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Calcio, la Cina perde contro la Siria, i tifosi protestano in strada

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Tempi duri per il calcio in Cina. La Nazionale è stata sconfitta in casa dalla Siria e deve salutare, forse definitivamente, il sogno qualificazione al Mondiale 2018. Uno smacco per un intero Paese. Sia per la classe dirigente, sia per i tifosi che dopo la partita hanno manifestato in strada chiedendo a gran voce le dimissioni del Presidente della locale Federcalcio, Cai Zhenhua. Questo il grido di dolore di centinaia di supporter. Attento calcio italiano, pure in Cina sanno essere esigenti. Se si vince va bene, se si perde ci si accontenta, se accade qualcosa che sconvolge il pubblico si perde la pazienza e si chiede conto dei soldi spesi. Un monito anche a Milan e Inter, il secondo dopo il fallimento del Pavia a opera di un imprenditore che a un certo punto se n’è andato accusando i dirigenti di avergli fatto spendere troppo.

CINA, UN PAESE IN RIVOLTA CONTRO IL CALCIO

La situazione è senza dubbio curiosa. In Cina il calcio viene visto come business, o almeno questa è l’immagine che arriva attraverso i media europei. Invece esiste un nutrito sostegno da parte della popolazione attirata da un lato dalle “figurine” mondiali e dall’altro attenta a valutare la prestazione dei propri calciatori. La rivoluzione cultural-sportiva di Xi Jinping, attuale Presidente cinese, appassionato di calcio, ha fatto breccia nel Paese. Forse troppo visto che ora si chiedono le dimissioni del Presidente della Federazione e ci si lamenta sull’uso spregiudicato dei soldi pagati dai contribuenti. Tutta colpa di quella sconfitta maturata martedì sei ottobre in casa per mano della Siria.

“PRIMO TEMPO DOMINATO”

Che poi a leggerli bene i commenti ripresi dal Guardian sono sempre gli stessi, a qualsiasi latitudine. Abbiamo giocato bene, abbiamo dominato, siamo stati pericolosi, ci ha punito un tiro estemporaneo. A riprova del fatto che il calcio è molto più semplice di quanto si possa pensare e che bisogna allontanare i cosiddetti “scienziati della panchina”. Erano in 4000 a seguire la Cina giocare contro la Siria a Xi’an. Il pubblico, ripreso da un quotidiano locale, ha anche apprezzato il dominio territoriale della Nazionale.

IL GOL DELLA SIRIA E LE GRAVI LACUNE TECNICHE DELLA CINA

Nel secondo tempo però è accaduto l’impensabile. Mahmoud Al-Mawas manda in vantaggio i suoi con un gol che rivelerà determinante. Che poi a guardare l’azione si capisce molto del calcio cinese, nonostante i milioni spesi. Cross da metà campo del capitano della Siria verso Al-Mawas che scappa tra le linee in contropiede, sfrutta un’uscita criminale del portiere e segna a porta vuota con la difesa alta e totalmente fuori posizione. Ah, la Siria si è mangiata altri due gol in contropiede.

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L’AGENZIA XINHUA SEVERA: SIAMO ALL’ORLO DELL’ELIMINAZIONE DA RUSSIA 2018

Altro che le accademie costruite negli ultimi anni in giro per il Paese. Altro che il sogno di vincere il Mondiale 2030 in casa. Altro che i fiumi di denaro spesi per pagare calciatori o comprare squadre. No. Basta il gol di un giocatore rappresentante di uno Stato dilaniato dalla guerra per dare il via allo psicodramma. A metterci il carico è stata l’agenzia di stato Xinhua che ha parlato apertamente di una Cina all’orlo dell’eliminazione dalle qualificazioni a Russia 2018 mentre il giornalista sportivo Dong Lu ha parlato di un gioco degno di una squadra amatoriale.

UN PUNTO IN TRE PARTITE, SI FA DURA

La Cina al momento è inserita nel gruppo A del terzo turno di qualificazione insieme a Iran, Corea del Sud, Uzbekistan, Siria e Qatar. Dopo tre giornate i giallorossi sono quinti a un punto, frutto del pareggio contro l’Iran primo a 7 punti insieme alla Corea del Sud e al momento qualificate al Mondiale. Terzo posto momentaneo per l’Uzbekistan a 6 punti con prospettiva di qualificazione ai playoff. Ci vorrebbe quindi un miracolo per vedere una Cina in corsa almeno per il turno successivo. Nel Paese lo sanno e hanno deciso di dare sfogo a tutta la loro rabbia.

“IL TECNICO DELLA SIRIA GUADAGNA 2000 YUAN AL MESE, I NOSTRI MILIONI”

Il primo a pagare secondo i tifosi dovrebbe essere il Presidente della Federazione, Cai Zhenhua. I supporter sui social hanno anche accusato i propri giocatori di aver perso contro una squadra rappresentante di un Paese lacerato dalla guerra e guidata da un tecnico che guadagna 2000 yuan al mese, circa 300 euro, in risposta ai milioni della nazionale giallorossa. Altri invece accusano lo Stato di buttare via i soldi dei contribuenti in prestazioni indecorose. Qualcuno chiede il licenziamento di Gao Hongbo, attuale tecnico della Nazionale, sostituito da Lang Ping, ct della nazionale femminile di pallavolo.

I TIFOSI SONO TALI OVUNQUE

Il rischio, anche per l’Italia, è che il pubblico cinese possa manifestare un’insoddisfazione sempre crescente per quanto riguarda il calcio anche a causa delle prestazioni insufficienti della Nazionale. Giocatori strapagati, squadre ricchissime, dirigenti assetati di potere sconfitti da una squadra inferiore, espressione di un Paese in guerra, sottostipendiata ma piena di orgoglio. Una storia che affascina i cinesi come affascinerebbe un tifoso italiano e che dimostra come la filosofia di un tifoso sia la stessa in qualsiasi parte del mondo.

 

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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