Denis Bergamini, suicidio o omicidio? La morte del calciatore del Cosenza, investito da un camion il 18 novembre 1989, non ha mai convinto del tutto. Perché un calciatore professionista avrebbe dovuto uccidersi senza un motivo apparente in un modo tanto cruento? Mistero. A 28 anni dal suo decesso potrebbe arrivare una svolta, l’ennesima, dopo che la procura di Castrovillari ha deciso di riaprire le indagini con l’obiettivo di fare luce sulle ultime ore di Donato Bergamini, conosciuto come Denis.
DENIS BERGAMINI, SUICIDIO O OMICIDIO? LA PERIZIA DEL 1990
Il calciatore del Cosenza venne trovato morto sulla Strada Statale 106 Jonica all’altezza di Roseto Capo Spulico, provincia di Cosenza. Secondo le testimonianze dell’epoca Denis Bergamini si sarebbe buttato tra le ruote di un camion venendo poi trascinato per 60 metri. Nessuno tra le persone più vicine ha mai creduto a questa versione anche perché il corpo non era sporco nonostante quel giorno piovesse e la strada fosse piena di pozzanghere. Inoltre una perizia del 1990 ripresa da Chi l’ha Visto dimostra come Denis Bergamini fu schiacciato dal camion ma in un moto “lento”, incompatibile con la versione di lui lanciatosi sotto il mezzo per essere poi trascinato per 60 metri.
DENIS BERGAMINI, LA PERIZIA DEL 2012, I VESTITI PULITI, LA CATENINA D’ORO INTERA
Cosa è accaduto allora al giocatore del Cosenza? Al momento la magistratura deve ancora mettere la parola fine sulla sua morte. La curva Sud dello stadio cittadino è intitolata alla sua memoria mentre negli spogliatoi c’è un busto raffigurante il calciatore. Sono i ricordi più forti di una vicenda che al momento appare ancora molto, troppo, oscura. I Ris di Messina nel 2012 hanno prodotto una nuova perizia che ha portato a determinare che Denis Bergamini venne investito dal camion quando era giù morto. Per loro è apparso determinante il fatto secondo cui la catenina, le scarpe e l’orologio del calciatore, tutti indossati, avrebbero subito danni se fossero stati “schiacciati” dall’automezzo insieme al calciatore. Invece vennero trovati intatti.
LEGGI ANCHE: Enzo Maiorca e quella bestemmia che cambiò la sua carriera
DENIS BERGAMINI, I DUBBI ALIMENTATI NEGLI ANNI
Il Fatto Quotidiano nel 2013 ripercorse la vicenda di Bergamini a partire dal momento del presunto suicidio. L’unica testimone oculare fu l’allora fidanzata Isabella Internò. Secondo coinvolto nella vicenda fu il guidatore dell’autocarro Fiat Iveco, Raffaele Pisano. Secondo la versione della donna Denis Bergamini le aveva chiesto di scappare alle Hawaii o in Brasile perché stanco del mondo del calcio. Lei si sarebbe rifiutata e lui si sarebbe lanciato sotto il camion gridandole “ti lascio il mio cuore”. Secondo la Procura di Castrovillari invece si sarebbe trattato di un omicidio per motivi passionali. I vestiti di Denis Bergamini vennero bruciati anziché essere restituiti alla famiglia. Isabella Internò avrebbe telefonato a Gigi Simoni, all’epoca tecnico del Cosenza, e al calciatore compagno di squadra del fidanzato Francesco Marino prima di chiamare i soccorsi. Poi ci fu la Maserati lavata, i rilievi effettuati in maniera non ottimale, la morte di due magazzinieri del Cosenza sempre sulla statale 106.
L’INDAGINE DEL 2013 E L’ARCHIVIAZIONE DEL 2014: “TOTALE ASSENZA DI PROVE”
Michele Padovano disse che quel 18 novembre 1989 Denis Bergamini ricevette una telefonata alle 15.30. Il giocatore lasciò il ritiro per andare a Roseto Capo Spulico, luogo in cui morirà. Dalle indagini emerse anche che il calciatore aveva lasciato Isabella Internò, oggi sposata con un poliziotto. Queste evidenze e tutto ciò che ne conseguì vennero “spente” dall’archiviazione richiesta dalla Procura di Castrovillari nel 2014. Perché? Mancavano prove a carico sia di Isabella Internò sia di Raffaele Pisano. L’accusa erano di concorso in omicidio, favoreggiamento e false dichiarazioni. E ora, dopo tre anni, si torna a parlare di lui con la richiesta dell’apertura di una nuova indagine da parte della Procura di Castrovillari.
LA RICHIESTA DI UNA NUOVA INDAGINE: “CI SONO ALTRI ELEMENTI”
Secondo il Procuratore Eugenio Facciolla sarebbero emersi elementi che permettono un nuovo esame dei fatti e altre cose “non valutate completamente”. Ripetiamo che nel 2014 l’inchiesta venne archiviata perché “dall’esame del copioso materiale investigativo e dalla disamina dei vari accertamenti eseguiti, è emersa l’infondatezza della notizia di reato, da intendersi come assoluta mancanza di elementi di prova efficacemente rappresentativi della sussistenza del delitto“. Chissà se ora si riuscirà a capire se la morte di Denis Bergamini è stato un suicidio o un omicidio. (Photocredit copertina Wikipedia – Pubblico dominio)



