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Lo spogliatoio del Milan a San Siro

Milan: I dubbi su una “vendita” che non può convincere

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Il Milan è stato venduto ai cinesi. No, aspetta. Non si tratta di vendita ma di accordo. No, meglio, Fininvest ha comunicato che è stato siglato un preliminare d’acquisto. Le cifre? Si parla di 750 milioni di euro oltre alla presa in carico di 220 milioni di debiti. Eppure l’azionista comunica che la cordata cinese verserà 15 milioni di euro subito più altri 85 entro 35 giorni per un totale di 100 milioni di euro. La società inoltre verrà acquistata dalla “Sino-Europe Sports Investment Management Changxing”, una scatola in cui confluiscono diversi investitori. Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, personaggi fino al 4 agosto ritenuti fondamentali nella cessione? Spariti. Adriano Galliani? Boh. Il suo posto come Amministratore Delegato dovrebbe essere preso da Marco Fassone, già “padre” del primo Juventus Club in Cina e impegnato in passato ad esportare il marchio Napoli all’estero. Ultima sua avventura? All’Inter.

MILAN, DA MR.BEE A HAN LI

Il Milan sembra ormai diventato protagonista, suo malgrado, di una commedia. Si perché nelle indiscrezioni che si sono inseguite frenetiche e confuse il 5 agosto 2016 è mancata una cosa fondamentale: la notizia. Il Milan è stato venduto? No. Il resto sono tutte chiacchiere. Cattiveria? Non proprio. Vi ricordate di Mr.Bee, il fantomatico broker a capo di una cordata di investitori pronto a spendere 480 milioni di euro per il 48 per cento del Milan? Il thailandese il 3 agosto 2015 firmò a Villa Certosa un preliminare d’acquisto con closing promesso entro fine settembre. Cosa accadde? Che la questione si tirò per le lunghe, che Fininvest si dichiarò fiduciosa fino a dopo gennaio 2016 e che Mr.Bee sparì nel nulla, probabilmente tradito dai suoi investitori.

MILAN: GLI INVESTITORI SECONDO FININVEST

Dodici mesi dopo il Milan è tornato al punto di partenza. Ancora Villa Certosa. Ancora una firma. Questa volta tocca alla Sino-Europe. Ad apporre gli autografi sulle carte sono Danilo Pellegrino, Amministratore Delegato di Fininvest, e Han Li, rappresentante del gruppo. Il gruppo. Al suo interno risulta esserci il fondo di stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti, Haixa Capital, che entra nel Milan con un valore del 15 per cento. E poi? Fininvest parla di investitori, alcuni dei quali a controllo statale. Fra loro sono presenti società attive nel campo finanziario ed altre impegnate in settori industriali. L’operazione è stata guidata da advisor come Rothschild & Co. da parte degli acquirenti e da Lazard, BNP Paribas e studio Chiomenti da parte di Fininvest. L’accordo, piccola chiosa finale, prevede che i cinesi investano 350 milioni di euro in tre anni per la campagna acquisti.

MILAN, GLI ACQUIRENTI SENZA VOLTO

Ok, lo ammettiamo. Sarebbe stato meglio se fosse arrivato al Milan qualcuno con la cassa disponibile e con un nome e cognome. Un esempio? Il gruppo Suning fresco acquirente dell’Inter. Hanno un nome. Una faccia. Una sede. Un indirizzo. Almeno avremmo capito subito di chi si tratta. Invece no. Questo non è accaduto. Non solo. Il soggetto a capo della società acquirente è tale Yonghong Li. Titolare della finanziaria Jie Ande, appare sconosciuto al grande pubblico. O meglio. Sembra assente dal grande giro della finanza. Ripetiamo, sembra. Inoltre la Haixa Capital si è focalizzata in passato nella costruzione di infrastrutture entrando nel mercato europeo dalla Francia. Come? Acquistando allevamenti di polli. E poi c’è il nodo Gancikoff-Galatioto. Costoro a quanto pare sono stati estromessi dalla trattativa a 10 giorni dall’annuncio ufficiale a causa della frattura in seno alla cordata originaria. Una parte è fuoruscita ed ha siglato l’accordo.

MILAN, LE TROPPE ZONE D’OMBRA

Allora, facciamo i conti. Silvio Berlusconi lascia la Presidenza dopo 30 anni esaltando i tifosi milanisti che sperano di tornare ad alzare una coppa grazie ai soldi freschi promessi dai cinesi grazie alla pressione ed all’attenzione di colui che è destinato a diventare “Presidente Onorario”. Arrivano i “cinesi”. Che poi abbiano come business la vendita di polli è del tutto incidentale. Adriano Galliani se ne va. E i tifosi sono tutti felici. Eppure il closing si potrà siglare solo più avanti. Ma come? Non era venduto il Milan? Perché Erick Thohir ha fatto tutto in pochi giorni mentre i rossoneri sono in vendita da due anni? E per finire: da quando si chiama “vendita” un accordo preliminare senza il minimo passaggio di denaro, accordo che si può risolvere con una “caparra” di 15 milioni? Il dubbio è che questa operazione sia finalizzata innanzitutto a compattare i tifosi nei confronti della società. Ovviamente trattasi di dubbio ma i misteri legati ad un annuncio tanto roboante quanto imperfetto, quello della vendita del Milan, obbliga il mondo del calcio italiano a fare attenzione a quanto sta accadendo. (Photocredit Wikipedia)

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