Milan. Silvio Berlusconi torna a Milanello per la prima volta in stagione. Non era mai accaduto, forse, che il Presidente onorario mancasse l’appuntamento con la squadra per così tanto tempo. La visita coincide con la difficoltà per giungere ad un accordo con Martin Caceres, difensore ex Juventus oggi svincolato. Le parti sembrano distanti 200.000 euro d’ingaggio, una cifra impegnativa anche se il giocatore ha superato le visite mediche.
SILVIO BERLUSCONI A MILANELLO. ENTUSIASMO, MA QUALE?
La presenza di Berlusconi a Milanello ha rallegrato Vincenzo Montella: “Sono contento che venga, il Presidente è una persona che emana fiducia e entusiasmo”. L’importante è che non si arrivi al “Hip hip urrà” pronunciato sempre da Berlusconi a Milanello insieme a un esterrefatto Alessio Cerci. Il Milan non ha bisogno di questo. Il Presidente onorario si è presentato per l’ultima volta al centro sportivo lo scorso maggio, otto mesi or sono. L’ultima volta serviva per motivare la squadra prima della finale di Coppa Italia. Questa volta tocca al pre-partita con la Sampdoria. Una partita difficile, come confermato dal tecnico Montella: “Una squadra interessante che non specula sul risultato”.
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BERLUSCONI A MILANELLO: DOPO OTTO MESI IL RITORNO: E SINO EUROPE?
Certo la visita di Berlusconi a Milanello appare fuori dal tempo. Il Presidente onorario non si è mai fatto vedere durante tutta la trattativa con i cinesi di Sino Europe. Non una parola con la squadra, non un fiato con la stampa. Niente di niente. Come se non gli interessasse. Una situazione grottesca, quella di una proprietà che appare totalmente scollata dal club. La visita assume quasi contorni pastorali, al termine di un mercato in cui è arrivato in prestito gratuito il solo Deulofeu e in cui sta approdando Martin Caceres, fermo dai sei mesi dopo essersi svincolato dalla Juventus. Non proprio il miglior biglietto da visita per una squadra che ambisce almeno all’Europa League.
UN MILAN IN CRISI SI AGGRAPPA AL PROPRIETARIO
Il Milan odierno ricorda l’Inter di Roberto Mancini. Quella della stagione 2015/2016. Nel girone d’andata si parlava di scudetto, di successi, di trionfi. Senza rendersi conto che le vittorie arrivavano al termine di prestazioni scadenti. I gol erano frutto più che altro di azioni personali, di sfuriate del gruppo, di coincidenze favorevoli. Il giro di boa e una serie d’infortuni hanno depresso l’ambiente che ha iniziato una spirale discendente fatta di sconfitte, sfiducia, crisi. Morale? Inter fuori dall’Europa dopo essere stata in testa alla classifica. Il destino del Milan. Con una differenza. Che non ci sono né soldi né programmazione per uscire da questa crisi senza fine.
BERLUSCONI A MILANELLO: LA VISITA PASTORALE A UN CLUB IN CRISI
Le ultime sconfitte hanno dimostrato che la squadra in realtà è messa peggio di quanto si possa pensare. L’infortunio di Bonaventura, l’unico vero macinatore di gioco, rischia di pesare molto. Honda ha rifiutato l’Hull City, Deulofeu è una mezz’ala come Lucas Ocampos, Thomas Locatelli ha difficoltà a fare passaggi in verticale e tende a perdere palla. Non il massimo per chi è messo davanti alla difesa. E poi c’è Donnarumma, con Mino Raiola che già vaticina cessioni e partenze in risposta a critiche legittime per prestazioni non all’altezza. In questo clima da bunker di Berlino la visita di Berlusconi a Milanello appare come l’estremo tentativo per tenere insieme l’ambiente. Il sospetto, però, è che non serva poi a troppo.



