ E UNA STORIA DA NON DIMENTICARE
Ora toccherà alle autorità francesi stabilire quale sia stata la causa di morte di Ben Idrissa Dermé ed in un certo senso è auspicabile sperare di non dover parlare di una tragedia evitabile come fu l’assenza di defibrillatori in campo il giorno della morte sia di Marc Vivien Foé sia di Piermario Morosini o la possibilità di determinare con certezza la patologia che affliggeva Antonio Puerta, un disturbo molto comune per i giovani della sua età. (Photocredit copertina Youtube)


