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Il Bonus Cultura da 500 euro? Un flop. “Usati solo 18 milioni di euro”

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Bonus Cultura da 500 euro. Un flop che rischia di pesare sulla reputazione del governo di Matteo Renzi. Il provvedimento mirava a dare un bonus spesa ai neomaggiorenni da dedicare ad attività culturali. I ragazzi però non l’hanno fatto. In pochi si sono iscritti al portale e ancora meno sono quelli che hanno usato il denaro. Le colpe? Molteplici. La certezza? Una sola. Il Bonus Cultura non ha funzionato nonostante l’esecutivo abbia prolungato tempi e modalità d’iscrizione da parte degli aventi diritto.

BONUS 500 EURO 18ENNI COME RICHIEDERLO

Il progetto del Bonus Cultura era chiaro. A tutti coloro che sono nati nel 1998 e che sono diventati maggiorenni nel 2016 lo Stato avrebbe offerto 500 euro sotto forma di voucher e buoni sconto da usare e spendere in attività convenzionate. Parliamo di librerie, cinema, teatri, sale concerti e altre realtà connesse al mondo della cultura presenti su tutto il territorio nazionale. Un progetto ambizioso, voluto tra gli altri da Matteo Renzi. Gli aventi diritto si iscrivono al sito www.18app.it, richiedono SPID, il Sistema Pubblico d’Identità Digitale e ottengono i voucher da usare in attività convenzionate. Il percorso sembra semplice. Ma non lo è stato. Anzi.

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BONUS 18 ANNI APP

Partiamo dal sistema d’identità digitale dello Stato. Secondo l’Istat in 572.437 hanno compiuto 18 anni nel 2016. Di loro solo 286.095 avevano a disposizione un profilo digitale, dati dell’AGID, Agenzia per l’Italia Digitale. La metà. Mica male per una generazione di “nativi digitali”. Molti ragazzi hanno lamentato difficoltà evidenti nell’iscrizione e nell’ottenimento delle chiavi d’accesso. Poi è accaduto che di questi qualcuno si è perso per strada nel tragitto dall’identità digitale all’app. Si perché secondo i dati a disposizione quelli che si sono realmente iscritti a 18app sono 230.000. 56.000 neodiciottenni hanno ottenuto il profilo Spid ma non hanno completato l’iscrizione.

BONUS CULTURA: SPESI A TESTA 80 EURO DEI 500 DISPONIBILI

Beffa delle beffe per il bonus cultura, diventato un flop, la scoperta secondo cui questi ragazzi hanno staccato complessivamente 550.000 coupon. 200.000 sono stati usati in negozi fisici, 350.000 sono andati a rivenditori online. Parliamo di poco più di due coupon a testa per una spesa complessiva rispettivamente di 6 e 12,5 milioni di euro. Messi insieme fanno 18,5 milioni di euro. Dividiamoli per 230.000 e scopriamo che mediamente ogni diciottenne che ha usato il Bonus Cultura ha speso 80,43 euro. Su 500 a disposizione. In totale l’esecutivo aveva stanziato per l’iniziativa 290 milioni di euro.

BONUS CULTURA 500 EURO, PALAZZO CHIGI CORRE AI RIPARI

Com’è possibile che sia accaduto tutto questo? Molti lamentano l’assenza di esercizi e attività convenzionate in buona parte d’Italia. Non sapevano come spenderseli. Per questo qualcuno si è venduto i propri voucher in cambio di soldi. La Stampa attraverso una proiezione ha scoperto che in tutta Italia i voucher vengono accettati in 4270 negozi fisici. In sette comuni su 8 non c’è un’attività aderente. A Palazzo Chigi fanno sapere che ci si aspetta un boom per i concerti estivi. Allo stesso tempo la scadenza dei termini d’iscrizione è stata prolungata dal 30 gennaio al 30 giugno 2017. La speranza? Evitare di certificare il flop del bonus cultura. Anche se in realtà appare palese.

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