Romania, le proteste anti-corruzione continuano e si preannunciano nuove manifestazioni a Bucarest e nelle principali città del Paese. La situazione peggiora e si sente aria di rivoluzione. La popolazione è esasperata e il potere politico comincia a scricchiolare sotto il peso dell’indignazione popolare. Il padre dell’ “Ordinatia 13”, il decreto salva corrotti, il Ministro della Giustizia Florian Iordache, è stato costretto alle dimissioni mentre il Presidente del Senato, Calin Tariceanu, verrà processato con l’accusa di frode e di falsa testimonianza.
ROMANIA, LOTTA ALLA CORRUZIONE E ARIA DI RIVOLUZIONE
La popolazione in Romania continua ad assiepare le piazze delle principali città del Paese. Nelle ultime ore si sono visti anche sostenitori del governo di centro sinistra, riuniti davanti a palazzo Cotroceni, casa del Presidente della Repubblica. Il governo guidato dal social democratico Sorin Grindeanu e appoggiato dal leader del centro sinistra Livi Dragnea sta cercando di mantenere la situazione in pugno anche attraverso la discussione in Parlamento di un nuovo provvedimento salva corrotti. Ricordiamo che le proteste sono esplose quando il 31 gennaio scorso alle 22.30 il Parlamento ha depenalizzato il reato di corruzione per danni erariali sotto i 44.000 euro. Tra i “beneficiari” anche lo stesso Dragnea.

ROMANIA, CORRUZIONE E PROTESTE: COME AI TEMPI DI CEAUCESCU
Il Presidente della Repubblica di Romania, Klaus Iohannis, si è sempre schierato dalla parte dei manifestanti. Lo impone la sua storia politica. Nel 2015 venne eletto a seguito di un incendio in una discoteca di Bucarest. Le fiamme uccisero oltre 60 persone e la politica fu accusata di non aver imposto regole di sicurezza nei locali pubblici. Il locale era stato costruito con licenze edilizie irregolari concesse dietro corruzione di funzionari. La situazione sociale nel Paese è difficile e, come detto, c’è aria di rivoluzione. Il sospetto è confermato da Palko Karasz che, sul New York Times, ha raccolto le testimonianze di molti manifestanti intervistati in diverse piazze del Paese. La sensazione è che una buona parte della Romania voglia dire basta con un’intera generazione di politici, tanto da mobilitarsi come solo nel 1989, quando milioni di persone vollero dire basta al regime di Nicolae Ceaucescu.
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ROMANIA, L’ORDINATIA 13 APPROVATA DI NOTTE
La corruzione non è un problema endemico della sola Romania. Tutta l’Europa dell’Est è sottoposta a questa pratica. Bucarest ha provato a porre un argine a tale malcostume ma il decreto del governo ha causato uno shock nell’opinione pubblica. La depenalizzazione della corruzione è stata presentata come un provvedimento richiesto dall’Europa che chiedeva una maggiore clemenza da parte dell’autorità giudiziaria nei confronti degli accusati di corruzione. Tuttavia Bruxelles chiedeva solamente garanzie nei confronti dei presunti colpevoli, non una depenalizzazione. Il governo, costretto a una frettolosa marcia indietro, è sopravvissuto a un voto di sfiducia e ora pensa a riproporre il decreto incriminato. I rumeni aspettano e sono pronti alla rivoluzione, in caso. Perché per loro la corruzione è un nemico da combattere. A ogni costo.

ROMANIA: TESTIMONIANZE DI CORRUZIONE: “SE UN MEDICO NON CHIEDE SOLDI IL PAZIENTE NON SI FIDA”
Un dottore di Bucarest, Dan Arama, ha raccontato che negli ospedali del Paese è uso comune chiedere soldi ai parenti dei malati per velocizzare eventuali operazioni o garantire cure migliori. Alcuni medici non hanno curato determinati pazienti fino a quando non hanno visto la tangente. Tale meccanismo è così radicato nella società della Romania che quando un dottore non chiede una tangente il paziente pensa che questi non sia un bravo medico. Una donna di 62 anni ha aggiunto: “Ho pagato 5.000 euro per curare mio marito anche se sapevo che non aveva speranze di rimanere in vita. Qui devi dare soldi a tutti, agli uscieri, alle infermiere, ai dottori. Così era ai tempi di Ceaucescu, così è oggi”.
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ROMANIA, CORRUZIONE E RIVOLUZIONE: “ALCUNI STUDENTI PAGANO GLI ESAMI CON UOVA”
“In questo Paese -continua Ioan- devi pagare per qualsiasi cosa. Devi corrompere qualcuno anche per farti riallacciare la luce se te l’hanno staccata perché moroso. Con la bustarella ho avuto la corrente in tre giorni dopo aver saldato il mio debito. Se avessi seguito le procedure avrei dovuto aspettare tre mesi. Quando ero bambino i politici rumeni sembravano invincibili. Sembrava che la legge non riguardasse loro, per nulla”. Monica, professoressa universitaria, ha concluso: “Mi hanno messo sotto pressione perché avrei dovuto promuovere studenti che non si sono mai presentati a lezione. Mi hanno offerto delle tangenti, ho rifiutato e sono stata sanzionata. Molti miei colleghi guadagnano grazie a compiti venduti sotto banco. Non parliamo solo di soldi. Si paga anche con le uova!”
Questa è la Romania che vuole combattere contro la corruzione. Questa è la Romania disposta anche a una rivoluzione, nel caso.



