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Barcellona dice basta agli alberghi in centro: “Si rischia la morte della città”

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Barcellona, alberghi in centro? No grazie. La città catalana ha deciso di dire basta alla costruzione di nuovi hotel nel centro città. Si esaudisce così una delle promesse elettorali del sindaco Ada Colau, eletta con Podemos. D’ora in poi sarà possibile costruire nuove strutture turistiche come hotel e alberghi solo nella parte periferica di Barcellona. La normativa è attualmente in vigore. La scelta si è resa necessaria al fine di “riportare ordine in una città che si dirigeva verso il caos”.

BARCELLONA, ALBERGHI E TURISMO: 7,6 MILIONI DI ARRIVI. TROPPI

Barcellona è alle prese con il turismo low cost ma non sono molti i cittadini che apprezzano la situazione. Nel 2015 in città ci sono stati 7,6 milioni di turisti. Un numero enorme, pari a quattro volte quello dei residenti. Zaino in spalla, cartina, ciabatte e via a scoprire una città tra le più interessanti del Mediterraneo. I locali però non ci stanno. Chiedono tranquillità, pulizia e decoro. E se dovessero ridursi i turisti in città tanto meglio. Lo dimostrano le posizioni dei numerosi comitati di quartiere sorti negli ultimi anni. Del resto Ada Colau è stata eletta, tra le altre cose, proprio grazie alla promessa di porre un freno al turismo dilagante.

BARCELLONA, ALBERGHI E CASE ILLEGALI: “SI FANNO FINO A 35.000 EURO IN NERO L’ANNO”

Inoltre c’è un problema legato a Airbnb. Euronews ha raccolto le testimonianze di numerose persone il cui compito è quello di stanare coloro che affittano illegalmente e in nero un appartamento sulla piattaforma web. In genere qualcuno prende in affitto un appartamento e successivamente lo mette a disposizione degli utenti su Airbnb con un facile guadagno. Il tutto avviene in nero e senza pagamento di tasse. Non solo. Spesso i contratti d’affitto riportano i dati di persone decedute. Così facendo si possono ottenere dai 25 mila ai 35 mila euro l’anno a seconda della superficie. Le indagini hanno portato, inoltre, alla scoperta di persone che da sole gestivano anche 50 appartamenti.

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BARCELLONA, ALBERGHI E RESIDENTI: TUTTI CONTRO I TURISTI

 

 

Il divieto alla costruzione di nuovi alberghi a Barcellona ha portato allo stop di 30 progetti edilizi che sembravano già avviati. Questo stop rischia di alimentare il fenomeno degli affitti illegali specie nel centro storico. Come nel quartiere di Barceloneta dove sono circa 1.500 le case affittate in nero ai turisti. I residenti lamentano schiamazzi, ubriachezza molesta e nudità per strada. Poi ci sono quelli che dormono sui marciapiedi, quelli che urinano o fanno di peggio alla fermata dell’autobus. Una selva di personaggi i cui comportamenti rovinano la qualità della vita nel quartiere.

BARCELLONA SPENDE 1,4 MILIONI DI EURO L’ANNO PER TENERE PULITE LE SPIAGGE

E se si pensa che i turisti rappresentino una risorsa è anche necessario pensare che possono rivelarsi un problema. Il Comune di Barcellona spende ogni anno 1,4 milioni di euro l’anno per la sola pulizia dei quattro chilometri di spiagge della città. Tutta colpa di coloro che a ogni ora del giorno e della notte arrivano bottiglie in mano per divertirsi qualche ora. In centro il valore degli immobili è salito al punto che molti negozi sono costretti a chiudere in quanto non più in grado di pagare l’affitto degli stessi. Allora la città si trasforma ma c’è chi teme per il futuro. Con l’arrivo dei croceristi che restano qualche ora e se ne vanno senza spendere, con gli ubriachi e l’esplosione del turismo low cost Barcellona rischia di perdere la sua identità e la sua vocazione di centro economico e culturale.

O SI CAMBIA O BARCELLONA MUORE

La mossa di Ada Colau va vista come nel tentativo estremo di evitare che la città venga distrutta, che si disperda il tessuto economico e sociale della stessa, che il turismo torni a essere una risorsa e non un problema. Perché di troppo turismo si muore con il consumo di ogni risorsa. E Barcellona rischia di fare una brutta fine. (Photocredit copertina Sergi Larripa (User:SergiL) – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=170372)

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