L’Isis ucciderà i gatti in Iraq per una fatwa pronunciata dal consiglio dello Stato Islamico. Ad essere colpita è la città di Mosul, roccaforte dell’organizzazione. I soldati del Califfato hanno il compito di uccidere i felini e di vietarne l’allevamento. Spaventoso, vero? Peccato che sia una bufala bella e buona. Non è così difficile capire il perché ma visto che la notizia è diventa di dominio pubblico in tutta Italia, e solo in Italia, cerchiamo di valutare la situazione e di capire perché la notizia dell’Isis che uccide i gatti in Iraq è una bufala.

ISIS E I GATTI, LA FONTE DELLA BUFALA
La notizia è stata diffusa in inglese lo scorso 5 ottobre da Iraqi News che a sua volta ha riferito come la notizia sia stata diffusa da Al Sumaria News. Il perché di questa fatwa dell’Isis nei confronti dei gatti? Non è spiegato ma ci si limita a dire che è una decisione presa dal consiglio. Andando a cercare sul sito di Al Sumaria non si trova alcun riferimento a questa notizia. Basta una semplice ricerca sia nella sezione in inglese sia in quella araba. Già questa circostanza dovrebbe far dubitare la stampa italiana circa la veridicità di questa cosiddetta fatwa, l’Isis che ucciderà i gatti in Iraq.
ISIS, I GATTI COME STRUMENTO POSITIVO DI PROPAGANDA
C’è di più. La seconda testata ad affrontare la questione, ed era il 6 ottobre, è stata il Daily Mail. Questa, tuttavia, si è chiesta se la notizia doveva essere considerata autentica anche perché le Nazioni Unite nel 2014 hanno parlato di migliaia di jihadisti reclutati e trasferiti in Iraq e Siria dopo che costoro avevano visto foto di gatti messi vicino ad Ak-47, cinture esplosive e altre armi di vario genere. L’obiettivo dichiarato era quello di accogliere giovani e giovanissimi tra le fila dei militanti dello Stato Islamico. Non solo. Secondo quanto riportato dall’Independent i gatti combattenti venivano indicati come “mewjahids”, una traslitterazione chiara del termine “mujaheddin”, coi mici immortalati tra bombe e granate.
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L’AMORE DEL PROFETA MAOMETTO PER LA SUA GATTA MUEZZA
E per finire c’è un fattore, diciamo così, religioso. Le indagini sui militanti dello Stato Islamico hanno dimostrato come molti dei combattenti siano persone convinte a un livello quasi ossessivo delle ragioni dell’Isis tanto da non riuscire ad esprimere una valutazione critica del loro operato. La religione rappresenta l’unica loro guida e non riescono a discernere l’ideologia dalla realtà. Basta un ragionamento logico relativo al mondo musulmano per creare imbarazzi o difficoltà. Per questo appare strano immaginare dei militanti pronti a uccidere gatti sapendo che nel Corano il Profeta Maometto si tagliò la veste pur di non svegliare l’amata gatta Muezza. Inoltre i piccoli felini sono liberi di girare liberamente nelle moschee e sono trattati con grande rispetto da tutti i fedeli.
Per tutte queste cose la notizia dell’ordine di sterminio dei gatti da parte dei militanti dell’Isis ha il discreto sapore della bufala, peraltro irrispettosa nei confronti del libro sacro.



