Milan, il closing è stato rimandato. Ancora. Scadenza al 31 marzo. Fininvest ha accordato un nuovo rinvio a Sino Europe Sports, il nome che identifica i “cinesi” che fanno capo a Yonghong Li. Costoro non avrebbero trovato i soldi, ammesso che ci siano mai stati. China Huarong e China Merchant Bank, entità incluse teoricamente nella cordata che avrebbe rilevato la società da Silvio Berlusconi, hanno smentito categoricamente ogni coinvolgimento. China Huarong ha liquidato la questione con un “non sappiamo chi sia Sino Europe Sports“. Ancora più dolorosa la posizione di China Merchant: “Siamo quotati in borsa, siamo obbligati alla trasparenza“. I dubbi non si placano. E Ultimometro esprimeva perplessità già nell’agosto 2016.
MILAN, CLOSING RINVIATO E ACQUIRENTI CHE NON RISPONDONO AL TELEFONO
Allora? Il Milan rimanda il closing. Gli investitori sono sconosciuti. La cordata esiste ma non esiste. Marco Fassone, Amministratore Delegato designato dalla nuova proprietà, non riesce a mettersi in contatto con i compratori. E per avere una proroga questi dovranno versare altri 100 milioni. 300 milioni versati per non avere ancora acquistato la società. 300 milioni su 720, di cui 220 milioni di debiti. Come avrebbe fatto Sino Europe Sports a non trovare i soldi versando, eventualmente, oltre il 50 per cento del valore del Milan al netto della situazione debitoria? Queste sono le domande che girano sul web da parte di tifosi che iniziano a malignare sulla reale entità della cordata cinese disposta ad acquistare il Milan.
MILAN, LA CAPARRA DEL CLOSING COME VIENE TASSATA?
Concentriamoci sulla cosiddetta “caparra”. Sino Europe Sports ha versato al Milan 200 milioni di euro. Ora dovrebbero arrivare altri 100 milioni con il nuovo rinvio. E siamo a 300. Alcuni tifosi si chiedono se questi soldi sono tassati e cosa prevede la legge italiana a proposito. Domanda legittima, in un mondo in cui per cambiare una banconota di grosso taglio è obbligatorio recarsi in una filiale del proprio circuito bancario per incrociare i propri dati con quelli del conto corrente. Il governo di Pechino aveva detto no all’operazione ritenendola non strategica. Inoltre i 100 milioni della seconda caparra provenivano dalle Isole Vergini Britanniche.
CAPARRA CONFIRMATORIA, DI COSA SI TRATTA
Allora come funziona la tassazione della caparra versata finora da Sino Europe Sports al Milan? Dipende. Se si dovesse trattare di una caparra confirmatoria determinante sarebbe la mancata formalizzazione di una vendita per inadempienza dell’acquirente. Spiega Fisco Oggi:
Di norma, la caparra confirmatoria, avendo funzione risarcitoria del danno in caso di inadempimento ingiustificato, non costituisce corrispettivo dell’operazione (articolo 1385 del codice civile). Non assume, pertanto, alcuna rilevanza ai fini delle imposte dirette fino al momento in cui è imputata in conto prezzo, originando solo in tale momento ricavi tassabili
- Caparra confirmatoria – in caso di recesso la parte lesa può richiedere , l’adempimento del contratto, l’annullamento del contratto o applicare il diritto di ritenzione per il venditore o la restituzione del doppio per il compratore oltre eventuali danni.
- Acconto prezzo – in caso di recesso non c’è applicazione di penale e si restituiscono i soldi, salvo la richiesta di danni da parte di chi si ritiene tale.
- Caparra penitenziale – viene già stabilita la penale nel caso di recesso, la caparra, e come per la confirmatoria si applicherà il diritto di ritenzione o la restituzione del doppio, senza null’altro a pretendere.
Nello specifico la caparra confirmatoria prevede che
Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l’altra può recedere dal contratto, ritenendo
la stessa.
Se invece il Milan non volesse più vendere a Sino Europe Sports, ovvero se Berlusconi dovesse dire no ai cinesi, Fininvest dovrebbe restituire, sempre secondo la Legge, il doppio della caparra ottenuta. Quindi 400 milioni di euro.
CAPARRA CONFIRMATORIA NON SOGGETTA A PAGAMENTO DELL’IVA SE L’ACQUIRENTE RISULTA INADEMPIENTE
Allora per la tassazione della caparra del Milan? Redazionefiscale spiega che secondo le norme attualmente in vigore allegate al testo unico sull’imposta di registro
“la corresponsione di somme a titolo di caparra confirmatoria, comporta l’applicazione dell’imposta proporzionale di registro nella misura dello 0,50 per cento, di cui all’art. 6 della tariffa parte prima allegata al D.P.R. n. 131/1986”.
Da un punto di vista fiscale, invece, la caparra confirmatoria riveste una funzione risarcitoria in quanto è finalizzata ad indennizzare il soggetto che ha subito l’inadempienza.
Pertanto, tale somma non deve essere assoggettata IVA. Se è contrattualmente previsto il pagamento di una caparra confirmatoria, questa deve essere imputata a garanzia del pagamento del prezzo e assoggettata a Iva solo al momento del pagamento a saldo, per avvenuta consegna del bene
Questo è lo stato dell’arte. Cosa succederà al Milan in caso di closing? Ci sarà mai? Come verrà tassata la caparra?



