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Romania, ancora proteste contro il decreto salva corruzione – LE FOTO

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Romania, continuano le proteste contro il decreto salva corruzione. Le foto scattate in tutto il Paese dimostrano come la partecipazione popolare sia immensa, paragonabile a quella che nel 1989 portò alla destituzione di Nicolae Ceaucescu. Dopo sette giorni sono ancora 25.000 le persone che affollano Piata Victoriei, Piazza Vittoria, cuore di Bucarest. Questa volta non si chiede solo l’addio al decreto salva corruzione. No. La richiesta è molto più alta. Si vogliono le dimissioni del governo di Sorin Grindeanu.

ROMANIA: RITIRATO IL DECRETO SALVA CORRUZIONE. MA NON BASTA

L’esecutivo in carica non è più ritenuto in grado di gestire il Paese. Il New York Times ha riportato le parole dell’attuale Primo Ministro che ha confermato come il decreto legge salva corrotti sia stato ritirato dal Parlamento il 5 febbraio. Allo stesso tempo si teme che questo non sia che un tentativo finalizzato a “prendere tempo” in attesa di un momento più propizio. Come detto, la norma che depenalizza la corruzione permette a chi ha compiuto un danno erariale inferiore ai 44.000 euro di farla franca. Tra gli “interessati”, a quanto pare, c’è anche il segretario del Partito Democratico Rumeno Liviu Dragnea. E i manifestanti temono che il provvedimento possa tornare.

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ROMANIA: CONTINUANO LE PROTESTE: LE FOTO

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ROMANIA: LA PIAZZA PROTESTA, NON SI FIDA DELL’ATTUALE GOVERNO

Lo scorso due febbraio il Ministro del Commercio Florin Jianu ha rassegnato le proprie dimissioni denunciando un problema etico rispetto ai provvedimenti presi dal suo esecutivo. Contestualmente Grindeanu avrebbe dato mandato al ministro della Giustizia  Florin Iordache di scoprire se ci sono stati dei problemi nel processo di comunicazione tra Governo e cittadini circa gli effetti benefici della norma salva-corrotti. I manifestanti ritengono che questo sia un modo per scaricare le colpe su una sola persona. Tale timore, sommato al pensiero di un ritorno sotto una nuova veste della legge incriminata, ha portato la piazza a chiedere le dimissioni del governo guidato da Sorin Grindeanu. Ad aggravare le cose la consapevolezza dell’approvazione di questa norma avvenuta alle 22.30 del 31 gennaio 2017. Per alcuni, la prova da parte dell’esecutivo di voler far passare tale documento sotto traccia.

ROMANIA: ANCHE VICTOR PONTA COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DALLE PROTESTE

La Romania ha conosciuto vibranti proteste di piazza già nei mesi scorsi. Un moto spontaneo ha spinto alle dimissioni, nel novembre 2016, l’allora Primo Ministro democratico Victor Ponta. Anche lui fu accusato di aver voluto favorire la corruzione. La causa scatenante delle manifestazioni fu un incendio in un locale di Bucarest che causò la morte di 64 persone. I cittadini lamentarono scarsa trasparenza e fenomeni di corruzione in ottica di un risparmio sulla sicurezza. Nel dicembre 2016 si tornò alle urne e vi fu una nuova vittoria dei democratici che rimasero al potere con Sorin Grindeanu mentre il leader del movimento, Liviu Dragnea, era ineleggibile a causa di alcune condanne per frode elettorale.

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