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Donald Trump taglia i finanziamenti all’Onu e alle associazioni pro Palestina

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Donald Trump dopo il muro dice basta all’Onu e alle associazioni che riconoscono la Palestina. Il Presidente degli Stati Uniti ha mantenuto un’altra promessa. In campagna elettorale aveva detto che l’approccio degli USA verso le Nazioni Unite sarebbe cambiato con il suo arrivo alla Casa Bianca. E infatti, secondo fonti provenienti da Washington, “The Donald” sarebbe pronto a due ordini esecutivi che prevedono una riduzione dei finanziamenti all’Onu e la conseguente abrogazione di alcuni trattati multilaterali.

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DONALD TRUMP, TAGLI ALL’ONU E A CHI SOSTIENE LA PALESTINA

Donald Trump taglia i finanziamenti all’Onu e in un certo senso risponde all’amministrazione di Barack Obama che astenendosi alle Nazioni Unite aveva portato alla condanna di Israele per la sua politica in Medio Oriente. La Casa Bianca ipotizza un taglio dei finanziamenti a ogni agenzia dell’Onu e a ogni altra organizzazione internazionale che in cui l’Autorità Nazionale Palestinese ha un seggio autonomo. Quindi Donald Trump taglia finanziamenti a chi riconosce la Palestina. Niente più soldi, inoltre, ad agenzie che sostengono programmi in favore dell’aborto o che possono aggirare le sanzioni americane contro Iran e Corea del Nord.

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DONALD TRUMP, TAGLI ALL’ONU, AI CASCHI BLU E AL TRIBUNALE INTERNAZIONALE

Donald Trump, secondo il New York Times, avrebbe deciso il taglio del 40 per cento dei finanziamenti americani destinati alle organizzazioni internazionali. Una commissione specifica individuerà le zone in cui tagliare con una particolare attenzione per le missioni dei caschi blu, il Tribunale Penale Internazionale, i fondi di sviluppo per programmi contrari alle politiche della Casa Bianca. A oggi gli Stati Uniti pagano il 29 per cento del conto complessivo dei caschi blu Onu in giro per il mondo. Donald Trump vorrebbe scendere al 25 per cento, cifra definita dagli accordi internazionali, per un risparmio complessivo di 300 milioni di dollari l’anno.

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ANTONIO GUTERRES, IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU, HA UN PROBLEMA

Finora l’Onu tace. Antonio Guterres, nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite, dovrà trovare un delicato equilibrio tra potenze. Gli Stati Uniti lasciano il campo a nuovi attori che potrebbero essere Russia e Cina. In questo modo però gli equilibri rischiano di saltare. E se a pagare dovessero essere il Tribunale Internazionale e il corpo dei Caschi Blu, si avrebbe per la seconda volta nella storia un superamento dell’Onu, già Società delle Nazioni. E questo sarebbe un problema, per tutto il Pianeta. Ma forse, e questo lo dice la storia, un organismo del genere è destinato a soccombere alle pulsioni nazionali.

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