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Massimo Ferrero, l’elogio a Muriel e il messaggio: “Ve la pigliate nel…”

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Massimo Ferrero e Luis Muriel. Una coppia di fatto destinata a durare fino a quando le casse della Sampdoria non avranno necessità di soldi freschi. Il colombiano a Genova sembra ritrovato. Er Viperetta dopo una stagione difficile incassa i frutti del suo lavoro. Nella pancia di Marassi al termine di Sampdoria-Sassuolo, vinta dai blucerchiati in rimonta per 3-2 il presidente si è lasciato andare a un’euforia diversa. Più cattiva. Più sincera. Dopo mesi di illazioni, di commenti, di giudizi negativi sul suo operato e sulla sua solvibilità Massimo Ferrero ha risposto all’intero mondo del calcio con una frase: “E mo ve la pigliate nel cu…”. Insomma. Ci siamo capiti.

MASSIMO FERRERO, IL VIDEO DELLA RISPOSTA A CHI CRITICAVA MURIEL

Ma con chi ce l’aveva Massimo Ferrero? In primis con chi ha commentato negativamente l’arrivo a Genova di Luis Muriel. L’attaccante colombiano è arrivato nel gennaio 2015 dall’Udinese con la nomea del campione incapace di applicarsi. Nelle movenze ricorda Ronaldo, quello vero, Luis Nazario da Lima. Implacabile con la palla al piede, letale nello stretto, con un’intelligenza tattica senza pari. Le uniche differenze? Due. “Ronnie” era più veloce nell’allungo. E Muriel ha sempre avuto difficoltà a mantenere uno standard da atleta. Lo ha confermato lui stesso in un’intervista in cui spiegava che le voci sul suo peso a Udine erano dicerie. E che quello di Genova doveva essere l’anno.

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LUIS MURIEL: “GRAZIE A FERRERO E ALLA SAMPDORIA”

C’è chi ingurgita di tutto ed è secco come un chiodo, tipo Cuadrado -ha spiegato Luis Muriel alla Gazzetta dello Sport mentre io appena mangio un po’ di più ingrasso: è genetica. Non nego che mi piace, ma per fortuna non amo i dolci, da piccolo ero allergico alla cioccolata. Certo, scoprire le trofie al pesto non è stato un aiuto“. Un giocatore “ostaggio” delle trofie che a Genova ha trovato una nuova chance, grazie sopratutto, e lo dice lui stesso, a Massimo Ferrero: “Ero infortunato, Samp e Udinese dovevano accordarsi sul prezzo: facevo fisioterapia, telefonavo, aspettavo e mi disperavo, tutto lì dentro. ‘A Udine non torno, piuttosto vado in Colombia’, e Ferrero sempre la stessa frase: ‘Tranquillo, resti qui’ “.

MASSIMO FERRERO, 100 MILIONI DALLE CESSIONI IN DUE ANNI E UNA SQUADRA MIGLIORE

Massimo Ferrero è un personaggio fuori dalle righe. Forse troppo per un mondo del calcio compassato e abituato a certi schemi. Allo stesso tempo ha dimostrato di essere uomo di mondo. La Sampdoria ha speso 12 milioni di euro per Muriel? Va via solo con la clausola. Eder lo vuole l’Inter? 13,5 milioni sul piatto o niente. Un regalo viste le prestazioni del “Cittadino” in nerazzurro. Soriano? Dopo il patatrac col Napoli l’ha venduto al Villarreal per 15 milioni di euro. Al loro posto? Gente più forte. Quagliarella sembra ringiovanito, Schick ha un futuro luminoso come Praet. Linetty e Torreira sono inesauribili e infaticabili. Bruno Fernandes al momento vale quattro Soriano. Massimo Ferrero è il Presidente della Sampdoria e così come a volte è chiamato a rispondere dei suoi fallimenti, a volte è anche tenuto a godere dei suoi successi. Come quello di aver incassato dalle cessioni 100 milioni di euro in due anni ottenendo in cambio una squadra più forte di quando è arrivato a Corte Lambruschini.

UNO STILE ESTREMAMENTE DIVERSO DA QUELLO DI PAOLO MANTOVANI. IL MESSAGGIO? LO STESSO

Paolo Mantovani il giorno della vittoria del Campionato 1990/1991 disse al giornalista che gli chiese se lo scudetto fosse un premio per la città di Genova rispose severo:

No, è una vittoria esclusivamente della Sampdoria

Massimo Ferrero con il suo “e mo ve la pigliate nel cu…” ha dimostrato di non avere, forse, la stessa classe di Paolo Mantovani. Ma il messaggio è lo stesso.

 

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