Kim Jong-Nam, fratellastro del Supremo Maresciallo della Corea del Nord Kim Jong-Un, non riesce a riposare neanche da morto. La polizia della Malesia ha denunciato numerosi tentativi di furto del cadavere, sorvegliato all’obitorio di Kuala Lumpir. Le forze dell’ordine locali hanno parlato di diversi tentativi di manomissione del cadavere. Annunciate contromisure prese a tutela del corpo e delle indagini.

KIM JONG-NAM, IL VIDEO DELLA MORTE
Dal video registrato da una telecamera di sorveglianza si possono vedere gli ultimi istanti di vita di Kim Jong-Un. L’uomo, in un abito color carta da zucchero, sta per stampare la sua carta d’imbarco durante un transito all’aeroporto di Kuala Lumpur. A un certo punto viene bloccato da una donna mentre un’altra, la famosa ragazza con la scritta LOL sulla maglietta da dietro passa le sue mani sul volto dell’uomo. Le due subito dopo si allontanano verso direzioni opposte mentre Kim Jong-Nam chiede aiuto denunciando l’accaduto. Il fratellastro di Kim Jong-Un morirà pochi minuti dopo nell’infermeria dello scalo.
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KIM JONG-NAM, I TENTATIVI DI FURTO DEL CADAVERE
Dopo l’avvelenamento e il video arriva la notizia del tentativo di trafugamento del cadavere di Kim Jong-Nam. Il sospettato numero uno sarebbe un diplomatico della Corea del Nord coinvolto nella morte dell’uomo. Al momento gli agenti ritengono responsabili o comunque coinvolti nell’omicidio due nordcoreani: il secondo segretario dell’ambasciata Hyon Kwang Song e l’impiegato della compagnia di bandiera nazionale della Corea del Nord, Air Koryo, Kim Uk Il.
KIM JONG-NAM MORTO PER UNA CAREZZA TOSSICA
La Malesia ha sottolineato che Pyongyang non ha collaborato in alcun modo alle indagini. Indagini che hanno portato alla scoperta del modo in cui è stato ucciso l’uomo. Com’è morto quindi Kim Jong-Nam. La donna con indosso la maglietta con scritto LOL, identificata nella ventottenne vietnamita Doan Thi Huong, ha dapprima spalmato le sue mani con una tossina letale e successivamente ha accarezzato con vigore il viso del fratellastro di Kim Jong-Un. Dopo l’attacco è andata a lavarsi le mani per evitare di essere contaminata a sua volta. Al momento non si sa quale sia stata la tossina utilizzata anche perché dall’autopsia non è emerso nulla.



