Rooftopping, che cos’è? Con questa parola s’intende la moda di scattarsi delle fotografie sulla cima di un edificio, che sia un grattacielo o un semplice palazzo. Il gioco è suggestivo ed è rivolto sopratutto a coloro che hanno il fegato di farlo. Come ad esempio i Night Scape, un gruppo di ragazzi specializzato in questo tipo di missioni. E l’ultima in ordine di tempo ha dell’incredibile: arrampicarsi sopra il grattacielo del complesso “Canary Wharf”, il secondo più alto del Regno Unito, a 235 metri di quota. Scatenando un putiferio.

ROOFTOPPING A LONDRA, IL VIDEO
I protagonisti di questo video sono entrati una notte nel grattacielo di Canary Wharf e sono riusciti ad eludere la sicurezza arrivando fino al tetto. Una volta lì si sono arrampicati sulla “piramide” che sovrasta il palazzo e da lì si sono scattati dei “selfie” immortalando la bellezza di Londra catturandone le luci dell’East End. Uno spettacolo che premia l’impegno e il coraggio dei ragazzi. Questi, una volta conclusa la loro missione, sono scesi dal tetto e sono usciti dal palazzo correndo in strada verso nuove avventure. La missione se da un lato è ritenuta coraggiosa e meritevole di lode dall’altro ha creato numerosi problemi alla sicurezza del Canary Wharf. Perché il “rooftopping” è bello ma in questo caso qualcuno ha pagato, o rischia di pagare, tale atto di coraggio.
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ROOFTOPPING A LONDRA, IL PROBLEMA SICUREZZA
Il sito “LBC” ha raccolto le voci provenienti dallo staff del grattacielo di Canary Wharf e sicuramente qualcuno pagherà per questa missione. I ragazzi sono arrivati sulla cima del secondo grattacielo del Regno Unito senza farsi vedere trasformando il loro amore per il “rooftopping” in un grave problema di sicurezza. In un’epoca di terrorismo e di paura per il futuro la scoperta che sia così facile accedere a un obiettivo tanto sensibile ha creato scalpore. Un portavoce dell’area, privata, ha dichiarato che la proprietà sta “indagando sull’ingresso illegale avvenuto nel grattacielo. Prendiamo con estrema serietà ogni minaccia alla sicurezza dell’area. Investiamo nella sicurezza e verifichiamo lo stato della sorveglianza a cadenze regolari. Inoltre abbiamo condotto un’inchiesta interna per capire come sia potuto accadere tutto questo”.



