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Milan Adriano Galliani

Il Milan torna sulla terra. E Adriano Galliani va via senza salutare

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Genoa-Milan è finita 3-0 per i rossoblu. Dall’esaltazione per l’1-0 inflitto alla Juventus a San Siro alle orecchie basse per una partita definibile tranquillamente come indegna in quel di Genova. Cosa è successo in quattro giorni? Niente. Il Milan non era forte il 22 ottobre alle 20.00, non è stato debole il 25 ottobre alle 23. Semplicemente è accaduto quello che doveva accadere. Una Juventus sconclusionata e distratta ha fatto giocare il Milan conducendolo per mano alla vittoria. Un Genoa organizzato, compatto e semplice ha mostrato le magagne rossonere. E ha portato Adriano Galliani, offeso per il risultato, ad andare via dal Ferraris senza incontrare la squadra.

GENOA-MILAN, IL GOL DI NINKOVIC, L’AUTORETE DI KUCKA E IL SIGILLO DI PAVOLETTI

Il Milan non è da primi posti semplicemente perché non ha gioco. Ci si improvvisa. Il primo gol di Ninkovic? Honda cosa fa largo basso sulla sinistra a tenere in gioco tutti? Il secondo gol, l’autorete di Kucka? Sarà mica quello un modo per essere posizionati in difesa col centrocampista (altro fuori ruolo) che entra in scivolata nell’area piccola? Per carità di patria taciamo sul terzo gol di Pavoletti. Nell’uno contro uno Poli si fa uccellare come un ragazzo al debutto negli Esordienti cadendo all’indietro e lasciando campo libero a Donnarumma mentre Romagnoli fuori posizione assisteva inerme da lontano. Donnarumma. Anche lui. Perfetto nella botta da fuori di Khedira all’ultimo minuto di Milan-Juventus, drammatico in quel di Genova.

DONNARUMMA E LOCATELLI, DALLE STELLE ALLE STALLE

Il primo gol di Ninkovic arriva sul suo palo. Si conferma quindi la difficoltà di “Gigio” nel coprire lo spazio. Lo si è visto chiaramente nel terzo gol della Francia contro l’Italia. Il secondo gol, autorete di Kucka, Donnarumma è lontanissimo dall’azione e lascia libera metà area piccola. Incolpevole sul terzo gol, non merita la sufficienza. Stessa cosa per Locatelli. Il primo gol nasce da una passeggiata “presa per mano” di Rincon ai danni del numero 73 che se lo perde dopo due giravolte. Assente nelle altre due azioni, ha denotato una difficoltà capitale a creare gioco.

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IL MILAN HA BATTUTO LA JUVENTUS? PURE L’INTER L’HA FATTO, EPPURE…

Di queste cose se ne è accorto Adriano Galliani che dopo aver rivendicato la paternità del progetto “Milan giovane e italiano” insieme a Silvio Berlusconi ha lasciato Marassi scuro in volto. Chissà. Voleva festeggiare il primo posto? Forse. Intanto si tiene una squadra brutta e incompleta. Il Milan ha battuto la Juventus? Allora? L’ha fatto anche l’Inter se è per questo. E non a caso contro il Torino in caso di sconfitta l’allenatore Frank De Boer fa le valigie e saluta la truppa.

JURIC SUPERIORE A MONTELLA, IN TUTTO

L’errore è stato anche di Vincenzo Montella. Il passaggio con cui veniva annunciato il 4-4-2 è stato a dir poco esilarante. Con che schema ha iniziato il Milan? Non si sa. I reparti erano molli, permeabili, in sofferenza contro il pressing organizzato di un Genoa da Europa League. Nel confronto tra i singoli non c’è stata partita. Perin, vero erede di Gianluigi Buffon, non si è fatto neanche la doccia. Rincon è stato monumentale così come Lazovic. Pavoletti da riserva del Sassuolo è diventato un ariete da tenere in considerazione in ottica Nazionale. E poi ci sono Edenilson, Izzo, il “vecchio” Burdisso. Che poi, a vederlo come è fatto il calcio, gli stessi sono stati presi a pallonate dalla Sampdoria nel Derby.

MILAN, POCHE NOTE LIETE, MOLTA IMPROVVISAZIONE

Segno che ogni partita fa storia a sé. Il Milan non era forte prima e non è scarso adesso. Il Milan è una squadra da un onesto quinto posto che può sperare in qualche exploit e deve fare i conti con qualche caduta fragorosa. Fine. I giovani sono buoni ma serve una guida a condurli. Donnarumma sarà ottimo nelle uscite alte e nei rilanci di piedi ma sul primo palo è un dramma. Locatelli avrà senso della posizione e un tiro da favola ma a centrocampo è leggero come un foglio di carta velina. De Sciglio quando veste rossonero si deprime. E poi ci sono i vecchi. Bacca sembrava in vacanza, Luiz Adriano non si è mai visto. Honda può anche tornare in Giappone.

ADRIANO GALLIANI SOGNAVA DI LASCIARE GENOVA DA PRIMO, INVECE…

Ci sarebbe da ridere di coloro che potevano sognare un Milan vincente solo dopo la vittoria contro la Juventus. Sinisa Mihajlovic lo scorso anno aveva provato a mettere un po’ di furore nella squadra ma venne allontanato su diktat presidenziale. Montella dimostra di avere meno polso del predecessore e di non sapere come svoltare una squadra che, ricordiamolo, in 180 minuti ha tirato in porta una sola volta con Locatelli contro la Juventus. Un po’ poco per sperare in un Milan da Champions League e per far parlare Adriano Galliani che già sperava di tornare ad essere considerato il “Re” del mercato dopo anni di appannamento.

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