Nicholas Maduro nel tentativo di mantenere il controllo sul Venezuela cerca di stemperare la tensione nel Paese con battute tanto ad effetto quanto sgradite alla maggior parte della popolazione. L’ultima p stata pronunciata nel corso di un incontro in cui si parlava dei Comitati Locali di Approvvigionamento e Produzione, Clap, istituiti dal Governo nel tentativo di porre un freno alla crisi alimentare che attanaglia il Paese dal 2012. Davanti ad una folla sorridente Nicholas Maduro si è difeso dagli effetti di quella che è stata definita la sua “dieta” con la seguente frase: «La dieta di Maduro te lo fa venire duro. E senza Viagra!». Una frase che sembra una provocazione ma che va inserita in un contesto particolare, quello venezuelano, dove è impossibile trovare caffè mentre il cioccolato abbonda.
NICHOLAS MADURO, LE BATTUTE E LA SITUAZIONE VENEZUELANA
Risate in sala, risate sul palco. E Nicholas Maduro se la cava così. Non l’hanno presa bene gli oppositori che hanno approfittato di questa uscita per puntare il dito contro il Presidente ma allo stesso tempo quella che è stata definita la “Dieta Maduro” sembra l’unico modo per garantire alla popolazione venezuelana almeno parte dei beni di prima necessità per proseguire la sussistenza. Secondo quanto riportato da Npr il Governo mette a disposizione dei cittadini supermercati particolari i cui prezzi sono calmierati dallo Stato e quindi più economici rispetto alle attività private. Tuttavia l’esecutivo ha stabilito dei turni imponendo ai cittadini di acquistare i propri beni solo due volte alla settimana tramite presentazione della propria carta d’identità. L’obiettivo è quello di combattere la rivendita dei beni al mercato nero.
FARE LA SPESA IN UN SUPERMERCATO CON PREZZI CALMIERATI
I clienti devono fare i conti con la necessità di rinunciare talvolta ad acquistare le quantità desiderate di cibo e al momento del pagamento devono essere controllati dai cassieri che analizzano anche le loro impronte digitali. Se poi c’è bisogno di acquistare qualcosa per figli appena nati, è necessario mostrare il certificato di nascita del piccolo, o della piccola. Si perché i Clap, ovvero questi supermercati, sono l’unica garanzia per lo Stato ed i cittadini di poter rispettivamente garantire ed avere prodotti di prima necessità a prezzi abbordabili evitando il mercato nero che mette a disposizione dei cittadini i beni di prima necessità a prezzi maggiorati anche di 1000 volte sfruttando l’inflazione e la crisi violenta che ha colpito la moneta venezuelana.
LA “DIETA MADURO”
Questo meccanismo prende il nome di “Dieta Maduro” con le opposizioni che lamentano casi di malnutrizione causati da un razionamento feroce che porta le persone a cercare alimenti nell’immondizia. Eppure se non ci fosse la “Dieta Maduro” la situazione nel Paese sarebbe peggiore. Il Presidente lo sa e rivendica la scelta del Clap ricordando come il mercato nero sia incontrollabile. Nei mesi scorsi Caracas ha chiuso le frontiere con la Colombia per evitare il trasferimento di carburante dal Venezuela al Paese vicino dove viene rivenduto ad un prezzo più alto. Perché nel Paese ci sono cibo e risorse ma mancano i beni primari, quelli essenziali.
IL NODO DEI BENI PRIMARI ED IL RUOLO DEGLI ATTORI DELLA DISTRIBUZIONE
Questa è la denuncia di Cristina Schiavoni, ricercatrice statunitense all’Erasmus University di Rotterdam che, intervistata dalla Gazzetta di Reggio, prova a dare una lettura più complessa della situazione in Venezuela. Secondo la ricercatrice in Venezuela il cibo è presente in abbondanza ma mancano i beni primari. Manca il caffé ma c’è il cioccolato. Il latte in polvere è assente ma il gelato è presente in grandi quantità. Questo avviene perché il governo impone delle tariffe calmierate che portano le aziende a non vendere i beni in quanto ci perderebbero. I livelli di produzione restano gli stessi ma la roba non finisce sugli scaffali, bensì va sulle bancarelle in strada. A peggiorare le cose la presenza di poche realtà che hanno in mano la distribuzione del Paese come nel caso della farina di mais, ingrediente fondamentale nella dieta venezuelana, in mano ad un’unica corporation per due terzi.
ESISTE UNA SOLUZIONE?
La soluzione dei Clap di Maduro sembra l’unica al momento sostenibile per consentire ai venezuelani di continuare ad acquistare nonostante un’inflazione amplificata dallo scollamento tra cambio “reale” e mercato nero. Certo però la situazione sembra ben lontana da quanto raccontato e meriterebbe uno sguardo quantomeno più approfondito. (Photocredit copertina Hugoshi / Wikipedia)



