L’Euro è diventata a partire dal 2001 la moneta unica dell’Unione Europea, primo passo di un’integrazione politica ed economica finalizzata, almeno secondo gli obiettivi del Trattato di Maastricht, ad accrescere la competitività del Vecchio Continente nei confronti delle potenze economiche emergenti. Tuttavia non tutti i Paesi scelsero di affidarsi alla Moneta Unica. Alcuni lo fecero in maniera automatica come l’Italia. Altri, come la Svezia, decisero di sottoporre l’eventuale adozione dell’Euro alla volontà popolare con un apposito referendum. Gli svedesi decisero il 14 settembre 2003 e vinse il no con il 55,9 per cento dei voti.
EURO, IL REFERENDUM IN SVEZIA DEL 2003
Il referendum sull’Euro in Svezia era molto chiaro nei modi e nei contenuti. In caso di vittoria del “Si” il Paese avrebbe adottato la moneta unica a partire dal primo gennaio 2006 mentre se avesse vinto il “No” il governo si sarebbe impegnato a congelare l’ingresso di Stoccolma nel Exchange Rate Mechanism europeo, ERM, l’accordo europeo di cambio, tanto che ancora oggi la Svezia ritiene tale adesione, condizione imprescindibile per l’adozione dell’Euro, solo volontaria e non obbligatoria.
EURO, LA DOMANDA SULLA SCHEDA
Le schede del referendum sull’Euro riportavano una sola domanda, anch’essa molto chiara: “Ritenete che la Svezia debba adottare l’Euro come moneta”? Come sempre accade in questi casi, la troppa chiarezza aveva portato ad una frammentazione nel sostegno politico. I favorevoli erano riuniti sotto il vessillo “Sweden for Europe” mentre i contrari appartenevano alle fazioni sia di estrema destra sia di estrema sinistra. I partiti tradizionali avevano un atteggiamento ondivago così come i socialdemocratici che risultavano spaccati al loro interno.
EURO, LE PERCENTUALI DEL NO E DEL SI
La Svezia è entrata nell’Unione Europea nel 1995 con l’obbligo di unirsi all’Eurozona. Il governo avrebbe seguito questa strada ma fu costretto a chiedere un referendum vista la posizione delle forze politiche di opposizione. La consultazione portò ad un’altissima adesione, pari all’82,6 per cento degli aventi diritto per un totale di 5.843.788 elettori. I “no” furono la stragrande maggioranza con il 55,9 per cento dei consensi pari a 3,265,341 voti. I “si” furono invece 2,453,899, pari al 41 per cento dei voti.
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A FAVORE DELL’EURO SOLO HAPARANDA E KUNGSBACKA
Le uniche regioni nel Paese favorevoli all’Euro furono Stoccolma e Scania, quest’ultima la più vicina alla Danimarca e quindi al resto del Continente. Le uniche città a favore dell’Euro furono Kungsbacka e Haparanda, quest’ultima direttamente confinante con l’Eurozona. Il “no” vinse nel resto del Paese. Questo referendum rappresentò forse la prima vera picconata al potere europeo, 13 anni prima della Brexit. Il colpo non passò sotto silenzio. L’Europa perse improvvisamente un importante mercato mentre gli svedesi, scegliendo di mantenere la Corona come moneta nazionale, puntarono sulla continuità.
LA MORTE DI ANNA LINDH
Eurobarometro nel 2003 commentò con amarezza il risultato del Referendum sull’Euro in Svezia spiegando come, a suo dire, la vittoria del “no” fosse “inspiegabile”. Certo, probabilmente molto fu dovuto alla morte tre giorni prima della consultazione del Ministro degli Esteri svedese Anna Lindh, morta l’11 settembre a seguito di un’aggressione a colpi di coltello avvenuta il giorno prima in pieno centro a Stoccolma. La donna, sostenitrice dell’ingresso della Svezia nell’area Euro, stava acquistando dei vestiti per partecipare ad un dibattito televisivo quando venne aggredita da uno sconosciuto. Il Ministro era privo della scorta, così come lo fu Olof Palme, primo ministro assassinato nel 1986.
LE COINCIDENZE CON L’OMICIDIO DI JO COX
Per l’omicidio di Anna Lindh venne arrestato e condannato all’ergastolo Mijailo Mijailović, svedese di origine serba, che parlò di un attacco non premeditato mentre la Corte stabilì per l’uomo l’incapacità d’intendere e di volere. La morte di Anna Lindh a tre giorni dal Referendum sull’Euro ricorda l’assassinio di Jo Cox, deputato laburista inglese uccisa a Leeds il 16 giugno a sette giorni dal referendum sulla Brexit da un nazionalista identificato in Thomas Mair. Jo Cox era per la permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea così come lo fu Anna Lindh per l’Euro.
L’ANALISI DEL VOTO DA PARTE EUROPEA
Coincidenze incredibili per due situazioni comunque diverse. Perché la Svezia sempre tramite referendum disse “si” all’ingresso nell’Unione Europea nel 1994 mentre nove anni dopo disse “no” all’Euro. Una scelta consapevole e confermata da un’ampia partecipazione popolare. Eurobarometro nella sua analisi successiva al voto stabilì che solo il 60 per cento degli elettori tra i 18 ed i 24 anni si sono espressi sul tema mentre il 90 per cento della popolazione compresa tra la fascia d’età 40-54 anni si è recata alle urne per dire la propria, seguita dagli over 55 nell’ordine dell’87 per cento.
EURO, PER LA SVEZIA UN CAPITOLO CHIUSO
Dalle analisi emerse anche che il “no” all’Euro veniva in massima parte dalle donne, dai giovani e dalla popolazione meno istruita. A questi andavano aggiunti operai e disoccupati. A favore del “si” invece si schierarono uomini, anziani, professionisti ed impiegati. Importante anche la differenza tra aree rurali e città con le prime nettamente contro l’Euro. La Svezia da quel giorno ha scelto di non prendere più in considerazione l’adozione dell’Euro rinunciando volontariamente a concludere il percorso di adesione. Questo fu, in sostanza, il primo strappo alla politica economica continentale. (Photocredit copertina Ultimometro)
