Gianluigi Donnarumma gode di ottima stampa. Poco da dire. Il portiere del Milan, 17 anni, è sulla bocca di tutti per la sua personalità e per il suo talento. Un diciassettenne tuttavia resta sempre un diciassettenne. Giampiero Ventura fa bene a concedergli minuti con la Nazionale, Vincenzo Montella è bravissimo nel renderlo protagonista del progetto Milan. La Juventus, come giusto che sia, ha l’obbligo di tenerlo sotto osservazione nell’ottica di una sostituzione di Gianluigi Buffon nel 2018. Eppure tutti sbagliano. Di grosso. Perché Donnarumma non è ancora pronto e non basta la personalità per diventare un grande calciatore.
DONNARUMMA: JUVENTUS, RAIOLA, MILAN, NAZIONALE
La stampa ha eletto a nuovo numero 1 della Nazionale il giocatore di Castellamare di Stabia. Mino Raiola, uno dei protagonisti del calciomercato mondiale, ne cura gli interessi come se fosse il suo procuratore nonostante il giocatore sia minorenne e quindi non rappresentabile. I tifosi milanisti temono che il loro portiere possa andare via per fare le fortune di una diretta concorrente, un po’ come accaduto con Higuain al Napoli. In tutto questo però appare evidente che Gianluigi Donnarumma non è pronto per il ruolo che gli si chiede. No. Per niente. E prima se ne rende conto il calcio italiano e meglio è, a meno che non si voglia assistere al secondo naufragio di un giovane dopo quello di Simone Scuffet.
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DONNARUMMA, I PREGI: OTTIMO NEI TIRI DALLA DISTANZA
Perché non è pronto? Semplice. Donnarumma ha un perfetto senso della posizione fuori dai pali. Le sue dimensioni, 196 grammi per 90 chili, lo rendono impenetrabile specie quando avanza nell’area piccola. Una buona reattività e le lunghe leve fanno il resto. La prova? La superba risposta alla botta di Sami Khedira nell’ultimo minuto di Milan-Juventus:
L’intervento non si discute ma sarebbe anche opportuno riconoscere che il tiro di Sami Khedira era dettato più dalla disperazione che da altro. Un portiere in Serie A quella la deve prendere. Altrimenti…
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DONNARUMMA, I DIFETTI: LENTO SUL PRIMO PALO
Veniamo ai problemi. Il gol annullato a Volland nell’amichevole Italia-Germania ha mostrato il vero limite di Donnarumma. Nel gioco a terra è lento. Lento. Lento. Non riesce a comprendere i tempi nello stretto, si muove a fatica, è meccanico. Non solo. Nelle palle rasoterra dimostra delle lacune preoccupanti specie quando il tiro è sul primo palo. Lo dimostra il gol dell’1-3 della Francia contro l’Italia, gol segnato da Kurzawa:
Il francese entra dalla sinistra e Donnarumma anziché chiudere sul suo palo si preoccupa dell’area piccola cercando di anticipare l’avversario. Errore grave. Porta aperta, prego si accomodi.
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DONNARUMMA, I DIFETTI: NON ESCE SUI PIEDI DELL’ATTACCANTE E RESPINGE SEMPRE NELL’AREA PICCOLA
Non solo. La partita di campionato contro il Pescara, vinta dal Milan per 1-0, ha vissuto sulla sfida personale tra Donnarumma e Memushaj. L’incontro ha mostrato una seconda debolezza del giovane portiere del Milan: il numero 99 tende a respingere sempre la palla nell’area piccola intervenendo a mano aperta e non di pugno
Questo in genere porta a situazione come quella di Manaj che appostato in area buca Donnarumma. Il gol poi venne annullato per un fuorigioco sacrosanto ma se gli avversari capiscono che questa è una debolezza conclamata allora possono studiare contromosse pericolose per il Milan.
DONNARUMMA, I DIFETTI: LA SINTESI NELLA PARTITA PERSA CONTRO IL GENOA
Un altro problema di Donnarumma è emerso nella partita persa 3-0 in casa del Genoa. Anzi. Due problemi. Il secondo, già emerso con Manaj, è l’incapacità di buttarsi sui piedi dell’avversario aspettando il suo tiro. E questo porta al gol del 3-0 firmato da Pavoletti. Il primo, per certi aspetti peggiore, è legato alla rete del vantaggio di Ninkovic. Detto che al momento del cross di Rincon Honda tiene in gioco tutti, il serbo di testa colpisce bene ma la palla comunque batte sul campo prima di entrare in porta. Donnarumma non legge bene la situazione, si perde il controbalzo e si lascia bucare, sempre sul primo palo.
Gianluigi Donnarumma in prospettiva può essere una risorsa per tutto il Milan. Allo stesso tempo non possiamo dimenticare che si tratta pur sempre di un ragazzo di 17 anni e che gonfiarlo oltremodo per qualche buona prestazione è controproducente sia per lui sia per il calcio italiano. Questi sono alcuni dei suoi difetti. Se vogliamo un portiere della Nazionale efficace allora toccherà lavorarci e non limitarsi all’applauso. Altrimenti si perderà come tanti prima di lui.


